Premio Annibal Caro 2025,
vince Silvia Albesano

CIVITANOVA - Premio ex aequo della giuria tecnica a Ilaria Oddenino e Leonardo Marcello Pignataro. Riconoscimenti anche a Bruno Mazzoni, Marco Federici Solari e al festival "La punta della lingua"

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I finalisti Silvia Albesano, Ilaria Oddenino e Leonardo Marcello Pignataro

È Silvia Albesano la vincitrice dell’ottava edizione del premio Annibal Caro. Con la traduzione dal tedesco de “I confidenti” di Charlotte Gneuss edito da Iperborea si è aggiudicata il riconoscimento che Civitanova attribuisce ai traduttori nel nome dell’illustre concittadino Annibal Caro.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri, nella data del compleanno di Annibal Caro, nello spazio multimediale San Francesco a Civitanova Alta alla presenza di un folto pubblico che ha potuto anche ammirare la mostra di manifesti del designer Guaricci curata dal museo Magma.

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Il comitato promotore

La traduzione di Silvia Albesano che vive e lavora a in Piemonte ha convinto i giurati che in questi mesi si sono raccolti attorno al progetto, ben 178 i votanti.

Gli altri due candidati della terna finalista si sono aggiudicati ex aequo il premio della giuria tecnica: Ilaria Oddenino, per la traduzione dall’inglese di “Underjungle” di James Sturz, edito da Atlantide e Leonardo Marcello Pignataro per la traduzione dal russo di “Racconti di Sebastopoli” di Lev Tolstoj, edito da Voland.

«È un libro a cui tengo molto per tanti motivi – dice la vincitrice Silvia Albesano alla fine della cerimonia a proposito de “I confidenti”, esordio letterario della scrittrice tedesca Charlotte Gneuss – Vorrei dedicare questo premio all’autrice, al suo talento e alla fiducia che ha dimostrato verso i suoi personaggi. Si è affidata ai loro gesti, prima ancora che alle loro parole. È un premio che voglio condividere con la squadra della casa editrice Iperborea, che si è presa cura di questo libro».

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Luigi Socci vincitore del premio Antonio Prenna

Premio ex aequo della giuria tecnica a Ilaria Oddenino, per la traduzione dall’inglese di “Underjungle” di James Sturz edito da Atlantide, una storia d’amore interamente ambientata nelle profondità oceaniche. «Essendo una storia ambientata nell’acqua – racconta Oddenino – il ritmo della narrazione segue il movimento delle correnti, segue il fluire delle onde e dei vortici. È una storia unica, mitologica, non ho mai letto niente di simile, ma ha un profondo rigore scientifico». «Ogni traduzione è una traduzione a sé – precisa l’altro finalista Pignataro – questo testo di Tolstoj è stato già tradotto almeno una decina di volte. La lingua cambia ma per un classico ci si può permettere di utilizzare qualche termine desueto e delle costruzioni particolari che seguono il dettato della lingua originale».

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Bruno Mazzoni a cui è stato conferito il premio alla carriera

Durante la cerimonia sono stati assegnati dal comitato tecnico, rappresentato da Rita Baldoni e Stella Sacchini, il premio alla carriera 2025 al professore Bruno Mazzoni, traduttore dalla lingua romena e la menzione speciale a Marco Federici Solari per la nuova traduzione de Il processo di Franz Kafka, edito da L’orma. Il premio in memoria di Antonio Prenna è stato assegnato al Festival internazionale di poesia La punta della lingua nella persona del direttore artistico il poeta Luigi Socci.

Il comitato promotore è composto da Federica Alessandri, Anna Maria Domenella, Maria Grazia Baiocco, Rosetta Martellini, Lorella Quintabà.

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Marco Federici Solari



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