«Nessuna università unica:
senza Unicam dopo il sisma
il territorio si sarebbe spento»

CAMERINO - Il Pd sulla stessa linea di Fratelli d'Italia sull'ipotesi di fusione dei quattro atenei marchigiani: «Le proposte di accorpamento e ottimizzazione di servizi e risorse, per aree come questa, sono state solo pretesti per un depauperamento»

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prof.Scocco

Paola Scocco, segretaria reggente del Pd di Camerino

La proposta di un’università unica per tutte le Marche, fondendo i quattro atenei attuali, è riuscita in un’impresa: mettere Pd e Fratelli d’Italia dalla stessa parte. Dopo il no della sezione camerte dei meloniani, arriva infatti uno stop sugli stessi toni da parte dei dem.

«Nessuna università unica, soprattutto in nome dell’ottimizzazione dei costi – fa sapere il circolo Pd di Camerino con la segretaria reggente Paola Scocco – obiettivi dell’università sono formazione e ricerca; solo queste vanno ottimizzate. Il Partito Democratico di Camerino si dichiara contrario alla proposta diffusione degli atenei marchigiani, avanzata dal rettore dell’Univpm di Ancona. Non pensiamo di fare affermazioni fuori luogo dicendo che per quel che riguarda i cittadini vicini all’Università di Camerino e al suo territorio non c’è concordanza con quanto proposto.

Per anni le proposte di fusione, accorpamento e ottimizzazione di servizi e risorse, per aree come questa, sono state solo pretesti per un depauperamento, cui è seguita la scomparsa di tante istituzioni e presidi utili. Tutti ricordiamo la soppressione del tribunale di Camerino, ma gli esempi si sprecherebbero. Unicam è motore e volano della crescita dell’intero territorio ed è sotto gli occhi di tutti quanto sia imponente il suo impatto sociale, economico e culturale, un impatto che si riflette anche in tutti i servizi collaterali».

Secondo il Pd la pluralità di atenei è una caratteristica e forza della regione. «Atenei che hanno alle spalle una lunghissima storia, come quello di Camerino, fondato nel 1336, ed altri più giovani come Univpm, nata nel 1969, ciascuno con caratteristiche e competenze specifiche che andrebbero mantenute e valorizzate – continuano i dem camerti – per farlo non servono di certo i tagli della Ministra Bernini a cui non è seguito il benché minimo sostegno della Regione.

Senza la presenza di Unicam dopo il sisma del 2016 con ogni probabilità si sarebbero spente le speranze di ripresa dell’intero territorio circostante; il quale per ripartire ha necessità della spinta innovativa che viene dalla ricerca applicata allo sviluppo del territorio.

L’università trasmette sapere, promuove il progresso scientifico e forma figure professionali qualificate. Unicam eroga una didattica di ottima qualità e lo dimostra la classifica Censis in cui è prima in Italia tra i piccoli atenei. Inoltre lavora alacremente sul fronte della ricerca e si spende in tante attività di public engagement rivolte ai cittadini e al territorio e finalizzate sia a fornire loro un supporto tecnico-scientifico che a promuovere un loro diretto coinvolgimento nella ricerca.

Unicam ha una peculiarità tutta sua che risiede nell’attenzione e nella cura rivolta agli studenti che sono considerati persone, non massa critica. Fagocitare i piccoli atenei non renderà di certo più efficienti quelli più grandi, ma di certo non garantirà inclusione sociale e diritto allo studio agli abitanti delle aree interne».

«Unicam è la nostra Oxford: se fusione deve essere, si concentri tutto a Camerino»



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