È morto Francesco Gesualdi,
ex direttore di Fondazione Marche Cultura
ANCONA - Aveva lasciato l'incarico per gravi motivi di salute. E' stato anche direttore di Cinecittà
E’ morto a 69 anni Francesco Gesualdi, dirigente e manager culturale italiano, a lungo figura di riferimento per l’Istituto Luce, segretario generale della Regione Lazio, ex direttore della Fondazione Marche Cultura e responsabile di Marche Film Commission, tra il 1999 e il 2003 direttore generale di Cinecittà holding spa. A dare l’annuncio il figlio Giacomo nella chat “W il cinema, W il cinema italiano”, uno spazio di discussione digitale promosso dallo stesso Gesualdi che, oltre un anno fa, aveva lasciato l’incarico di direttore della Fondazione Marche Cultura per gravi motivi di salute.
La Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission «esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Francesco Gesualdi e si stringe con affetto ai suoi familiari, la moglie Cristina e figli Giacomo, Arianna e Claudia e a tutte le persone che gli sono state vicine. Nel corso del suo incarico, avviato nel 2022, Francesco Gesualdi ha messo al servizio della Regione una grande professionalità e una profonda conoscenza del settore culturale e cinematografico, contribuendo a rafforzare la presenza e la visibilità delle Marche nel panorama del cinema italiano».
«Ci sono persone che non si limitano a insegnarci un mestiere, ma ci trasmettono una passione, un modo di guardare il mondo e valori che ci accompagnano per tutta la vita – dichiara Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura – Francesco Gesualdi è stato tutto questo. Un maestro, un amico, un punto di riferimento prezioso, insieme abbiamo condiviso un percorso intenso, fatto di confronto, progettualità e impegno per la promozione e la crescita culturale e cinematografica delle Marche. La sua esperienza e la sua visione hanno dato un contributo determinante allo sviluppo della Marche Film Commission e al rafforzamento dell’attrattività della nostra regione presso gli operatori del cinema. Ha messo la propria professionalità al servizio delle Marche con competenza, passione e profondo senso delle istituzioni. A lui va tutta la nostra gratitudine per il lavoro svolto insieme e per il valore duraturo del segno che lascia. Ci sono maestri che non smettono di esserlo nemmeno quando non ci sono più».
