La pistola non funzionava
e la matricola c’era:
revocata la misura per Antonio Cicciù

POTENZA PICENA - Il legale del 61enne ha fatto ricorso al tribunale del Riesame. I giudici hanno ritenuto non sussistessero i presupposti per la custodia in carcere in base alla perizia sull'arma svolta dai consulenti della procura. L'uomo rimane in cella per l'inchiesta Potentia

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Revocata la misura cautelare in carcere per Antonio Cicciù per il rinvenimento della pistola. Lo ha deciso il tribunale del Riesame. Il ricorso lo ha presentato il legale del 61enne, l’avvocato Giancarlo Giulianelli.

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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

La vicenda riguarda una pistola che era stata trovata, il 22 gennaio, in casa del 61enne, a Potenza Picena, nel corso di una perquisizione legata all’indagine “Potentia” che riguarda un presunto sodalizio dedito allo spaccio di droga. La pistola in un primo momento sembrava avesse la matricola abrasa e Cicciù era stato arrestato.

In seguito ad accertamenti dei consulenti della procura è emerso che si trattava di un’arma non funzionante, che potrebbe risalire agli inizi del Novecento e che la matricola c’era. Il Riesame ha ritenuto non sussistessero i presupposti per la misura cautelare.

Resta però in carcere Cicciù per la misura cautelare che era stata chiesta nell’ambito dell’indagine Potentia. In quell’inchiesta Cicciù era indagato per aver aiutato i familiari di Salvatore Perricciolo, quando era latitante in Slovenia. In quell’indagine gli viene contestato il reato di procurata inosservanza di pena. Anche per questa misura il legale di Cicciù ha fatto ricorso al Riesame ed è in attesa della fissazione dell’udienza.

(redazione CM)

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