Santa Maria Immacolata, partono i lavori
«Presidio sociale e di fede»
TOLENTINO - Il vescovo Nazzareno Marconi ha benedetto il cantiere della chiesa: «L'avvio dei tanti interventi nella diocesi è il frutto di anni di studio e condivisione di intenti». Progetto da oltre 900mila euro

L’avvio del cantiere della chiesa di Santa Maria Immacolata a Tolentino
Parte il cantiere della chiesa di Santa Maria Immacolata a Tolentino, in contrada Regnano. Il vescovo Nazzareno Marconi ha benedetto l’avvio dei lavori durante una cerimonia alla quale hanno preso parte il sottosegretario alla giunta regionale Silvia Luconi, don Ariel Veloz e i professionisti delle imprese. Tanti anche i fedeli intervenuti per conoscere da vicino l’entità dei lavori sull’edificio sacro edificato originariamente nel 1896. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la chiesa fu poi impreziosita da interventi pittorici e decorativi del pittore e decoratore di san Ginesio Guglielmo Ciarlantini (1881-1959), per oltre 30 anni insegnante alla scuola d’arte di Macerata.

«L’avvio di questo cantiere va ad aggiungersi alle tante buone notizie già comunicate sul fronte della ricostruzione delle chiese in questo periodo che precede l’inverno – ha detto il vescovo Marconi -, si tratta del frutto di anni di studio e progettazione, oltre che della condivisione di intenti con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, il commissario Guido Castelli, la Soprintendenza Marche Sud, le amministrazioni comunali e il personale tecnico dei Comuni interessati. Questo intenso lavoro ora mostra i primi risultati ed è bello vedere la partecipazione della popolazione a questi incontri anche in zone che possono essere più periferiche come qui a Regnano».

Soddisfatto anche il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. «Esprimo la piena gratitudine per l’operato e l’attenzione che la curia pone su questo territorio – ha detto -, perché oltre alla ricostruzione pubblica e privata c’è anche una ricostruzione dedicata ai luoghi di culto e quindi ringrazio il vescovo Marconi e tutto lo staff che si dedica in maniera molto puntuale e chiara al ripristino degli edifici, contribuendo alla ricostruzione del territorio e del tessuto sociale».

Originaria della contrada e presente alla cerimonia anche la sottosegretaria Luconi. «Il primo ringraziamento va alla Diocesi che ha voluto dedicare la stessa attenzione anche alle comunità più piccole – ha detto -, questo è un importante presidio di fede e sociale per il nostro territorio: intorno a questa chiesa sono cresciute generazioni che nonostante il sisma hanno cercato di offrire il proprio aiuto e di comunicare sani messaggi. L’inizio dei lavori oggi è un grande regalo. Il mio “grazie” va perciò alla diocesi, alla struttura commissariale e al presidente Francesco Acquaroli».

A spiegare i lavori, della durata di almeno due anni, sono intervenuti l’architetto Paolo Canullo, l’ingegner Claudio Speranza e il geometra Marco Mancini. Tra i professionisti impegnati nell’opera di recupero anche l’ingegner Francesco Losego.
Per la chiesa di Santa Maria Immacolata sono previsti lo smontaggio completo del tetto dell’aula e dell’abside, la realizzazione di un cordolo di copertura in acciaio, la sostituzione del pianellato con doppio tavolato incrociato ligneo e l’inserimento di piatti in acciaio in corrispondenza dei travetti in facciata. Per le murature si prevede lo scuci-cuci delle lesioni, che nel caso dell’arco trionfale arriverà fino alla ghiera in laterizio dell’arco e che verrà consolidato mediante cucitura dell’interfaccia arco-muro, previo stacco degli intonaci decorati da parte di restauratore e loro successiva riadesione a intervento ultimato. Il costo dell’intervento è di 929.414,13 euro.