Post-conclave del centrosinistra, Tonnarelli:
«Nessuna contrapposizione sui nomi
Volevamo coinvolgere di più la città»

ELEZIONI MACERATA - L'ex sfidante di Tittarelli assicura condivisione degli obiettivi partendo dal rinnovamento della politica. Piergentili (Avs): «Abbiamo discusso e siamo arrivati a una conclusione senza diktat da Roma come funziona nel centrodestra»

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A destra Andrea Tonnarelli all’uscita del “conclave” di giovedì sera

di Luca Patrassi

Centrosinistra, il dopo conclave. A far sentire la sua opinione è anche l’avvocato Andrea Tonnarelli che è stato il competitor di Gianluca Tittarelli come candidato sindaco. «La nostra candidatura – dice Tonnarelli che è stato sostenuto da Avs, Strada Comune e Movimento Cinque Stelle – non è mai stata una volontà di contrapporre dei nomi, ma è nata da un progetto alternativo al centrodestra di città. Un progetto che è stato costruito da una serie di gruppi, da diversi mesi, per non solo battere la destra, ma batterla in maniera credibile, creare un modello diverso di città, che passi dal rinnovamento della politica e dei modi di stare insieme. Quindi il percorso di individuazione del candidato nel centrosinistra non è mai stato inteso da noi come una lotta tra nomi, ma doveva essere un confronto tra progetti di città. Avremmo preferito che il confronto tra questi progetti potesse essere fatto nella città, con la città, proprio per non dare l’idea che si confrontassero solo dei nomi fini a se stessi, ma che ci si potesse confrontare su dei temi».

Gli argomenti messi in discussione: «Sul tema della partecipazione, perché è fondamentale cambiare i criteri di coinvolgimento delle persone nella vita politica e sociale della città: una città non si governa con uomini soli al comando, ma con una partecipazione reale e costante a tutti i livelli, anche e soprattutto dopo la competizione elettorale. Per proporre un’idea di sviluppo diverso della città, per proporre un’idea seria di sviluppo del centro storico, per restituire dignità alle frazioni, per creare una città attrattiva per chi la vive, per chi viene a studiare, per far rimanere gli studenti, per integrare tutti quelli che vivono in città, investire nel welfare, andare veramente a combattere le situazioni di disagio e di fragilità che sempre più spesso ci sono anche in una città come la nostra. Per creare una reale integrazione con tutti. Per parlare del tema della sicurezza, perché la sicurezza non passa solo dalle telecamere o dal controllo, ma innanzitutto dalla sicurezza sociale, quindi una casa e un lavoro per tutti. E soprattutto dalla vivibilità reale dei luoghi: ci sono luoghi di Macerata che sono non-luoghi. Quindi creare dei luoghi, ritornare a far vivere le persone nella città, al di là del consumo e del commercio».

L’esigenza di cambiare la politica: «Anche un tema di rinnovamento reale della politica, perché la politica ha bisogno di nuovi temi, di nuove facce e di coinvolgere le persone in un modo diverso. Ecco, queste erano le motivazioni della nostra candidatura, e sono le motivazioni per le quali noi continueremo questo percorso, proprio perché non era una questione di nomi o di prevalere l’uno sull’altro, ma era una questione di proporre un’idea alternativa e credibile a chi governa la città attualmente. Credo che le forze politiche che mi hanno sostenuto abbiano fatto un percorso coerente con questi presupposti. E proprio per questo, siccome la coerenza ci ha contraddistinto, ha contraddistinto anche l’idea di accettare questa candidatura, di accettare di rappresentare questo percorso che non è un percorso individuale, ma è un percorso di gruppo fatto di militanti, fatto di ascolto delle persone, fatto di cercare di far tornare a votare quel 50% di persone che anche a Macerata non votano più perché non si sentono rappresentate e non vedono proposte credibili che possano dare risposte ai bisogni di tutti i giorni».

La scelta finale: «Proprio perché siamo stati una forza coerente, noi continueremo a essere i garanti, all’interno della coalizione, di questi temi e di queste idee. Quindi ci saremo e ce la metteremo tutta per poter rappresentare ogni persona, ogni pezzo di città che non si sente rappresentato, e saremo i reali garanti di queste tematiche e di questo nuovo modo di vedere la città che, a nostro modo di vedere, è l’unico modo che possa dare un’alternativa credibile e reale al centrodestra e che possa consentire un reale cambio e rinnovamento della politica. Per questi motivi noi saremo della partita. Ci tengo a dire che ho fatto le congratulazioni e in bocca al lupo a Gianluca Tittarelli, e gli ho esposto questi presupposti che saranno i fari della nostra partecipazione nella coalizione. Lui ha condiviso questa cosa, quindi ecco il modo in cui noi staremo nella coalizione e il modo in cui ci impegneremo per proporre il futuro di Macerata».

piergentili leonardo

Leonardo Piergentili

Infine l’intervento del referente maceratese di Avs Leonardo Piergentili: «Come Avs, rispettiamo responsabilmente la decisione assunta da parte della coalizione. Per noi, non è stata una questione di nomi, ma di progetto e identità politica. Abbiamo scelto la via della radicalità che, badate bene, non è una parolaccia. Essere radicali vuol dire cogliere le cose alla radice. Nei territori si fa così. Non abbiamo aspettato i diktat di Roma (un tavolo di discussione del centrodestra non c’è), ma abbiamo discusso, anche animatamente, e siamo giunti ad una conclusione. Ora, però, lasciamoci alle spalle questa fase e riportiamo le persone e i temi sociali al centro del dibattito». 

 

 

 

 

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