
Ning Feng
di Marco Ribechi
Capodanno Cinese protagonisti i violini, Ning Feng incanta il Lauro Rossi. E’ considerato uno dei più grandi violinisti della nostra epoca e ieri sul palco del teatro maceratese lo ha ampiamente dimostrato.
Dopo il concerto presentato dall’Istituto Confucio e dalla Scuola Scodanibbio nella notte di martedì (leggi l’articolo) ieri è stata la volta di “Appassionata” che ha portato al Lauro Rossi il maestro cinese, uno dei più illustri della musica mondiale, per celebrare l’inizio dell’anno del Cavallo, sulla tradizione del ponte tra culture inaugurato da padre Matteo Ricci oltre 500 anni fa. L’evento ha richiamato un pubblico numeroso che ha accolto l’artista con calore, confermando l’interesse della città per questo viaggio tra culture. Il maestro ha suonato il suo celebre Stradivari “Vieuxtemps Hauser” del 1710, uno dei violini più preziosi al mondo.

In un teatro gremito, il silenzio attento della platea ha accompagnato un’esibizione che ha messo al centro la capacità del violino di farsi voce solitaria, in grado di riempire da sola l’intero spazio scenico e di creare un legame diretto con la sensibilità degli ascoltatori. Il programma si è aperto con la “Partita n. 2 in re minore” di Johann Sebastian Bach, una pagina che trascende il tempo e che sembra invitare chi ascolta ad un’analisi interiore. Ning Feng ha saputo guidare il pubblico attraverso le diverse atmosfere delle danze barocche, passando da momenti più riflessivi a passaggi più scorrevoli, fino ad arrivare alla celebre Ciaccona finale. In questo brano, che è un vero e proprio viaggio dell’anima, la musica sembra elevarsi oltre i limiti dello strumento, alternando momenti di grande tensione a passaggi di profonda dolcezza, capaci di toccare corde emotive molto intime.

È seguita poi la “Sonata n. 2” di Eugène Ysaÿe, uno dei più grandi violinisti, compositori e direttori d’orchestra belgi della storia, fondamentale anello di congiunzione tra il grande virtuosismo dell’Ottocento e la musica moderna del Novecento. La Sonata n.2, dedicata al collega Jacques Thibaud, è un’opera che vive di suggestioni e memorie. Qui il linguaggio musicale è diventato più moderno, passando da toni malinconici e raccolti a momenti di grande energia che hanno tenuto vivo l’interesse del pubblico. La seconda parte della serata ha cambiato registro, portando in scena l’estro e la fantasia di Niccolò Paganini attraverso una selezione dei suoi celebri Capricci.

Il violino è diventato uno strumento narrativo quasi teatrale, capace di imitare risate, dialoghi e slanci di gioia impetuosa. Ning Feng, a sua volta vincitore del premio Paganini nel 2006, ha interpretato questa sfida non come una semplice dimostrazione di abilità, ma come un racconto fatto di colori e di invenzioni costanti, dove l’energia del compositore genovese si è fusa perfettamente con lo spirito dinamico e vitale del Capodanno Cinese. Dai momenti di lirismo più cantabile ai passaggi più brillanti e spiritosi, il concerto si è snodato come un dialogo continuo tra l’esecutore e un pubblico visibilmente coinvolto. Al termine della serata, i lunghi applausi hanno suggellato il successo di un incontro che, nel segno della musica, ha saputo unire ancora una volta mondi lontani, offrendo ai presenti un’esperienza di condivisione profonda. Le celebrazioni del Capodanno Cinese proseguiranno nei prossimi giorni fino al culmine di sabato pomeriggio, con il corteo e gli eventi programmati in piazza Mazzini.
Il prossimo appuntamento con Appassionata invece è in programma il 3 marzo sempre al Lauro Rossi con il concerto di William Wei e il suo piano solo.
(Foto Massimo Zanconi)

Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati