
Pierluigi Buglioni (foto dalla pagina Facebook “Il vangelo secondo Buglioni”
di Luca Patrassi
Gli anni passano, così le persone. Certo, quando si tratta di affetti le emozioni hanno il sopravvento. Così per il professor Pierluigi Buglioni che si è spento questa mattina a 77 anni nella sua abitazione di Esanatoglia. I vicini di casa si erano allarmati perchè non rispondeva e non si era visto e così hanno chiamato i soccorsi. Questa mattina i carabinieri della stazione di Matelica e i vigili del fuoco sono entrati nella casa di Esanatoglia dove abitava il prof e lo hanno trovato morto. Al medico non è rimasto altro da fare se non diagnosticarne la morte, cause naturali.
Pierluigi Buglioni lascia la sorella Graziella, la nipote Monica. Lascia anche un caro ricordo negli occhi e nell’anima di quanti lo hanno conosciuto nel corso dei decenni di attività artistica e di docenza all’Accademia di Belle Arti di Macerata prima (anni Ottanta, direttore Remo Brindisi) e di Brera poi.
I funerali, curati dalla Casa del Commiato Le Vele di Matelica, si svolgeranno venerdì prossimo alle 15 nella chiesa di Santa Maria ad Esanatoglia.
A Macerata Pierluigi Buglioni era arrivato agli inizi degli anni Ottanta, la cattedra affidatagli era quella di Anatomia Artistica, quella cattedra occupata fino a pochi giorni prima dal medico artista Luigi Di Sarro ucciso per errore a Roma dalla scorta dell’ex leader della Dc Giulio Andreotti.
Buglioni non era esattamente il tipo del prof tradizionale, la sua capacità didattica e la sua empatia ne fecero ben presto un punto di riferimento di una Accademia che era guidata all’epoca dal maestro Remo Brindisi.
Lezioni, conferenze, mostre, iniziative pubbliche, anche proteste a sostegno dell’inclusione dei suoi studenti come la battaglia per far accedere i ragazzi dell’Accademia alla mensa dell’Università. Un prof fuori dagli schemi, magari poco incline ai protocolli della vita di provincia ma sicuramente un prof che ha lasciato il segno in generazioni di allievi che sono rimasti legati a lui e che qualche anno fa gli hanno anche intitolato il gruppo aperto Facebook “Il vangelo secondo Buglioni”. Un prof di qualità come confermato dal passaggio da Macerata nel tempio riconosciuto delle Accademie italiane, quello di Brera, a Milano. Sempre con lo stesso spirito, il desiderio di formare e di cercare nuove forme e espressioni artistiche. Fino ad oggi. La passione per l’arte, per gli studenti ed anche per qualche altro aspetto della vita terrena avevano reso Pierluigi Buglioni un riferimento per la Macerata di allora, rapporti che il prof ha sempre mantenuto e coltivato. Gli anni passano, i ricordi belli restano.
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Un grande vecchio “amico”, in tutti i sensi.