di Alessandro Luzi
Minaccia di morte la mamma e le chiede soldi per acquistare la droga, un 38enne finisce in carcere. Per il giovane, un civitanovese, il gip Francesca Preziosi del tribunale di Macerata ha applicato la custodia cautelare in carcere. E’ accusato di aver maltrattato la mamma, una 70enne. Gli vengono contestati anche due episodi di estorsione. Le indagini del Nucleo radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Civitanova, coordinati dal pm Alessandra Alloggio, sono scattate dopo la denuncia del figlio da parte della donna.
Per gli inquirenti i maltrattamenti sarebbero avvenuti a partire da dicembre. Il 38enne avrebbe abitualmente minacciato di morte la mamma. Un’altra volta, in base a quanto contestato, le avrebbe afferrato i capelli e le avrebbe chiesto soldi per acquistare la droga.
Altra contestazione, dicono gli inquirenti, il 38enne avrebbe colpito con violenza gli arredi di casa, dove viveva con la mamma, e li avrebbe danneggiati. In quell’occasione avrebbe anche preso a pugni la porta della camera della mamma.

L’avvocato Simone Matraxia
In un altro episodio l’uomo avrebbe preso a calci l’auto della donna. Lì l’avrebbe colpita con schiaffi e l’avrebbe spinta con violenza contro un cancello nei pressi della loro casa.
Due sono gli episodi di estorsione che gli vengono contestati. Il primo è dell’11 gennaio. Quel giorno il 38enne avrebbe preso la mamma per i capelli chiedendole denaro. Lì l’avrebbe costretta a consegnargli i soldi che aveva nel portafoglio. Il secondo episodio contestato risale a 6 giorni dopo, il 17 gennaio. Quella volta il 38enne avrebbe minacciato la donna di ucciderla e l’avrebbe costretta ad andare ad uno sportello bancomat delle Poste a prelevare 200 euro, per poi accompagnarlo a comprare la droga.
La mamma ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri della Compagnia di Civitanova e il pm ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il 38enne. Misura disposta dal gip. Ora l’uomo si trova in carcere a Montacuto e lunedì, assistito dal suo avvocato Simone Matraxia, sarà interrogato dal giudice.
*Nome dell’indagato e riferimenti troppo specifici non vengono indicati per tutelare l’identità delle vittime.
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