
Maria Carla Romiti
È morta all’età di 87 anni la professoressa Maria Carla Romiti. È stata per generazioni un faro e un’intellettuale capace di creare ponti e aprire menti per generazioni di studenti.
Viveva a Macerata, aveva studiato a Roma ed era molto più di una docente: appassionata di teatro, di scrittura, un’attivista culturale in senso ampio. Unanime il cordoglio di tutta la comunità maceratese, dei colleghi e di quanti l’hanno conosciuta e apprezzata.
«È stata un formidabile esempio di conoscenza – la ricorda Maurizio Boldrini di Minimo teatro – Formidabile perché capace di aprire ai giovani i più nuovi panorami intellettuali, le strade fuori antologia. La sua cultura letteraria, filosofica, in definitiva antropologica, poteva innestare conoscenza nei più disparati ambiti, dalla scuola, all’attivismo per Amnesty, al teatro, ai laboratori di scrittura, pratiche che conobbe fin da giovanissima quando ancora non si sapeva nemmeno cosa fosse un laboratorio. La sua cultura è stata un viaggio continuo, sia per il mondo, sia a Macerata. Una donna-ponte che ha messo in comunione tanti operatori culturali, il suo apporto è stato sempre autentico, schietto, senza filtri, dolce e severo al tempo stesso. Capace di parlare con la stessa disinvoltura, perché profondamente colta, sia alle persone semplici che alle persone più complicate. Maria Carla Romiti, è una di quelle persone che a Macerata, e certo non solo a Macerata, hanno seminato cultura senza clamore. Ha sempre coltivato una poetica affettiva capace di contagiare immediatamente studenti e artisti. Per quanto mi riguarda mi è impossibile raccontare l’incommensurabile ricchezza culturale che mi ha trasmesso in tantissime iniziative che abbiamo fatto insieme. Però riferisco solo di un episodio, che è misura della sua essenza personale. Prima della pubblicazione per Bulzoni del mio libro “La voce recitante”, ebbi la sfrontatezza di chiederle la correzione del mio scritto, perché se ci fosse stato qualcosa di contestabile nessuno meglio di lei avrebbe potuto correggermi. Mi disse che lei non correggeva bozze, però avrebbe potuto leggere ad una condizione, che io fossi presente alla sua lettura. Quella che sulla carta sarebbe stata una meccanica correzione di bozze si trasformò in un magnifico viaggio di conoscenza reciproca. Se volessimo ridurre Maria Carla Romiti a ruolo improprio di professoressa, lei è stata una professoressa che non faceva correzioni in senso consueto, metteva l’interlocutore di turno in rotta con se stesso, la professoressa di solito insegna, lei maestra indica d’esempio, e le tracce di conoscenza che ha lasciato sono in tutti, ma proprio tutti coloro che l’ebbero accanto».
«Una donna libera – il ricordo della collega Maria Laura Platania – Colta, spiritosa, brillante. Amante dei viaggi più avventurosi, ricca di ideali resistenti, coerenti, mai ostentati. Non occupava lo spazio, lo illuminava. Era una professoressa innovativa, moderna, interpretava la scuola con rigore e mai con cupezza».
Lascia le sorelle Dea e Fiorella. L’ultimo saluto a Maria Carla Romiti sarà oggi pomeriggio al centro funerario di via Dei Velini alle 18.
Riposi in pace Condoglianze vivissime alla famiglia
Cara professoressa leleganza non comune che ti ha sempre contraddistinta rimarrà nei cuori di tutti quelli che hanno avuto lonore di assistere alle tue lezioni. Ricordo ancora le piacevoli letture le città invisibili ci hai fatto penetrare in quei luoghi magici fino a trovarne lessenza.Con te abbiamo conosciuto posti della nostra Macerata ed apprezzato il lato nascosto del bello è dimenticato Che dire Grazie Fai buon viaggio
È stata la mia insegnante negli anni 70 a Ragioneria
Tante condoglianze alla famiglia Da giovani mia sorellaLuciana ad io eravamo amiche Gran bella persona
Grazie per averla conosciuta
Ciao Maria Carla, sei stata la mia professoressa d'Italiano alle superiori negli anni 80. Già allora eri mille anni luce avanti. Ricordo anche qualche lezione d'Italiano in collaborazione con Maurizio Boldrini. Sei stata un'insegnante unica.
No prof. Buon viaggio
brava insegnante condoglianze vivissime l'ho avuta come insegnante a ragioneria negli anni 70'
il suo meraviglioso mondo
Grande donna, di intelligenza preziosa e sconfinata umanità. Un perenne abbraccio!
Maria Carla,... noooooo!!!! Riposa in pace
Direi anche elegante, brillante, arguta, attenta e rispettosa, ma senza fare sconti. Ci mancherai Maria Carla
Mi dispiace molto.
Ciao Maria Carla! Riposa in pace! sono felice di averti conosciuta e di aver condiviso con te e mamma tante esperienze
Fai buon viaggio prof.. E grazie mille per tutto
Condoglianze
Era carinissima e simpaticissima
Buon viaggio professoressa!!
Condoglianze alla famiglia
Ciao Maria Carla
Una donna sempre con lo sguardo rivolto al futuro, di intelligenza acuta e di grande cultura. Riposa in pace cara collega .
Ciao prof., mi mancherai Non ti ringrazierò mai abbastanza per tutto quello che un'insegnante e una persona speciale come te ha dato a me e a tanti suoi allievi.
Molti anni fa, purtroppo soltanto per qualche mese, fu anche la mia insegnante di lettere. Ancora ricordo la sua prima lezione: ci lesse Domande di un lettore operaio" di Bertolt Brecht
Condoglianze alla famiglia
Sentite condoglianze
La ricordo prof. di lettere al magistrale di San Ginesio. Veramente brava e ricca di umanità
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Alle sorelle Dea e Fiorella le mie più sentite condoglianze.
Che questa nuova meta ti regali lo stesso stupore che condividevamo sessant’anni fa.
È stata una fortuna conoscerti. Che il Signore ti faccia riposare in pace
Non ho avuto il piacere di conoscere la Prof.ssa Maria Carla Romiti. Dai numerosi commenti positivi e pieni di apprezzamento per la sua personalità e la sua professione, svolta con passione per molti anni e che ha dato un orientamento sociale e culturale a molti suoi allievi, capisco che è stata molto amata ed è stata un punto di riferimento. Desidero spendere due parole di conforto per i familiari e gli amici della Prof.ssa Romiti. Quando perdiamo una persona cara e amata è davvero una tragedia. Anch’io ho perso i miei genitori. Ma dove vanno i nostri cari che si addormentano nella morte? Che speranza è in serbo per loro? Chi ci può dare una risposta certa e fidata? Uno scienziato? Un teologo? Un capo religioso? Personalmente, preferisco la risposta data dal Figlio di Dio, Gesù Cristo. Non è venuto a casa mia a dirmelo. Basta leggere Nel Vangelo di S. Giovanni, capitolo 5, versi 28,29:” Non vi meravilgiate di questo, poichè verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno…”. (Bibbia di Gerusalemme) Che il Figlio di Dio, Gesù Cristo, sia sceso dal cielo, subentro una morte atroce, per raccontarci qualche ‘favoletta’, non ha alcun senso, cari lettori. Avrebbe potuto seguire la scia di tante persone ‘carismatiche’, vissute prima e dopo di lui, senza subire tutto quello che ha subito. Spero che queste poche parole siano utili in qualche modo a qualcuno. Guardiamo avanti con fede.
Quando sei testimone di questi abbandoni, la solitudine diventa più pesante.