
L’avvocato Giuseppe Bommarito
di Giuseppe Bommarito*
In poco più di un minuto, alle 20,30 circa, sono passati dalle strette di mano alle coltellate. Tutto è successo un paio di settimane fa, a Civitanova, lungo la nazionale, nel parcheggio che fiancheggia il bar Milan, a poca distanza dall’ingresso nella superstrada, davanti a diversi testimoni, alcuni a piedi altri in auto, che hanno assistito terrorizzati alla scena.
I fatti sono stati già ricostruiti, grazie anche alle immagini della videosorveglianza e alle testimonianze consentite dalla visibilità ancora notevole: due albanesi arrivano in auto e parcheggiano nei pressi del bar; ad attenderli altre persone, della stessa nazionalità. Un appuntamento concordato, senza ombra di dubbio.
Tutti si spostano nel parcheggio laterale rispetto al bar, sul ciglio della strada, e qui, dopo i saluti e i convenevoli, inizia d’un tratto lo scontro, durato un paio di minuti, dapprima con urla e botte, poi pure con spranghe e coltelli. Ad avere la peggio un 26enne albanese, ferito, fortunatamente in maniera non grave, da un’arma da taglio sulla gamba e sullo sterno; notevole, comunque, la perdita di sangue, che inizialmente aveva fatto molto preoccupare. L’uomo viene subito caricato in auto dai suoi connazionali e scaricato davanti al pronto soccorso di Civitanova, dove viene curato e poi dimesso.

Il luogo dove è avvenuto l’accoltellamento
Immediate, nel frattempo, le indagini della polizia e dei carabinieri, che sono riusciti ad individuare alcuni dei soggetti protagonisti del sanguinoso alterco. Proprio ieri il questore di Macerata ha emesso il foglio di via obbligatorio nei confronti di quattro albanesi, evidentemente facenti parte di entrambi i gruppi che si sono scontrati davanti al bar Milan.
Le cose ancora da chiarire riguardano solamente il possibile uso, nella circostanza, di una pistola, riferita da alcuni testimoni ma senza che siano stati rinvenuti bossoli in terra, e soprattutto il movente, sul quale i protagonisti sono stati particolarmente reticenti oppure, minimizzando, hanno parlato di dissidi per questioni personali di poco conto.
Ebbene, da informazioni assunte nel mondo dello spaccio, risulta che lo scontro sia scaturito dalla recente decisione della famiglia albanese egemone da decenni a Macerata e nell’entroterra, alleatasi con un clan albanese stanziale a San Severino, di cominciare a spostarsi sulla costa per il traffico di droga, principalmente di cocaina, con armi e bagagli e anche con qualche personaggio di peso nell’ambito dell’organizzazione.
Tra questi spicca una donna maceratese che ultimamente starebbe fungendo sempre più spesso da prestanome nell’acquisizione di locali, immobili e terreni, utile quindi pure per l’attività di riciclaggio dei tanti soldi sporchi sin qui illecitamente guadagnati sulla pelle dei nostri figli (stiamo parlando di circa venti anni di traffico milionario di sostanze, ampiamente sottovalutato dalle istituzioni preposte, con il risultato che il mostro nel tempo è cresciuto a dismisura, sia nella consistenza che nei profitti). Per l’attività di spaccio gli albanesi del capoluogo sono riusciti, strada facendo, anche a stabilire una importante sinergia con alcuni egiziani che lavorano a Macerata come operai edili, rendendo ancora più preoccupante, per i cittadini ma anche per la concorrenza, il loro affacciarsi sulla fascia costiera.
Nello scontro di qualche giorno fa, dovuto evidentemente al mancato gradimento di un siffatto allargamento territoriale da parte dei clan albanesi che da anni, ben accentrati e coordinati tra di loro, operano sulla costa, sarebbe stato coinvolto, senza essere però identificato, anche un alto esponente del clan maceratese, a riprova del grave livello di tensione che da qualche tempo si era creato tra le due entità criminali albanesi e che poi, sconfinando nello scontro con armi da taglio, ha superato ampiamente i limiti di una sia pure accesa discussione.
Ora saranno da verificare gli ulteriori sviluppi di tale contrasto, nella certezza che la vicenda è lungi dall’essersi conclusa e che, per adesso, si è andati solo a un passo dall’ennesima tragedia con esiti mortali: si pensi, infatti, alla coltellata allo sterno, che, ove si fosse confitta nel petto a pochi centimetri dal punto effettivo di ingresso, avrebbe potuto irrimediabilmente ledere organi vitali del malcapitato.
* presidente Ass.ne “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”
Accoltellamento davanti al bar: arrivano quattro fogli di via
La ricostruzione dell’accoltellamento: l’azione racchiusa in due minuti. Identificate alcune persone
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La straordinaria assenza delle istituzioni di controllo, unita al solito menefreghismo della cittadinanza, ha portato ad una situazione esplosiva.
Che fare adesso?
…ma veramente…ma come è possibile una cosa del genere…era per lo spaccio…non erano quattro zuzzerelloni!!? Che robe e che roba… gv
Sulla costa tutto, o quasi, gira intorno alla cocaina. Il traffico della polvere bianca è dappertutto, è vero, ma sulla costa è molto favorito dall’altissima concentrazione di locali destinati al gioco d’azzardo, dalla diffusione della prostituzione in strada e in casa e soprattutto dall’alta concentrazione di discoteche e chalet dove si balla e “si fa serata” ed altri locali facenti parte del divertimentificio nostrano.
