
Filippo Saltamartini
di Leonardo Giorgi
Le intenzioni all’inizio del Consiglio comunale di Cingoli ieri erano delle migliori, ma le posizioni – a fine serata – rimangono distanti. L’appello reciproco alla collaborazione arrivato sia dalla maggioranza che dall’opposizione è stato recepito solo in parte. La questione, d’altronde, è delicata: ha la Regione effettivamente “cancellato” 2 milioni di euro destinati all’ospedale di Cingoli, come affermato dalla minoranza guidata da Alessandro Maccioni la settimana scorsa? Il sindaco Michele Vittori, supportato dall’ex assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, ha dato una risposta: «I fondi non sono stati cancellati. Non è una tesi, è la verità. Sono solo stati posticipati da un’annualità all’altra. È un passaggio tecnico, non una volontà politica» (leggi l’articolo).

Consiglio comunale di Cingoli
Ad aprire il confronto è stato proprio l’ex candidato sindaco Alessandro Maccioni, che ha prima fatto i complimenti al primo cittadino Vittori e all’assessore al Turismo, Cristiana Nardi, per la vittoria del Balcone delle Marche al contest Rai “Il borgo dei borghi”, per poi ricordare l’atto regionale che avrebbe sottratto 2 milioni di euro dai 4,5 milioni destinati alla struttura. Secondo Maccioni, il rischio è che dietro la scelta si nasconda «un arretramento rispetto agli impegni assunti nel piano sanitario».

I consiglieri di minoranza, guidati da Alessandro Maccioni
Sulla stessa linea anche Raffaele Consalvi, che ha ricostruito le criticità del presidio cingolano, parlando di promesse mancate, carenze di specialisti, attrezzature datate e servizi territoriali mai realmente decollati. Il consigliere ha insistito sulla necessità di vigilare perché, ha sostenuto, «oggi la sanità cingolana non risponde ai bisogni dei cittadini». Nel mirino anche l’Area vasta 2, accusata di non avere dato concreta attuazione a quanto previsto sulla carta.

La Giunta Vittori
Dal fronte della maggioranza la replica è arrivata dal sindaco, che ha invitato a riportare il confronto sui dati e sulle competenze istituzionali. Il primo cittadino ha ribadito che la sanità è materia regionale, ma ha assicurato che il Comune continuerà a difendere il presidio ospedaliero «senza abbassare la guardia». Soprattutto, ha contestato la lettura dell’opposizione sul presunto definanziamento: dagli atti, ha detto, «non risulterebbe alcun taglio, bensì uno slittamento temporale delle somme dovuto ai tempi tecnici della progettazione». In sostanza, per la maggioranza i 4,5 milioni restano confermati, ma con una diversa scansione delle annualità di spesa.

Consiglieri di maggioranza
Nel dibattito è intervenuto anche Saltamartini, che ha difeso il lavoro svolto negli anni passati rivendicando il risultato ottenuto con il piano socio-sanitario regionale. Ha ricordato come Cingoli, dopo anni di depotenziamento, sia stato inserito nella programmazione come ospedale di base in area disagiata («ma non solo per Cingoli stesso, ma come struttura per l’area territoriale che include anche Apiro, Poggio San Vicino e Filottrano, con pazienti che arrivano anche da Jesi; la narrativa che Saltamartini abbia preso i soldi da altri territori per darli a Cingoli è falsa»), con previsione di Pronto soccorso, posti letto di medicina, riabilitazione e cure intermedie, oltre a investimenti strutturali e tecnologici.
Da qui, l’ex assessore ha accusato il centrosinistra di avere delegittimato negli anni la battaglia per l’ospedale, alimentando una narrazione campanilistica che avrebbe finito per indebolire la rappresentanza del territorio. Dall’altra parte, l’opposizione ha replicato rivendicando di avere sollevato il problema per tempo e chiedendo verifiche puntuali sui documenti regionali, per evitare che i rinvii di oggi si trasformino nei tagli di domani.
La maggioranza, intanto, ha proposto di calendarizzare incontri periodici per monitorare lo stato di attuazione del piano e l’avanzamento degli interventi. L’opposizione ha dato disponibilità a un lavoro condiviso, purché venga fatta piena chiarezza sui numeri e sui tempi. «A prescindere dal fatto che il sindaco affermi che i fondi siano stati “depennati” oppure “posticipati” – ha detto Maccioni sul finale – risulta che al momento i fondi sono di 2,5 milioni e non di 4,5. Bisogna attivarsi fin da subito per questo campanello d’allarme».
La discussione si è chiusa senza votazioni, ma con un impegno politico a continuare il monitoraggio. Sul tavolo restano due letture diverse degli stessi atti: la maggioranza sostiene che nessun euro è stato perso e assicura che questa è la verità, per l’opposizione il campanello d’allarme è concreto. E intanto, a Cingoli, il tema sanità torna a essere il banco di prova più delicato per la credibilità della politica locale. «Certo – ha detto Vittori all’opposizione durante il consiglio – visto quanto è importante il tema, forse si poteva essere più uniti nel supportare Saltamartini in Regione». «Noi non abbiamo mai compromesso e commentato il lavoro di Saltamartini durante la sua attività in Regione, proprio per non danneggiare la sanità cingolana» ha risposto Consalvi. «Ma il vostro partito sì, per anni. Se volete vi farò avere un resoconto» ha concluso Saltamartini.
«Ospedale, cancellati i 2 milioni per il pronto soccorso: territorio marginale per la Regione»
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