di Luca Patrassi
Videointerviste nella redazione di Cronache Maceratesi ai cinque candidati sindaco in vista delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il primo ospite è Mattia Orioli, candidato con la lista politica Terzo Polo Macerata (ne fanno parte Azione, Base popolare, Partito liberaldemocratico, Repubblicani europei, Movimento socialista liberale, Radicali italiani, il Nuovo Cdu nuovi Cristiani
Democratici Uniti e Ora).

Mattia Orioli, 39 anni, candidato sindaco del Terzo Polo
Nel 2020 ha mancato l’ingresso in consiglio comunale per un pugno di voti in una lista a sostegno del poi eletto sindaco Sandro Parcaroli. Oggi si candida lei a sindaco, è una candidatura contro qualcuno o ha un suo progetto per il bene della città?
«La candidatura non è mai contro qualcuno, è nel mio Dna politico, noi siamo per qualcosa, siamo per liberare la città da anni di immobilismo».
In generale quali pensa siano i settori necessari in un intervento immediato nel capoluogo?
«Questa è una bella domanda perché i settori sono veramente tanti, è una situazione veramente critica per la città. Abbiamo perso il ruolo di città capoluogo. Vediamo la situazione nell’ambito sia industriale, economico, ma anche culturale, la città si trova in una situazione di difficoltà. Lo possiamo vedere anche nelle opere mancate da parte di questa amministrazione: insomma c’è stato un non cambiamento, forse c’è stata una retromarcia. Noi vogliamo riportare Macerata al ruolo che merita. Il primo obiettivo da cogliere è sicuramente il discorso viario della città. Una città capoluogo non può limitarsi solo all’idea dell’uscita di Campogiano. Noi chiediamo anche l’uscita di San Claudio, chiediamo ulteriori strade e bretelle. Noi vogliamo che la città sia efficace e attrattiva non solo dal punto di vista economico ma anche demografico. Purtroppo vediamo che questa città è scesa anche da questo punto di vista, e questo è un grave danno, significa che non è più attrattiva. Vogliamo cambiare completamente il paradigma della città, da una città spenta a una città produttiva, a una città che riesce attraverso l’Università, attraverso lo Sferisterio, attraverso i suoi punti di forza, a creare economia. Una cosa che cancellerebbe di questi cinque sei anni di amministrazione a guida Parcaroli. Cancellerei la gestione sbagliata del Pnrr. Vediamo il manto stradale. Sono quelle cose quotidiane che i cittadini notano. È un disastro. Noi vogliamo che ci sia una gestione diversa anche dell’aspetto economico. Purtroppo questa città ha perso tante opportunità e con questa valanga di soldi, non siamo riusciti a ridare un rilancio vero e proprio alla città. Abbiamo una zona industriale come quella di Valleverde che è ferma. Stiamo studiando anche perché l’Imu, rispetto a Corridonia, si paga di più. Lo vedete anche nella tassa sui rifiuti. Macerata ha delle tasse molto esose. Sono delle situazioni negative che non sono attrattive per le aziende e neanche per i cittadini. Bisogna cambiare assolutamente strategia».

A proposito di rifiuti, la discarica va bene solo se “non se non è nel mio giardino”, o lei condivide il lavoro svolto dai tecnici che hanno indicato a Macerata il sito più idoneo in tutta la provincia?
«Guardi, su questo siamo molto netti. Noi diciamo no alla discarica a Macerata perché Macerata ha già dato tanto ma, rispetto alle altre forze politiche, noi tocchiamo un tema difficile che è il termovalorizzatore. Guardi, è uno di quei temi che in campagna elettorale viene messo sempre sotto il tappeto. Noi, in maniera diversa rispetto agli altri, invece lo mettiamo in esaltazione perché riteniamo che il termovalorizzatore sia la risposta. Noi diciamo no alle discariche ma proponiamo una risposta concreta: il termovalorizzatore ci dà anche un’efficienza energetica e quindi ci permette di essere all’avanguardia. Vediamo Brescia, vediamo le città del Nord Europa. Basta con la politica fatta di slogan».

Centro storico, diminuiscono i residenti e le attività, calano anche i servizi, è un problema su scala nazionale o lei ha una soluzione in tasca per Macerata?
«La soluzione ovviamente è nel capire come in questi trenta anni è stata gestita la città. Non a caso purtroppo le scuole in centro storico sono state spostate. Allora ditemi voi, se noi portiamo via i servizi al centro storico, chi andrà a risiedere nel centro storico? Il centro storico è rilanciato innanzitutto sulla residenzialità se noi riportiamo i servizi in centro. Il centro storico va rilanciato se noi costruiamo quelle strutture in grado di rendere agibile il centro storico. Ecco il ritorno al discorso del parcheggio nella zona nord della città, a Rampa Zara. Quello era un cavallo di battaglia che io ho sempre sostenuto, ma né la sinistra né la destra lo hanno realizzato. Noi lo vogliamo fare senza fare opere faraoniche, ma con un’opera semplice. La città ha bisogno di una svolta vera e forte».

