
L’esterno dell’abbazia
Riapre al culto uno degli edifici religiosi di maggior pregio della provincia: la duecentesca Abbazia di San Firmano, a Montelupone. Appuntamento per mercoledì mattina alle 10,15 per la cerimonia di taglio del nastro (con messa che sarà celebrata dal vescovo Nazzareno Marconi) che riconsegnerà al culto la chiesa che era stata danneggiata dal sisma del 2016.
I lavori, attuati dalla Diocesi di Macerata con contributo sisma 2016, sono stati progettati e diretti da Claudio Cardinali e Nicola Gobbi ed eseguiti dalla Sardellini Costruzioni e dalla Eures Arte. «Ringraziamo l’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione e la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Montelupone per la preziosa collaborazione istituzionale e sul piano tecnico-amministrativo – fa sapere la diocesi – esprimiamo, inoltre, la nostra gratitudine a tutti coloro che, a vario titolo e livello, hanno partecipato alla realizzazione dell’intervento».

Uno degli affreschi restaurati
Tra le novità della rinnovata abbazia anche il nuovo Rifugio del pellegrino, una struttura dedicata all’accoglienza dei camminatori e dei fedeli in transito lungo i Cammini Lauretani che è anche il primo rifugio nato nelle Marche proprio con questa vocazione. «Con il Rifugio del pellegrino mettiamo a disposizione un servizio importante per chi attraversa il nostro territorio lungo i cammini – commenta il sindaco Rolando Pecora – si tratta di un’opera che valorizza San Firmano e rafforza la vocazione all’accoglienza della nostra comunità, offrendo ai pellegrini un punto di riferimento concreto e funzionale. Questo intervento rappresenta anche un investimento sul futuro del territorio, perché unisce spiritualità e promozione turistica, contribuendo a far conoscere sempre di più un luogo ricco di storia e di identità».

L’ingresso


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