Notevole però è anche il traffico di cannabis, che ora il gruppo di albanesi provenienti dal capoluogo sta tentando di immettere nello spaccio costiero a prezzi altamente competitivi.
Loro, del resto, la cannabis se la producono da soli, a costi bassissimi, e quindi possono praticare prezzi grandemente concorrenziali: hanno vaste piantagioni di cannabis, sia in Albania sia in Italia, a confine tra le province di Macerata e Fermo, acquistate ovviamente con i soldi della droga.
Sono un sempliciotto e dunque pongo domande banali: se un avvocato – seppure stimato- è a conoscenza che una signora Maceratese si intesa una moltitudine di proprietà frutto del riciclaggio di danaro proveniente dallo spaccio di droga, possibile che le Autorità non siano in grado di procedere al sequestro dei beni immobili dato che la predetta non sarebbe in grado di spiegare l’origine di tanta liquidità?
La domanda di Pantaleoni è molto ben posta!
Sulla costa il traffico è favorito perché dove c’è divertimento c’è sempre la coca, dai bar ai ristoranti alle discoteche. Ma a parte questo che è normale routine la città capoluogo non è esclusa da niente, i giochi non si fanno più nei locali poiché sono scomparsi, ma nelle residenze dove gli accordi e lo scambio di materiale è meno visibile dai comuni mortali. E’ sempre una questione di scelte, che a volte potrebbero risultare troppo facili..
Per Diomede Pantaleoni
Caro Diomede, la domanda è ben posta, ma io la allargherei: chi e perchè (solo per fare un esempio fra i tanti possibili) ha consentito al clan albanese proveniente da Piacenza (padre e 4 figli, tutti dediti al traffico e allo spaccio) di insediarsi a Macerata, di crescere esponenzialmente, di arruolare spacciatori, corrieri, depositari, prestanome, di fare in 20 anni milioni e milioni di euro, che ora stanno riciclando in zona e in Albania?
Eppure la presenza di questo clan era ed è ben nota sia alla magistratura che alle forze dell’ordine, oltre che a tutta la platea dei consumatori maceratesi e dei dintorni.
Chi ha potuto consentire che i nostri figli potessero essere così bersagliati da criminali spietati, che pensano solo a fare soldi (tantissimi) sulla pelle soprattutto dei più giovani? Chi ha dirottato i migliori investigatori su incarichi non operativi? Chi oggi va sostenendo che le priorità ormai sono il riciclaggio e la corruzione, e che i tossicodipendenti possono rovinarsi la vita come e quanto vogliono? Chi sulla costa ha aperto le porte a tutti i clan mafiosi possibili, italiani e stranieri, che sul traffico di droga hanno il loro “core business”?
Qualcuno, per favore, risponda.
I “politici” locali facciano arrivare questi commenti ai Governanti di Lega e Fratelli d’Italia che dopo se vogliono risposte diciamo esaustive? Magari qualcuno gliele può dare…
…”Drogo so pare, droga so mare, droga la fia e la sorella, era droga anca quella, la fameia dei drogon. Ghe sera in un paese le famiglie molto in droga, lor gavea tutti la droga, la fameia dei drogon”. Forse, in parte, ovviamente (ma una parte molto ma molto importante…), è una risposta. Mah, ai posteri (se rimarranno…), l’ardua ‘sapienza’!!! gv p.s.: mi auguro che qualcuno, che magari come me pensa ci possano forse essere collusioni politiche, non pensi che esse siano solo da una parte!!! Mi auguro…
…inoltre vorrei anche ricordare che ‘alcuni’ sostenevano, e continuano a sostenere, la cosiddetta ‘droga libera’!!! gv
Provo a rispondere nel mio piccolo al commento n.5
Visto il connubio tra ludopatia e droga come non ricordare che nonostante rifiuti del Tar più Questura all’apertura di una nuova sala slot fortemente voluta dalla Giunta comunale di Civitanova e con l’aiuto di noto esponente politico regionale civitanovese, Acquaroli ha cambiato la legge esistente per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico , accorciando la distanza minima tra sale giochi.
https://www.cronachemaceratesi.it/2023/09/15/modifica-della-legge-sul-gioco-dazzardo-pagina-nera-della-giunta-acquaroli/1787155/
L’allontanamento di investigatori capaci se non arrivati dal Ministero sarà di certo stato proposto dal più alto in grado sulla Piazza che qui detta così non ci fa la rima ma ci canta. Certo per il resto non conosco il mercato , però che a volte a Civitanova ci sia una mano piuttosto benevola che la protegge, lo stiamo appurando in questi giorni e che nel corso degli ultimi anni ci siano stati tanti episodi che non possono non aver smosso qualcosa in chi si occupa di corruzione, riciclaggio e urbanistica selvaggia non lo ritengo possibile. Ci deve essere per forza un Caporione e pure gemellato che con nonchalance taglia e ricuce velocemente.
Mi permetto di osservare che i nostri politici, a tutti i livelli, non intervengono come dovrebbero, perché o non ne hanno le capacità, o hanno paura, o, in molti casi, per entrambe le ragioni.
“Quando il gatto non c’è, i topi ballano”, per cui è necessaria la presenza di un gatto forte e affamato. Sarà mai possibile un giorno finalmente vederlo all’ opera?
mr