La qualità dell’aria nelle Marche migliora e la provincia di Macerata si conferma tra le realtà più virtuose. È quanto emerge dalle prime elaborazioni dei dati 2025 della Rete regionale qualità dell’aria (Rrqa), diffuse in anteprima da Arpa Marche rispetto al report annuale completo.
I numeri parlano chiaro: meno polveri sottili, meno biossido di azoto e livelli complessivamente sotto i limiti di legge. Un risultato che assume un peso particolare anche in vista delle soglie più stringenti che entreranno in vigore a livello europeo dal 2030.
Il 2025 viene definito da Arpa Marche come l’anno migliore di sempre per il Pm10, il particolato atmosferico più noto per gli effetti sulla salute.
Per il sesto anno consecutivo nessuna centralina marchigiana ha superato il limite dei 35 giorni oltre i 50 microgrammi per metro cubo.
Nel Maceratese il dato è ancora più significativo: le centraline di Macerata e Civitanova non hanno registrato alcun superamento, collocandosi tra le stazioni regionali a “zero sforamenti”, insieme a Urbino, Genga, Ripatransone e Ascoli. Anche la media annua, che non deve superare i 40 μg/m³, resta ampiamente sotto controllo e per Macerata segna i valori più bassi degli ultimi cinque anni.

Trend positivo anche per il Pm2,5, la frazione più fine e potenzialmente più pericolosa del particolato. Nel 2025 tutte le stazioni marchigiane risultano sotto i limiti di legge e nel 75% dei casi i valori sono ulteriormente migliorati rispetto al 2024. Situazione stabile e senza criticità anche per il biossido di azoto (No₂), tipicamente legato al traffico veicolare: nessun superamento dei limiti e concentrazioni basse anche nei punti più esposti, compresi i contesti urbani della provincia di Macerata.
Se l’aria è più pulita durante gran parte dell’anno, l’ozono continua a rappresentare la principale criticità estiva, soprattutto nelle aree interne. Nel 2025 la centralina di Macerata rientra tra le cinque della regione che hanno superato l’Obiettivo a lungo termine per la media sulle otto ore, insieme a Urbino, Genga, Montemonaco e Ascoli Piceno. Il fenomeno è legato alla combinazione di alte temperature, forte irraggiamento solare e presenza di inquinanti precursori, una miscela che trova terreno favorevole proprio nell’entroterra. Le sempre più frequenti ondate di calore estive amplificano il problema, rendendo l’ozono una sfida ancora aperta anche per il Maceratese.
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Ci piacerebbe conoscere il posizionamento delle centraline.
Se sono in collina in aperta campagna avranno un risultato ma se invece, come qualche anno fa, fossero nei luoghi critici, avrebbero ben altri numeri.
Invitiamo il giornale a pubblicare la mappa dei posizionamenti delle centraline almeno nella nostra provincia.
Contestualmente indagate su che fine abbia fatto il registro delle morti per tumori. Saremmo felici di conoscere queste notizie.