
L’assessore Marco Caldarelli
di Giulia Sancricca
«Macerata può vivere l’esperienza di una piccola Atene». Così l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Macerata, Marco Caldarelli, commenta l’esperienza del festival DeSidera, iniziato a dicembre scorso e in chiusura proprio in questi giorni. Caldarelli, nel ricordare gli ultimi tre appuntamenti della rassegna, ne approfitta infatti per tirare le somme di una esperienza che è ormai diventata identitaria per Macerata e che è destinata a crescere anche nei prossimi anni. Galimberti, Garufi e Paragone sono i protagonisti che formano il panel di ospiti in programma da oggi a giovedì.

Umberto Galimberti
«Si chiude il ciclo del teatro Lauro Rossi – dice Caldarelli – dedicato espressamente al desiderio con una ultima sessione relativa all’influenza e alla prevalenza della tecnica sulle istanze del cuore. L’analisi antropologica e psicanalitica è affidata a Umberto Galimberti (questa sera ore 21) che parlerà di “Quando la vita era governata dal cuore: emozioni e sentimenti nell’era della tecnica”. Per questo ospite è stato raggiunto il sold out appena sono state aperte le prenotazioni. Domani (mercoledì) ci aspetta un approfondimento sul tema del labirinto, lo specchio e l’eroe con il poeta e critico letterario Guido Garufi che ci anticiperà alla Biblioteca Mozzi Borgetti, alle alle 17.30, il suo saggio in fase di ultimazione. L’ultimo incontro giovedì alle 21 al teatro Lauro Rossi con il giornalista Gianluigi Paragone che presenterà il suo libro “Moderno sarà lei”. Credo – evidenzia l’assessore – che questa stagione di DeSidera sia stata particolarmente intensa con un cartellone davvero ricco».

Guido Garufi
Allora Caldarelli ripercorre i temi affrontati: «Dall’essere desiderati al desiderare – spiega -. Ricordo, tra gli ospiti, Gregorio Vivaldelli, Julian Carron, Evio Hermas Ercoli che hanno dibattuto sui temi della paura, della bellezza, della fiducia e della comunità. Una esperienza molto seminale, anche con prospettive e nuovi filoni di indagine per i prossimi anni». DeSidera è dunque diventato un segno distintivo per la città: «Il brand si è ormai affermato. Abbiamo notato che l’idea delle stelle, della relazione fra l’alto e il basso e anche del desiderio come descrizione di qualcosa che manca o di un senso di distanza nei confronti di qualcosa che non c’è piace al pubblico. Abbiamo aperto le porte a tanti intellettuali: tutte le stagioni sono state caratterizzate da pensatori maceratesi e non, dal dialogo tra vari tipi di arte. Quello che abbiamo percepito e che hanno percepito in tanti sono gli spunti di riflessione utili per la città, perché Macerata contiene al suo interno una serie di esperienze rare a livello culturale, dall’Accademia all’Università, passando per lo Sferisterio e il Lauro Rossi. Offre esperienze culturali di tipo molto variegato ricco in un territorio al plurale come quello delle Marche. Macerata può vivere l’esperienza di una piccola Atene».

Gianluigi Paragone
Paragone è un intellettuale?
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Vorrei chiedere agli esimii intellettuali, visto che non sono astrologi, che cosa c’entra il desiderio con le stelle.
Sidera è il termine latino che significa “stelle”. Anche il desiderio, dunque, fa capo alle stelle, a una irraggiungibilità che tuttavia si rende percepibile alla vista. La sigla “DeSidera” presenta un difetto grammaticale (in latino dovrebbe essere “De sideribus”), però – dovendo dare un’idea e intitolare un festival – quando venne coniato sentimmo che avrebbe potuto funzionare e lo adottammo, con il suo intrinseco ma felice errore.
Paragone, unica nota stonata.
A mio sommesso parere tutt’al più Macerata potrebbe considerarsi una piccola Salamina…
….visti gli scavi intra moenia et extra moenia, direi la più grande “necropoli” delle Marche (citazione sempre attuale del, forse, più grande poeta maceratese, amico degli ideatori del festival)…
Macerata come una piccola Atene? Un’illusione, o se volgiamo uno specchietto per le allodole che non ha riscontro nella realtà. È da decenni che Macerata lentamente, ma inesorabilmente ha imboccato la via del tramonto soprattutto per colpa di una politica miope attenta a salvaguardare interessi di bottega dei partiti, una politica che non sa guardare un futuro per i suoi Cittadini. Guardatevi attorno, cosa pensate che ai Cittadini interessi che la loro Città venga definita “una piccola Atene” per giustificare quello che è stato fatto o, meglio, non fatto fino ad oggi, oppure che si cerchi di venire incontro ai loro bisogni con azioni concrete ed efficaci?