
di Luca Patrassi
Il colpo di scena è arrivato oggi e porta la firma del giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Macerata Filomena Di Gennaro: sospesa la vendita del mattatoio comunale di Villa Potenza, revocata l’aggiudicazione provvisoria all’allora unico offerente (l’impresa agricola guidata da Ilario Marcolini) e ordine al professionista delegato di organizzare un nuovo esperimento di vendita al prezzo di 525mila euro che era la base della precedente asta.
Poche righe al termine del documento del giudice che affondano in un colpo solo mesi di chiacchiericcio e di accuse al primo cittadino Sandro Parcaroli, che si sono quasi sciolte appunto in un attimo. Lunedì le opposizioni quasi al completo (unica eccezione il consigliere ex Pd Maurizio Del Gobbo che si è dimesso dal partito dando anche la motivazione del dissenso su questo argomento) discuteranno la loro proposta di istituzione di una commissione di indagine rispetto all’operato del primo cittadino rispetto appunto alla questione del mattatoio dopo che alcuni commentatori hanno parlato apertamente di una presunta serie di azioni che sarebbero andate dal favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore che aveva partecipato all’asta, alla turbativa passando per il danno erariale. Stante il clima preelettorale, o almeno questa è stata l’impressione, il grido di dolore delle opposizioni consiliari del capoluogo era stato raccolto dai sindaci di sette, otto Comuni del Maceratese che pure erano insorti allarmati per il danno che sarebbe stato arrecato al territorio una volta tolta la guida pubblica al mattatoio facendolo passare in mano private, gli stessi sindaci che avevano detto che (se glielo avessero detto prima) avrebbero partecipato all’acquisto se coinvolti.
Ora appunto il colpo di scena, il giudice del Tribunale di Macerata ha accolto la richiesta presentata dal sindaco di Macerata. Due le motivazioni: la prima consiste nella mancanza di congruità del prezzo di aggiudicazione rispetto alla valutazione del bene (395mila euro contro circa 3.5 milioni) e la seconda nel fatto che il Comune avesse formulato «una seria manifestazione di interesse all’acquisto».
Ne deriva che la fissazione di una nuova asta permette, nell’ipotesi minimale, la cessione al prezzo base di 525mila euro, quindi una somma superiore della precedente. Definito il fatto che il giudice ha ritenuto fondata la richiesta del sindaco, resta un piccolo problema di fondo. Il Comune andrà all’asta ed acquisterà (salvo rilanci da parte del privato) il mattatoio e l’area limitrofa, a pagare saranno sempre quei contribuenti maceratesi che da decenni hanno già sperimentato sulle proprie tasche la (in)capacità dell’ente locale di gestire una struttura sovradimensionata come quella di Villa Potenza. I contribuenti maceratesi hanno già versato milioni di euro negli anni per la fallimentare gestione pubblica del mattatoio, continueranno a farlo a vita?
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C'era più di un sospetto e benissimo ha fatto Andrea Perticarari a mettere in risalto fin dal primo momento la assurda situazione che si era venuta a verificare. Sono molto curiosa di vedere gli sviluppi, tutti gli sviluppi
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E’una barzelletta?
Comunque alla fine di tutto bisogna ammettere che Parcaroli e’ un grande Sindaco !!!
Il provvedimento del Tribunale dimostra senza alcuna ombra di dubbio che l’operato del Sindaco è stato più che corretto e che l’opposizione in consiglio comunale ha agito solo per fini politici. Forse se un’indagine deve essere fatta dovrebbe riguardare chi in passato non ha fatto nulla per decenni per risolvere la questione CEMACO
Diciamo che con l’istanza al Giudice Delegato è stato fatto il minimo… sindacale, e non è vero come da altri scritto che ciò consiste in una approvazione dell’operato (quale operato Prof. Castiglioni? Lei è troppo intelligente e colto per non comprendere che siamo innanzi ad una omissione e non ad un azione positiva). Adesso però l’Amministrazione, preso atto della chance e della asserita disponibilità degli altri Comuni a partecipare, si attivi PER TEMPO, operando una valutazione complessiva del bene e di come lo vorrebbe utilizzare, accedendo PER TEMPO ad un finanziamento per partecipare all’asta ma non limitato a 525.000 euro, laddove il complesso valga molto di più, altrimenti il privato offrirà mille euro in più e l’asta sarà terminata. Non bisogna acquistare a qualsiasi prezzo, ma neanche comportarsi da sprovveduti. Comunque il problema dell’omissione o rifiuto di adempiere ad una sollecitata e motivata delibera del Consiglio Comunale rimane e, per evitare ulteriori sbadataggini da parte del Candido, forse la Commissione di inchiesta potrebbe servire assai.
Ciò che viene rappresentata come una vittoria è, in realtà un clamoroso autogol !
Infatti, se il Comune avesse partecipato all’asta, si sarebbe con ogni probabilità aggiudicato l’immobile al prezzo di circa € 395.000,00 come aveva fatto il privato che aveva partecipato sapendo di non avere la concorrenza del Comune…adesso, se vorrà aggiudicarselo, dovrà concorrere ad una vera e propria asta…vedremo quale sarà il risultato !
Resta il fatto inconfutabile della omissione colpevole in occasione della prima asta.