Lei vive a Piediripa, il centro città lo percepisce lontano o pensa a politiche specifiche per le frazioni?
«Abito tra Macerata e Piediripa e ho potuto vedere come la città si è sviluppata male. A Piediripa mancano molti servizi, come anche nelle altre frazioni: non non c’è un punto d’incontro per la città, in alcuni casi mancano dei servizi, vediamo anche con la viabilità. Macerata è diventata inaccessibile. Se noi non abbiamo facilità di accesso al centro cittadino automaticamente le persone non arriveranno mai. E noi dobbiamo invertire questa situazione».

A proposito di Piediripa, uno dei temi affrontati di recente è stato l’ok ai capannoni per il centro commerciale Simonetti.
«E’ una questione emblematica. Il problema nasce con il centrosinistra all’incirca vent’anni fa. C’è stato un cambio da una zona agricola a una zona commerciale e quindi già dall’epoca, si doveva prospettare cosa sarebbe diventata Piediripa. E questo è stato il primo passaggio. Il secondo passaggio è stato quello della variante dove abbiamo visto che la destra si è spaccata. In campagna elettorale cinque anni fa, Parcaroli aveva promesso una soluzione alternativa. Questa non c’è stata, ad oggi ci troviamo di fronte a una situazione veramente paradossale. La sinistra che fa finta di non aver fatto quella variazione ben venti anni fa e la destra non ha trovato una soluzione. Ad oggi noi non possiamo più dire no, perché ovviamente vi è l’interesse legittimo di un imprenditore che nel caso in cui ci fosse il no, ovviamente chiede un risarcimento danni. Questo non ce lo possiamo permettere, ma questo è l’emblema della mala gestione che c’è stata in questi ultimi trent’anni nella città si fanno delle scelte senza pensare a delle conseguenze e a pagarne sono sempre i cittadini. La questione Simonetti va legata anche alla questione di via Trento o alla questione Mattatoio. Sono delle sciatterie politiche che non possiamo più accettare. La città capoluogo ha perso il suo ruolo anche per questa mala gestione».
Il Comune in questi anni ha visto arrivare un fiume di finanziamenti grazie ai progetti presentati per il Pnrr. Qual è la sua valutazione complessiva sulle opere realizzate?
«Sono state enfatizzate alcune opere. Io mi sono molto battuto sul discorso del mercato ortofrutticolo che ritengo un’opera molto importante ma ci sono voluti diversi anni e diversi miei interventi affinché quest’opera si facesse. Lo vediamo anche in altre situazioni. Purtroppo quello che manca alla città è una visione complessiva. Si agisce a macchia di leopardo. Ditemi voi quali sono le opere strategiche che ha fatto questo sindaco per rilanciare la città? Io non le vedo, non le so. È stato enfatizzato il fatto del sottopasso come un qualcosa di straordinario. In realtà per una città capoluogo dovrebbe essere qualcosa di ordinario. Ripeto, abbiamo visto tanti tagli del nastro, tanti selfie su piccole cose, enfatizzati come grandi cose. Non è questo che i cittadini secondo me si aspettano, la città si aspetta veramente uno sviluppo diverso».
È difficile ipotizzare che lei possa vincere le elezioni, nel caso al ballottaggio chi andrebbe a sostenere?
«È difficile ma non impossibile. Le difficoltà si incontrano perché abbiamo una destra e una sinistra sempre più radicali. Loro stanno lottando e avete visto, faranno tante liste elettorali perché gli interessa solo vincere per vincere. A noi interessa vincere per governare. Quindi le dico che non è impossibile proprio perché se i cittadini vogliono veramente cambiare, se i maceratesi vogliono veramente liberare la città hanno solo il terzo polo. Il terzo polo non per velleità, ma perché è l’unica risposta concreta a un blocco oramai trentennale. Abbiamo visto ciò che ha fatto la sinistra, abbiamo visto oggi quello che ha fatto la destra, l’unico cambiamento può essere solo il nostro, il terzo polo. Noi al ballottaggio non sosterremo nessuno perché siamo un cambiamento. Noi puntiamo a vincere perché riteniamo che siamo l’unica opportunità, questo è un treno che passa una volta solo per la città per un vero cambiamento. Non siamo contro qualcuno ma, ripeto, siamo per qualcosa. Vogliamo passare dall’io a noi».
(foto-video di Federico De Marco)
Il Terzo polo in campo con Mattia Orioli: «Destra o sinistra al secondo turno? Rimarremo dove siamo»


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