
Andrea Foglia e Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova durante un incontro
di Laura Boccanera
Rapporti tesi tra il coordinatore del “Tavolo per il benessere dei giovani” di Civitanova, Andrea Foglia, e l’assessora Barbara Capponi: per ora la titolare della delega ai Servizi sociali prende tempo e non risponde al suo “accusatore” che nel corso di una conferenza stampa giovedì ha attribuito a lei la responsabilità di un mancato dialogo che ingessa le attività del tavolo impedendogli di mettere a terra azioni e progetti.
E se Capponi prende tempo, il sindaco, chiamato in mezzo, cerca di dare un colpo alla botte e uno al cerchio e fare da paciere: «Ho stima del lavoro di Barbara Capponi come assessore e di quello di Andrea Foglia che stimo e che apprezzo. Il tavolo è una creatura che ho voluto anche io e mi sta a cuore, è chiaro che cercherò di far dialogare queste due persone perché credo che il tavolo sia uno strumento efficace per il sociale. Mi pare di aver capito che ci siano delle incomprensioni, ma sono fiducioso che fra persone mature ci si possa confrontare ed incontrare fino ad avere un punto di incontro».

La conferenza di Andrea Foglia
La parole di Foglia sono arrivate dritte e precise dopo la sospensione dei lavori del tavolo, ma senza dimissioni da parte del coordinatore che, convocate associazioni, operatori, enti, ha voluto raccontare di due anni di attività ignorate dall’assessorato. Le accuse formulate sono precise: l’ingerenza all’interno di una riunione in cui non è prevista la presenza della politica, la mancanza di convocazione delle riunioni del tavolo interistituzionale, pressioni sui membri del tavolo in contrapposizione, in quella che Foglia ha definito «una frattura istituzionale nociva e una polarizzazione che non fa mettere a terra progetti», la creazione di un protocollo di collaborazione con le scuole alternativo a quello del tavolo.

Su tutti i punti al momento Capponi non risponde, (lo farà – dice – forse la prossima settimana) e il sindaco, chiamato in causa anche da Foglia «mi diceva di pazientare», ora prova a fare da gancio per la risoluzione: «parlerò certamente con la Capponi, farò di tutto per far superare questa impasse. Fra adulti che hanno delle responsabilità è giusto superare questo corto circuito, l’impegno che mi prendo è farli incontrare per poi metterci una pietra sopra».
Foglia rompe il silenzio: «Una frattura istituzionale nociva, ma non mi dimetto»
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La limite è “la signora assessore”, la parola assessorA non esiste e denota forte indottrinamento woke e femminista tossico.