
Un rendering del progetto di depaving
A quasi due anni dal premio, del progetto di depaving per l’area di via Mandela a Civitanova non c’è ancora traccia concreta. A chiedere che fine abbia fatto l’idea sono gli studenti del quinto anno, sezione M, dell’istituto “Leonardo da Vinci” di Civitanova, che nel 2024 erano stati premiati dall’amministrazione comunale nell’ambito dell’iniziativa “Ambasciatori della transizione ecologica”.
Il riconoscimento aveva valorizzato un lavoro sviluppato all’interno della programmazione di Scienze naturali e del percorso didattico “Cluana Urban Nature”, dedicato all’ecologia urbana e alla sostenibilità ambientale. Al centro, un progetto di depaving per riqualificare l’area del campus scolastico di via Nelson Mandela. Il depaving (già sperimentato in città come Londra, Parigi e Barcellona) consiste nella rimozione di superfici asfaltate non indispensabili per sostituirle con aree drenanti e piantumate, con l’obiettivo di mitigare l’effetto “isola di calore”, migliorare il deflusso delle acque piovane e aumentare il benessere di chi vive quegli spazi.
Nel caso studiato dai ragazzi per l’area di fronte al liceo si tratta di un bacino di circa 2mila persone tra studenti e personale scolastico. Il progetto elaborato dai liceali prevede tre settori di intervento: i due parcheggi, interno ed esterno al “da Vinci”, e un tratto di via Nelson Mandela. L’idea è quella di eliminare parte dell’asfalto per realizzare fasce verdi e un percorso ciclo-pedonale protetto, con interdizione del traffico veicolare nel tratto finale della strada. Un tema che si intreccia con le recenti modifiche urbanistiche dell’area ex Micheletti, dove è in fase di apertura il nuovo nido comunale e dove è stato completato un nuovo collegamento viario tra via Martiri delle Foibe e via Nelson Mandela.
La proposta prevede che scuole, farmacia comunale e sede Unicam restino accessibili sia da via Carnia sia dalla nuova strada davanti all’asilo, mentre via Ramelli terminerebbe nella rotatoria del parcheggio esterno alla scuola, preservando così il cuore del campus dal traffico “parassitario”.
«Realizzare questo progetto – spiegano gli studenti – permetterebbe di armonizzare il nuovo assetto urbanistico dell’area con i principi della sostenibilità ambientale, rappresentando il primo intervento regionale di depaving e rigenerazione urbana». Un intervento che, sottolineano, sarebbe anche una vetrina per la città e un esempio di eco-urbanistica partecipata. Ora la richiesta è chiara: passare «dai premi e dalle promesse ai fatti». «Sono già passati due anni – scrivono – e tra qualche mese saluteremo il “da Vinci”: chissà se riusciremo a lasciare un nostro piccolo contributo migliorativo al campus scolastico di via Mandela». Il progetto porta la firma della classe 5M del Da Vinci con referenti Alessandro Santandrea per gli studenti e il docente David Fiacchini.
Ambasciatori della transizione ecologica, premiate scuole e imprese
Dubito fortemente che a palazzo sforza conoscano il significato del termine depaving. In compenso conoscono molto meglio il suo contrario.
Come nei fumetti S.P con la nuvoletta.... E vojatrie da do sete scappati
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facciamoli venire ai giardini Diaz di Macerata, questi studenti. Sai quanto si divertono…
Se non c’è ritorno, non c’è interesse. Così mi dicono.
Ambasciator non porta depaving.