Il Camerino Festival fa il pieno,
in 500 in piazza per Fresu e Marcotulli
MUSICA - E' sceso sabato il sipario sull'edizione numero 40 del festival jazz

Uno dei concerti del festival
Si è conclusa sabato scorso in una piazza Cavour gremita la 40esima edizione del Camerino Festival. Il concerto di Paolo Fresu e Rita Marcotulli, seguito da oltre 500 persone provenienti da tutta la regione, ha suggellato un’edizione partecipata, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione dei luoghi e attenzione alla formazione.

Promossa dal Comune di Camerino con la direzione artistica di Vincenzo Correnti per Adesso Musica, Daniele Massimi per Musicamdo e Francesco Rosati per la Gioventù Musicale di Camerino, la rassegna è stata sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Marche, Università di Camerino e Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata. L’Assemblea legislativa delle Marche ha inoltre finanziato la mostra dedicata ai 40 anni del Festival, allestita nei locali della parrocchia del Duomo.

Il percorso musicale era iniziato il 16 luglio all’Accademia della Musica Abf Corelli, con Aldo Campagnari e i giovani talenti Monica Zhang, Andrea Esposto, Vittorio Benaglia e Chiara Burattini, impegnati nei capolavori cameristici di Schumann e Dvořák. Un’apertura accolta da un folto pubblico e calorosi applausi.

Il 20 luglio il Festival ha raggiunto il Convento di Renacavata con “Amori sospesi” di Gabriele Mirabassi, Nando Di Modugno e Pierluigi Balducci, viaggio dal Mediterraneo all’America del Sud tra jazz, folklore e tradizione classica. Il 24 luglio Antoine Boyer e Yeore Kim hanno invece portato a Camerino un dialogo virtuoso tra chitarra e armonica, attraversando gypsy jazz, world music, standard e composizioni originali.

Nel Cortile del Palazzo Arcivescovile si sono poi svolti due appuntamenti cameristici. Il 27 luglio Gabriele Pieranunzi, Francesco Fiore, Silvia Chiesa, Alberto Bocini, Corrado Giuffredi, Paolo Carlini e Ricardo Serrano hanno proposto un programma dedicato a Beethoven; il 29 luglio il Trio Concept, formato da Edoardo Grieco, Francesco Massimino e Lorenzo Nguyen, ha interpretato Ravel e Schubert.

Gran finale sabato scorso con Fresu e Marcotulli. In una Piazza Cavour per metà ancora cantiere e per metà restituita alla città, il duo ha costruito un concerto emozionante tra jazz, cinema, ricerca e memoria. Il momento più suggestivo è arrivato quando Fresu, affacciato da una finestra del Palazzo Arcivescovile, ha intonato con la tromba “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André. Gli applausi del pubblico hanno richiamato gli artisti per due bis.

Accanto ai concerti, la formazione ha avuto un ruolo centrale con la masterclass di musica da camera guidata da Vincenzo Balzani per Andrea Bocelli Foundation e il concerto finale degli allievi al Museo Piersanti di Matelica.


