Castelli confermato commissario sisma:
resta in carica altri 12 mesi

RICOSTRUZIONE - Oggi il governo ha deciso di prorogare l'incarico sino al 31 dicembre: «Responsabilità che accolgo con senso del dovere. Il 2026, a dieci anni dal terremoto, sarà nel segno dei cantieri e dei borghi dell’Appennino centrale che tornano a nuova vita»

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Guido-Castelli

Guido Castelli nelle zone del terremoto

Prorogato l’incarico a Guido Castelli come commissario alla Ricostruzione. Rimarrà in carica fino al 31 dicembre. «È una responsabilità che accolgo con senso del dovere – ha detto Castelli -, consapevole che l’anno che si apre ha un valore particolare». Il via all’incarico per l’ex sindaco di Ascoli è arrivato l’11 gennaio 2023, prendendo il posto di Giovanni Lignini. Oggi il governo ha deciso di prorogare l’incarico fino al 31 dicembre.

«Il 2026 segna il decennale di uno degli eventi catastrofali più drammatici della storia recente del nostro Paese – prosegue Castelli -. Una ricorrenza che impone di custodire la memoria per quanto è accaduto e un sempre maggiore, concreto, impegno per rendere ancora più efficace il lavoro svolto fin qui, nel segno dei cantieri e della velocizzazione della macchina amministrativa. Nella consapevolezza che la realtà di Amatrice necessita di una particolare attenzione e dedizione, l’obiettivo primario resta quello di riportare nelle loro case tutti i nostri cittadini, il prima possibile».

Tre anni che per Castelli hanno segnato un «un decisivo cambio di passo alla ricostruzione. I numeri testimoniano questa accelerazione: quasi 13mila cantieri chiusi, 9mila in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate. Dei circa 14mila nuclei familiari che avevano perso l’abitazione, un terzo sono tornati nelle loro case. Il 2026 dovrà essere sempre più un anno nel segno dei cantieri e dei borghi dell’Appennino centrale che tornano a nuova vita. Oltre che per la ricostruzione materiale, continueremo a lavorare per quella riparazione economica e sociale che può consentire di garantire alle nostre comunità nuove, tangibili, opportunità di crescita e sviluppo».

E conclude: «Il percorso intrapreso con crescente fiducia e determinazione prosegue, nella consapevolezza che il decennale del sisma ci richiama a una riflessione e ad un dovere collettivo: trasformare una ferita profonda in una nuova prospettiva di futuro per l’Appennino centrale».



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