Riforma della giustizia, gli avvocati:
«Sì per garantire il giusto processo».
«No a magistratura sotto la politica»

REFERENDUM - I pareri dei legali. Donato Attanasio, presidente della Camera penale: «Separazione delle carriere importantissima». L'avvocato Vando Scheggia: «Sono gli ultimi 10 metri per completare un percorso giuridico iniziato con il codice Vassalli del 1989». L’avvocato Gabriele Cofanelli: «In aula l'autonomia del giudice c'è già». L'avvocato Giuseppe Bommarito: «Ero per il sì ma gli attacchi a Gratteri mi stanno facendo cambiare idea»

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Da sinistra in alto: gli avvocati Giuseppe Bommarito, Gabriele Cofanelli, Donato Attanasio. Da sinistra in basso: gli avvocati Sandro Pugliese, Vando Scheggia, Romano Carancini

di Alessandro Luzi

A poco più di un mese dal referendum sulla riforma della giustizia, gli avvocati di Macerata si dividono tra pro e contro la nuova proposta di legge. Tra i tanti legali a favore del sì alla riforma, non mancano delle voci fuori dal coro. Per l’avvocato Gabriele Cofanelli «l’autonomia del giudice c’è già. Così non si eliminano i problemi della magistratura». L’ex sindaco di Macerata Romano Carancini parla di una riforma che «serve per sottoporre la magistratura a un controllo politico». In bilico il legale Giuseppe Bommarito che era «inizialmente per il sì ma dopo gli attacchi al procuratore Gratteri mi stanno facendo cambiare idea». Sul fronte del sì l’avvocato Vando Scheggia: «questa riforma sono gli ultimi 10 metri per completare un percorso logico giuridico iniziato con il codice Vassalli del 1989». Per Donato Attanasio, presidente della Camera penale di Macerata: «La separazione delle carriere è importantissima per l’applicazione del giusto processo».

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Donato Attanasio

Insomma, una riforma su cui gli avvocati di Macerata sono divisi tra pro e contro. «Noi camere penali siamo fermamente convinti della bontà della riforma – prosegue l’avvocato Attanasio -. La separazione delle carriere è importantissima per l’applicazione del giusto processo. Avere un giudice terzo con un pm autonomo, così come un avvocato, è fondamentale. Non c’è niente di più normale per non rendere vano l’articolo 111 della Costituzione. Questo va a garanzia di tutte le parti. Si tratta di una riforma giusta».

Intanto il dibattito sul panorama nazionale è rovente. Per quanto riguarda Macerata «Il confronto è leale e sereno. Non si tratta di questioni personali ma che riguardano esclusivamente il giusto processo e l’efficienza della giustizia stessa. Mi auguro che si mantenga questo clima».

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L’avvocato Vando Scheggia

A fare eco l’avvocato Scheggia: «Sono per il sì e sto facendo convegni e comizi affinché vinca. Questa è una battaglia antica delle camere penali. Il referendum è il coronamento di un percorso iniziato nel 1989 con il codice Vassalli e doveva essere già introdotto nel 1989. Poi nel 1999 è stata riformata la costituzione con l’articolo 111 sul giusto processo. Ora la separazione delle carriere sono gli ultimi 10 metri di una corsa per completare questo percorso logico giuridico. Non si può essere contrari solo perché lo fa un governo di destra. Io guardo la proposta. Si tratta di una riforma liberal democratica garantista che porta a compimento un discorso ideale e giuridico che appartiene alle forze del progresso».

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L’avvocato Sandro Pugliese

«Il sì è giusto, così si rafforza l’indipendenza dei magistrati – dice l’avvocato Sandro Pugliese -. Giudice e pm non dovrebbero stare nello stesso ufficio ma proprio in palazzi diversi».

Questo il fronte del sì.

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

Poi c’è chi al referendum voterà no. E’ il caso dell’avvocato Gabriele Cofanelli: «E’ diventato un referendum con una connotazione politica evidente. La politica invece dovrebbe rimanere fuori dal problema del rinnovamento della giustizia. Così non si eliminano i problemi della magistratura, mondo a cui appartengono sia i pm che i giudici. Se il magistrato trascorre una decina d’anni da pm, acquisisce una cultura e un patrimonio umano più profondi ed avranno una sensibilità maggiore. Questo patrimonio può essere speso per fare meglio un eventuale lavoro da giudice. Tra l’altro in aula l’autonomia del giudice c’è già».

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Romano Carancini

Sulla stessa linea il legale Romano Carancini, ex sindaco di Macerata: «Questa riforma porta vantaggi ai cittadini? Palesemente no. E’ sulla separazione delle carriere? No. Allora a cosa serve? A mio avviso la legge è per sottoporre la magistratura al controllo da parte della politica. Così sarà destabilizzato il principio fondamentale della ripartizione delle carriere. E’ evidente che il governo vuole controllare il potere giudiziario».

Bommarito_Macerata Racconta_FF-8Incerto l’avvocato Giuseppe Bommarito dopo le aspre critiche ricevute dal procuratore Nicola Gratteri per aver detto che voteranno per il sì “indagati, imputati e massoneria deviata”: «Avevo deciso per il sì – dice Bommarito – ma la virulenza degli attacchi contro Gratteri, magistrato che stimo tantissimo, mi sta facendo cambiare idea».

Intanto il dibattito su scala nazionale diventa sempre più incandescente tra le due fazioni. Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto il plenum del Csm (Consiglio superiore della magistratura). Nel corso dell’assemblea ha invitato tutti ad abbassare i toni e rispettare le istituzioni. Un dibattito che andrà avanti fino al 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a scegliere sul referendum.



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