“Reti di cura e resilienza”,
un percorso formativo contro la violenza

TREIA - In teatro il primo appuntamento promosso dall’associazione Il Lume. Seconda tappa a Macerata il 26 marzo

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Si è aperto al teatro comunale di Treia il ciclo formativo “Reti di cura e resilienza: il lavoro psicosociale nei percorsi di uscita dalla violenza”, un’iniziativa che mette al centro la costruzione di una rete sociale solida e multidisciplinare per accompagnare le donne nel delicato passaggio dal trauma alla rinascita.

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Il progetto è promosso dall’associazione Il Lume impresa sociale, in stretta collaborazione con il Comune di Treia. A introdurre la giornata sono stati il presidente Luca Doria e l’assessora Camilla Palmieri, sottolineando il valore di un percorso che punta non solo all’alta formazione degli operatori, ma anche al rafforzamento della coesione territoriale.

«L’obiettivo è trasformare l’accoglienza in un percorso di vera autodeterminazione», spiegano dall’associazione, evidenziando come la sinergia tra realtà del terzo settore e istituzioni locali rappresenti un passaggio fondamentale per garantire sicurezza, tutela e nuovi orizzonti di libertà alle donne vittime di violenza. Il confronto odierno vede la partecipazione di professioniste del settore psicosociale. Valeria Pasqualini, assistente sociale dell’Ats 15, interviene sull’importanza della rete nei diversi contesti di accoglienza, dalla casa di emergenza alla casa rifugio, fino al centro antiviolenza e al Cuav.

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Ester Pianaroli, assistente sociale specialista del Comune di Recanati, ha affrontato il tema della relazione come strumento per ricostruire fiducia e sicurezza dopo la violenza. Margherita Carlini, psicologa psicoterapeuta ha proposto invece un approfondimento sugli strumenti clinici per sostenere la resilienza, dal trauma alla rinascita.

Il percorso proseguirà il 26 marzo a Macerata, negli spazi di Play Marche con un secondo appuntamento rivolto agli iscritti. In programma il videomessaggio di apertura di Dalila Novelli (Assolei sportello Donna onlus), l’intervento di Elisa Giusti, coordinatrice del Cav Macerata Ats15, su “Il linguaggio delle ferite invisibili nei percorsi di uscita dalla violenza”, quello dell’avvocata Egle Asciutti sugli strumenti di tutela in ambito civile e penale e un nuovo contributo della psicologa Margherita Carlini sul tema della rivittimizzazione secondaria delle madri che hanno subito violenza.



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