«La maggioranza diserta l’assemblea Alfa:
uno schiaffo al terzo settore»

MACERATA - I consiglieri comunali 5 Stelle Roberto Cherubini e Roberto Spedaletti puntano il dito in primis sul sindaco Sandro Parcaroli, presidente della "super associazione": «Ha convocato lui l'incontro, se non riesce ad esercitare la funzione lo dica e si riveda lo statuto

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Roberto Spedaletti (a sinistra) e Roberto Cherubini (a destra)

«Quanto accaduto ieri sera a Piediripa è grave e politicamente inaccettabile». Non le mandano a dire i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Roberto Cherubini e Roberto Spedaletti, che denunciano l’assenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale all’assemblea dell’Alfa, l’organismo che riunisce oltre 200 associazioni del territorio maceratese. 

«Assemblea che è stata convocata con la firma del suo presidente, il sindaco Sandro Parcaroli – sottolineano i pentastellati – eppure, al momento del confronto con il mondo associativo, l’amministrazione comunale era completamente assente. Né il sindaco, né assessori, né consiglieri di maggioranza hanno ritenuto di partecipare. Un’assenza totale che suona come uno schiaffo al terzo settore, a quelle centinaia di volontari che ogni giorno tengono in piedi pezzi fondamentali della nostra comunità, supplendo spesso alle carenze delle istituzioni. Gli unici rappresentanti istituzionali presenti siamo stati noi, due consiglieri del Movimento 5 Stelle. Una presenza doverosa, per rispetto verso le associazioni e verso un organismo che dovrebbe essere luogo di partecipazione reale, non una sigla svuotata di significato. È questo il modello di “Macerata città dove vivere bene”? Una città in cui si convocano le assemblee e poi le si diserta? Una città in cui si preferisce fare combriccola con tre o quattro associazioni gradite, invece di garantire trasparenza e partecipazione a oltre 200 realtà che operano sul territorio?».

La presidenza dell’Alfa non può essere un titolo formale secondo Cherubini e Spedaletti. «Se il sindaco non è in grado o non intende esercitare un ruolo attivo, lo dica chiaramente e si apra una discussione sullo Statuto e sulla governance dell’organismo – finiscono i due – il volontariato merita rispetto, ascolto e interlocutori presenti, non slogan e assenze. Il terzo settore non è un ornamento da esibire nelle cerimonie: è l’ossatura sociale della città. E chi lo ignora compie una scelta politica precisa, di cui dovrà assumersi la responsabilità davanti ai maceratesi».



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