Pronti, saldi, via:
si spenderanno 130 euro a testa

COMMERCIO - Le vendite di fine stagione partono da domani in tutta la regione e andranno avanti fino all'1 marzo. L'analisi di Confcommercio: «Momento fondamentale sia per le attività che per i consumatori, benefici anche sul piano turistico»

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(Foto d’archivio)

Parte domani la stagione dei saldi invernali nelle Marche, uno degli appuntamenti commerciali più rilevanti dell’inizio dell’anno. Le vendite di fine stagione proseguiranno fino all’1 marzo, secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale l’1 dicembre 2025, in un periodo condiviso a livello nazionale in sede di Coordinamento tecnico interregionale e di Commissione sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Nelle Marche resta inoltre in vigore il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi, a tutela della trasparenza del mercato.

Secondo le stime di Confcommercio Marche, elaborate dall’Ufficio studi Confcommercio sulla base dei dati storici e delle dinamiche regionali dei consumi, la spesa media prevista è pari a circa 130 euro a persona e 290 euro a famiglia. Un livello di spesa che colloca i saldi invernali tra i principali momenti di attivazione della domanda interna, con un giro d’affari complessivo stimato nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro. Numeri che confermano come i saldi rappresentino molto più di una semplice occasione di acquisto scontato: sono un vero e proprio termometro della fiducia delle famiglie e un passaggio cruciale per il commercio marchigiano, in particolare per il settore moda, che ha un peso determinante nel tessuto economico e occupazionale regionale.

Confcommercio Marche richiama le valutazioni espresse dalla Federazione Moda Italia-Confcommercio, secondo cui «i saldi invernali costituiscono un appuntamento strategico per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie. Le vendite di fine stagione generano benefici diffusi: permettono ai consumatori di accedere a prodotti di qualità e durevoli a prezzi più convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare i centri urbani, rafforzando il ruolo dei negozi di prossimità come presidi economici e sociali. I saldi hanno inoltre un impatto positivo sul piano turistico, favorendo l’arrivo di visitatori attratti da un’esperienza di acquisto autentica, basata su convenienza reale, trasparenza e fiducia, elementi garantiti anche da una data di avvio certa e da una durata definita delle vendite. L’avvio dei saldi si inserisce in un quadro macroeconomico che mostra segnali di miglioramento, come evidenziato dai più recenti dati Istat, analizzati dall’Ufficio studi Confcommercio».

A dicembre, l’indicatore di fiducia delle imprese sale a 96,5, mentre quello dei consumatori raggiunge 96,6, il livello più alto da mesi. Dopo il risultato non univoco di novembre, migliorano entrambe le componenti: la fiducia dei consumatori cresce da 95 a 96,6, mentre l’indicatore composito delle imprese passa da 96,1 a 96,5, toccando il massimo da marzo 2024. Tra le famiglie si registra un miglioramento diffuso delle opinioni: il clima personale sale a 96,4, il clima corrente supera quota 100 (100,2), crescono anche le aspettative future ed economiche. Sul fronte delle imprese, la fiducia aumenta nei servizi di mercato, resta stabile nel commercio al dettaglio e continua a risentire delle difficoltà il comparto industriale. Per Confcommercio, questi segnali indicano che le famiglie iniziano a guardare con maggiore ottimismo alle prospettive personali e del Paese, creando le condizioni per una graduale ripresa dei consumi, alla quale i saldi possono offrire un contributo immediato e concreto.

Il termine “saldi” nasce dal lessico commerciale e indica il saldo tra entrate e uscite: da qui il significato delle vendite di fine stagione, che riguardano la merce rimasta invenduta al termine di un ciclo stagionale, in particolare nel settore moda, dove il rischio di deprezzamento è elevato. I saldi rientrano nelle vendite straordinarie, insieme alle vendite di liquidazione e alle vendite promozionali. A differenza delle promozioni, i saldi sono vincolati a un periodo preciso e a regole stringenti, definite dalle Regioni in accordo con le organizzazioni del commercio e dei consumatori.

Durante i saldi è obbligatorio indicare il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, la percentuale di sconto e il prezzo finale. I pagamenti con carta devono essere accettati. Il cambio della merce non è obbligatorio, salvo il caso di prodotti difettosi o non conformi. Le violazioni delle regole sono sanzionate con multe che possono arrivare fino a 3.098 euro.  Confcommercio Marche sottolinea come «i saldi invernali rappresentino un passaggio decisivo per il commercio regionale, non solo per l’impatto economico diretto, ma anche per il valore che assumono in termini di fiducia, vivacità urbana e qualità dell’offerta. In questo scenario, il lavoro di analisi e monitoraggio dell’Ufficio studi Confcommercio continua a essere fondamentale per interpretare l’evoluzione dei consumi e per accompagnare imprese e istituzioni in una fase delicata ma ricca di opportunità per il rilancio dell’economia marchigiana».



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