Si presenta Officina delle Idee,
Sigona accetta la sfida:
«Dobbiamo far cambiare pelle alla città»

MACERATA VERSO IL VOTO - Parte ufficialmente la campagna elettorale della civica che si è sganciata dal centrosinistra e che correrà con il primario della dermatologia dell'ospedale come candidato sindaco: «Percepita una grande voglia di partecipare e di costruire». Flavio Corradini, ispiratore del progetto, non sarà in lista

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L’Officina delle idee con al centro il candidato sindaco Marco Sigona

di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)

Presentazione questa mattina, negli spazi del ristorante Di Gusto, per la lista civica Officina delle Idee per Macerata, che ha optato per la corsa in solitaria sganciandosi dal resto del centrosinistra e che candida a sindaco Marco Sigona. Al tavolo dei relatori, con il primario di dermatologia dell’ospedale cittadino, c’erano Paolo Micozzi (già segretario cittadino del Pd), Giorgio Ligliani (ex presidente della Cna maceratese) e Flavio Corradini (che però non sarà in lista). Oltre ai nomi già citati in lista ci saranno tra gli altri  Fabio Tartuferi, Alberto Scuffia, Cristiana Principi, Giuseppe Vitali, Brunella Carloni, Alessandro Tedeschi, Anna Maria Marcucci, Romina Amici, Pierpaolo Persichini e Simonetta Porzi.

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Marco Sigona

Ad aprire l’incontro è stato proprio Sigona: «Macerata è la città dove sono cresciuto e vivo da sempre, una città che mi ha dato tanto sia come crescita umana che professionale. Spirito di servizio: candidarsi significa smettere di essere un semplice osservatore per essere una guida per la città, sento la responsabilità di far cambiare pelle a questa città. Quale profilo dovrebbe avere il sindaco di Macerata? Ho trovato la risposta nella mia storia, vengo dalla società civile, ho condiviso con convinzione il percorso di Officina delle Idee, mi ha affascinato il percorso, il metodo diventa l’ascolto che si trasforma in un progetto. Macerata possiede una comunità ricca, generosa: il programma scaturisce da una serie di confronti che hanno coinvolto le associazioni. Abbiamo percepito una grande voglia di partecipare e di costruire, prima il programma poi il candidato. Tra i temi più importanti la valorizzazione della vocazione culturale della città, lo sviluppo economico, un occhio attento ai giovani, lo sport che deve essere qualcosa che unisce: una comunità coesa si costruisce attraverso il welfare, la sicurezza. I ritardi del Pnrr con contenitori senza contenuti come le case di comunità. Una città che vive, una città abitata, la residenzialità, riportare la microeconomia. Una Macerata che accoglie è una Macerata che cresce, meritevole di una ricettività, sviluppo delle infrastrutture tecnologiche, partecipazione, una città che dialoga con i suoi concittadini trasmette fiducia. Profondo rispetto per la res pubblica, la gestione oculata delle risorse, aggregazione della società civile composta da professionalità di alto valore. Vogliamo che Macerata torni ad essere un capoluogo vivo ed autorevole, vogliamo distinguerci per la capacità di affrontare e risolvere le problematiche per come si presenteranno, siamo consapevoli che sarà una sfida difficile ma lo facciamo per far crescere questa città».

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Paolo Micozzi

La riflessione di Paolo Micozzi: «Le parole più utilizzate sono freschezza nella presentazione del programma e capacità di ascolto: siamo in mare aperto, abbiamo fatto questa scelta. Sarebbe stato più semplice rimanere in un ambito più ampio ma questo avrebbe messo in dubbio la volontà di fare un percorso diverso, l’idea di contrapposizione non ci appartiene, la città si è stancata di questo. Abbiamo delle nostre idee e camminano sulle gambe dei candidati, non abbiamo strutture alle spalle ma questo non ci ha creato problemi o intimorito. Una battuta calcistica: gli scudetti spesso li hanno vinti le grandi squadre ma ci sono riuscite anche Fiorentina, Cagliari e Verona e questo ci fa ben sperare».

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Giorgio Ligliani

Giorgio Ligliani osserva: «Il mio è un contributo tecnico per aver vissuto in un mondo che è la spina dorsale del territorio, la la piccola e media impresa, come maceratesi dobbiamo darci una identità: Sottolineo la bravura dei nostri artigiani che possono dare un valore aggiunto al territorio, importante dare gli indirizzi per sviluppare queste attività. Stiamo perdendo le maestranze per esempio nel restauro dei beni artistici eppure abbiamo delle scuole che potrebbero sviluppare queste attività, la nostra scelta è la possibilità di dare ai maceratesi qualcosa di nuovo, anche a quelli che negli ultimi anni hanno deciso di non votare».

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Flavio Corradini

Infine Flavio Corradini: «Sono qua per aver coordinato questo gruppo di persone che si chiama Officina delle Idee, è nella innovazione che mi è stata proposta che ho trovato grande entusiasmo, ricordo la telefonata di Stefano Gregori che mi chiese un progetto di idee da mettere a disposizione della città. Un ragionamento di un anno e mezzo fuori da ogni condizionamento, ci siamo incontrati quasi tutti i venerdì, gruppi di lavoro e condiviso le idee: è stata una esperienza meravigliosa, abbiamo messo a disposizione della città qualcosa di unico. La città l’abbiamo ascoltata e l’ascolteremo ancora. Il nostro candidato ha già dimostrato nel tempo di saper amministrare una comunità, se qualcuno vuole mettere a disposizione la sua professionalità c’è spazio».

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