
Ospedale di Macerata
Un ringraziamento che nasce dal dolore e al tempo stesso dalla riconoscenza per chi vive il lavoro in ospedale come una missione, arrivando al cuore di chi soffre. È il messaggio che arriva all’ospedale di Macerata da Emanuele Caraffi, figlio di Andrea Caraffi, 87 anni, di Montecassiano, ricoverato per oltre un mese nei reparti di Pneumologia e Geriatria, dove è venuto a mancare il 24 dicembre scorso.
Il figlio ha voluto infatti esprimere pubblicamente la gratitudine sua e della sua famiglia a tutto il personale sanitario e non sanitario che ha assistito il padre durante il lungo periodo di degenza. «Un ringraziamento a tutti – le sue parole – dagli addetti alle pulizie, fino a operatori socio-sanitari, infermieri e medici, tutti accomunati – sottolinea – da professionalità, umanità e disponibilità. Sono stati sempre gentili, professionali e pronti ad aiutarci, pur essendo costantemente indaffarati. Un sorriso non è mai mancato e questo per noi ha fatto una grande differenza in un momento così difficile».
Nella sua testimonianza, Caraffi non nasconde che la struttura possa presentare alcune criticità legate a strumenti e materiali non sempre modernissimi, ma tiene a precisare che non è questo il senso del suo messaggio. «Il mio intento non è quello di segnalare mancanze – spiega – ma elogiare le persone, perché lo meritano. Ho trascorso molti giorni in ospedale e ho visto con i miei occhi che il personale ha sempre messo la persona malata al centro, senza guardare l’orologio, con cordialità, rispetto e affetto». Parole che raccontano una sanità che funziona, fatta prima di tutto di donne e uomini che, nonostante i carichi di lavoro e le difficoltà, continuano a svolgere il proprio ruolo con dedizione e umanità.
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