
I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista Morphology
di Alessandra Pierini
«Il dialetto maceratese sta cambiando e sta subendo l’influsso dell’italiano. A dirlo è la linguista italiana Federica Breimaier che lavora in Svizzera e porta avanti da anni studi proprio sul dialetto maceratese ai quali hanno partecipato in passato, rispondendo rispondendo a dei questionari, anche i lettori e le lettrici di Cronache Maceratesi.
I risultati di questi studi scientifici sono stati pubblicati in sedi molto importanti. Il primo, firmato da Breimaier, è uscito in una raccolta di saggi universitari: “Accordo neutro e maschile a Macerata: Uno studio esplorativo crowdsourced”. Il secondo è apparso proprio questo mese nella prestigiosa rivista internazionale di linguistica Morphology, a firma di Breimaier e Chiara Zanini “On the perception of the masculine-neuter contrast in Maceratese”.

«Il nostro obiettivo con quello studio – spiega la linguista che lavora a Zurigo – era capire cosa stava succedendo al dialetto rispetto a uno o due secoli fa, capire la differenza tra chi parla il dialetto verace e i giovani o coloro che si sono allontanati».
In particolare è stato preso in analisi il sistema di genere del Maceratese che è più complesso rispetto all’italiano: «Nel dialetto maceratese esistono gli articoli la e lo, come in italiano, ma c’è anche lu che gli anziani usano moltissimo. A noi interessava sapere cosa stesse succedendo tra i giovani e capire come lo useranno e abbiamo visto che, con l’impatto dell’italiano, ma anche dei dialetti vicini, anche l’utilizzo di lo a posto di lu, viene tollerato maggiormente. La tendenza a semplificare il dialetto è iniziata già da secoli ma nel Maceratese questo trend non era ancora iniziato. Ora invece ha preso il via. Lo studio mostra anche che, se si emigra, si tende a conservare una versione del dialetto più tradizionalista».

Federica Breimaier
Ora Federica Breimaier sta lavorando a un nuovo studio volto a comprendere come sta cambiando l’italiano nell’impatto con il linguaggio dei social.
«Per questo nuovo studio, insieme a Carolina Bianchi (Università La Sapienza di Roma) e Eleonora Delfino (Università di Udine), stiamo raccogliendo dati da tutte le regioni d’Italia attraverso un questionario. Affinché i risultati siano statisticamente significativi, è fondamentale avere partecipanti da ogni regione. Ad oggi abbiamo raccolto più di 200 questionari compilati, ma purtroppo nessuno dei partecipanti proviene dalle Marche. Per questo chiediamo ancora una volta la collaborazione dei marchigiani».
Il link per il questionario è questo. Dura all’incirca 15 minuti e i partecipanti devono solo valutare come considerano una serie di frasi. «Sarebbe – conclude la studiosa -un contributo estremamente prezioso per il nostro lavoro di ricerca».
«Il dialetto maceratese è una lingua viva, lo parlano tutte le generazioni»
Il dialetto maceratese si studia a Zurigo, l’appello: «Compilate il questionario»
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Da chi mandano allora all’ospedale il giovane tizio che lamenta problemi “allu dito”?
Come te chiami? Il..ciano… Ma che nome è? Se dico Lu..ciano te ncazzi!!!!!!!!
Maceratesi, parlate in italiano anche perché usate tutti l’euro!
Aldo Iacobini, il giovane tizio lo mandano dallu ortopedicotorino con impegnativa dellu medico di famiglia, tenendo conto della metempsicosi e della batrachiomachia, sempre che lu tizio abbia una sana e inconsapevole libidine di zuccheriana memoria !