di Alessandro Luzi
Maltrattamenti alla moglie e minacce col coltello e al compagno della figlia: 69enne finisce sotto accusa. Oggi si è aperto il processo al tribunale di Macerata davanti al giudice Domenico Potetti. L’uomo, un pensionato, è imputato per maltrattamenti alla moglie e minacce alla figlia e al suo compagno. La difesa: «Episodio isolato. Non c’è reiterazione».
Fatti che per l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, sarebbero avvenuti nell’arco di circa due anni, dal 2022 fino a luglio 2024. Tutti gli episodi sarebbero avvenuti in un piccolo comune dell’entroterra. L’accusa parla di insulti, minacce e scatti d’ira da parte del 69enne per via dell’abuso di alcol (cosa che la difesa smentisce).

L’avvocato Piero Piersimoni
Si arriva al 25 aprile 2024. Quel giorno l’uomo, dice l’accusa, avrebbe costretto la moglie a lasciare l’abitazione familiare, agitando un coltello a lama lunga che è stato rivolto anche alla figlia e al compagno. Lì il 69enne avrebbe detto alla moglie che aveva mezz’ora di tempo per andare via.
Una volta che la donna ha lasciato casa, prosegue l’accusa, l’uomo le avrebbe inviato svariati messaggi minacciosi e volgari. Per l’accusa l’uomo avrebbe picchiato frequentemente la donna e l’avrebbe aggredita verbalmente minacciandola di non rientrare in casa. Avrebbe anche detto alla moglie che avrebbe bruciato l’abitazione.
A difendere l’imputato l’avvocato Piero Piersimoni: «Il mio assistito nega le accuse. Dice che si tratta di un fatto episodico e che accade spesso in numerose famiglie. Non c’è reiterazione e non era sotto l’effetto di alcol». La donna, tutelata dal legale Elvira Squarcia, si è costituita parte civile. Udienza rinviata al 23 marzo per sentire i testi e la discussione.
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