
Il portiere del Tolentino Marricchi impigliato nella rete dopo aver subito la carica del capitano avversario Nobili, mentre la palla entra in porta per il 2-1 del Montecchio (foto Sabrina Fermani)
di Michele Carbonari
Clima gelido, ma animi caldi al termine della finale di Coppa Eccellenza Marche, che ha visto il Tolentino perdere 4-2 ai tempi supplementari contro il K-Sport Montecchio Gallo (leggi l’articolo).

Il presidente cremisi Marco Romagnoli
Determinante il gol del 2-1 dei pesaresi a metà ripresa, nato sugli sviluppi di un corner dopo una carica di Nobili su Marricchi. Poi per Dominici è un gioco da ragazzi appoggiare in rete a porta sguarnita, con il portiere cremisi impigliato nella rete. «È una sconfitta che fa male, ma quel che è certo è che i nostri ragazzi sono stati eroici – commenta il presidente del Tolentino Marco Romagnoli -. Tutti hanno visto la partita ed hanno potuto constatare come il Tolentino meritasse di vincere fin quando ha potuto giocare ad armi pari con l’avversario. Dopo il clamoroso gol irregolare concesso al K-Sport Montecchio Gallo l’aria è cambiata. Appare assurdo che in quattro non abbiano visto il fallo su Marricchi, ma che prontamente sia stato espulso Lovotti».
Il clima si surriscalda e a farne le spese è l’attaccante argentino, mandato sotto la doccia per proteste nel mentre i supporters cremisi tentavano di forzare l’ingresso in campo. Tifoseria organizzata costretta a macinare molti più chilometri rispetto al pubblico del K-Sport Montecchio Gallo (quasi 110 km contro poco più di 50 km) e soprattutto a seguire la partita in gradinata, sotto una pioggia incessante. «Ciò nonostante non ci siamo arresi ed abbiamo riacciuffato il pari. Ma è finita come era nata, ovvero come una beffa – prosegue Romagnoli -. Mi riferisco alla palese forzatura di voler far giocare il match praticamente a casa loro con i nostri molto più numerosi tifosi costretti ad una lunga trasferta ed a centoventi minuti di pioggia battente con un settore coperto praticamente semi deserto – conclude, amareggiato, il numero uno del Tolentino -. È un mix di cose anomale contro le quali con il calcio giocato puoi far ben poco. Se per contare occorre diventare amici degli amici o trasformare il campo in una zona di “Scampia” allora bisogna prendere atto che è ora di lasciare questo carrozzone».
«Abbiamo fatto una grande partita contro una grandissima squadra, che probabilmente avrebbe meritato anche senza l’errore dell’arbitro. Che poi, esplellere un giocatore per qualche piccola frase credo che sia abbastanza fuori luogo – commenta il direttore sportivo Giorgio Crocetti -. Vorrei ringraziare tutti i tifosi di Tolentino che sono venuti, hanno affrontato un viaggio di oltre cento chilometri in più di quattrocento. Ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuti. Un plauso anche ai ragazzi che hanno fatto una grande partita, purtroppo gli episodi non sono andati a nostro favore».
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