Lezione di fair play a scuola
con l’arbitro Juan Luca Sacchi

CORRIDONIA - Il fischietto maceratese è stato protagonista di un percorso formativo su bullismo, cyberbullismo e cittadinanza digitale promosso dall'istituto Manzoni-Lanzi

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L’arbitro Juan Luca Sacchi all’istituto Manzoni-Lanzi di Corridonia

Bullismo, cyberbullismo e cittadinanza digitale al centro di un percorso formativo rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado Manzoni-Lanzi di Corridonia: una lezione di fair play con l’arbitro Juan Luca Sacchi.

Promuovere la cultura della legalità, educare al rispetto e contrastare il bullismo e il cyberbullismo: sono questi gli obiettivi del percorso di Educazione digitale promosso quest’anno dall’istituto di Corridonia in collaborazione con l’associazione Help, nell’ambito delle iniziative dedicate alla prevenzione delle carenze educative del Progetto “Ambasciatori digitali: insieme contro il bullismo e cyberbullismo”, in rete con l’istituto “N. Strampelli” di Castelraimondo.

Il progetto, prevede una serie di incontri formativi e laboratoriali rivolti a tutte le classi della scuola secondaria di primo grado. Per gli studenti delle classi prime, in particolare, è stato ideato un percorso partecipativo dedicato alle relazioni e alle emozioni, dentro e fuori dal mondo digitale, per riflettere su cosa significhi essere cittadini responsabili, anche online, imparare a proteggersi da bulli e cyberbulli e, soprattutto, comprendere come evitare di diventarlo.

A inaugurare questo viaggio educativo, ieri, un ospite speciale: Juan Luca Sacchi, arbitro di Serie A di Appignano protagonista di numerose partite internazionali. Formatore certificato, Sacchi è abituato a confrontarsi con ragazze e ragazzi che praticano sport ad alto livello. Nel corso dell’incontro, svoltosi al cineteatro Lanzi di Corridonia, ha accompagnato gli studenti in una riflessione sul valore del fair play e sull’importanza del rispetto in ogni tipo di relazione.

Le due ore di attività sono state caratterizzate da un confronto vivace, dibattiti e lavori in gruppo che hanno coinvolto attivamente i ragazzi, suscitando interesse, entusiasmo e partecipazione. Attraverso il linguaggio dello sport e l’esperienza di un professionista che fa del rispetto delle regole un elemento fondamentale del proprio ruolo, gli studenti hanno potuto riflettere su comportamenti, responsabilità e relazioni positive.

Un’occasione significativa per ricordare che essere buoni cittadini, nella vita quotidiana come in rete, significa prima di tutto rispettare gli altri, riconoscere il valore delle differenze e contribuire a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e attenta ai bisogni di tutti.


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