
Ugo Bellesi
di Ugo Bellesi
Cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Notizie sempre più allarmanti arrivano dal mondo giovanile. «Il tema delle tossicodipendenze e delle dipendenze patologiche sta acquistando nelle Marche (e non solo) una dimensione veramente preoccupante. Riguarda fasce giovanili di un’età sempre più bassa. Sono presi in carico dal nostro sistema sanitario regionale 5.500 ragazzi per droghe pesanti, oltre 1.200 per droghe leggere, tipo cannabis, ed è preoccupante il fenomeno delle dipendenze patologiche dovute al computer, alla console e ad altri comportamenti». Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini. Non meno categorico è stato il direttore del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Macerata, Gianni Giuli, il quale ha sottolineato: «La prima dipendenza che si incontra nel territorio è l’abuso di alcol anche sotto i 18 anni, la droga più usata è la cannabis in quanto la disponibilità di questa sostanza sul web è elevatissima, circa 4mila tipi.

Ci sono gli allucinogeni che ritornano e aumenta l’uso di cocaina con all’orizzonte l’allarmante pericolosissimo fentanyl».
Sono circa 1.500 i pazienti in carico ai tre servizi territoriali. Tutto ciò significa che i ragazzi sottovalutano gli effetti gravissimi della droga ma è preoccupante anche l’abuso di alcol, fumo e farmaci da banco utilizzati impropriamente. Per quanto riguarda la prima ubriacatura oltre il 30% degli intervistati ammette di averla fatta prima di 15 anni e il 64% tra i 15 e i 17 anni. Tra le ragazze queste percentuali sono spesso maggiori. Per quanto riguarda il fumo una statistica nazionale ci dice che la percentuale della popolazione italiana che fuma abitualmente dai 14 anni è pari al 24%. L’uso di tabacco coinvolge oltre 1,2 milioni di giovani, quasi il 50% della popolazione studentesca. Secondo uno studio finlandese se il vizio del fumo inizia intorno ai 16/24 anni possono insorgere gravi patologie cardiache in tempi brevi.

Filippo Saltamartini, assessore regionale alla sanità
Quello che preoccupa maggiormente è il fenomeno del bullismo a scuola e non solo. Atti di bullismo vengono realizzati sia da ragazzi che da ragazze con aggressioni fisiche, minacce, furti e danneggiamenti che spesso si concretizzano in veri e propri reati.
Sono stati segnalati pure casi in cui le “vittime” prescelte vengono accerchiate da bande di ragazzini anche minorenni che le terrorizzano con estorsioni e minacce. Più spesso queste “bande” si affrontano nel cuore della notte, a volte anche in centro abitato, e sovente qualcuno estrae un coltello e qualcuno dei “rivali” rimane ferito.
In pratica si tratta di “baby criminali” che sta preoccupando anche la Procura minorile di Ancona, dove i procedimenti penali (specialmente rapine ed estorsioni) tra il 2022 e il 2023 sono aumentati del 44% L’avvocato Andrea Nobili, presidente della Camera minorile di Ancona, sostiene che il disagio giovanile deriva da una pluralità di fattori come «la carenza educativa familiare».

Babygang
Nel 2024 sono stati 983 i minorenni e giovani fino a 25 anni coinvolti in procedimenti penali e presi in carico dai servizi sociali. Di questi 983 i giovani presi in carico per la prima volta sono stati 421 con una percentuale del 30%. Cifra che, considerando il numero di abitanti, porta le Marche al primo posto in Italia. L’avvocato Nobili sostiene che «i giovani sono ingurgitati dai social e dalla rete attraverso i quali diventano spesso vittime di modelli comportamentali devastanti».
È molto diffuso nelle Marche il gioco d’azzardo online tanto che nel 2023, nella nostra regione, sono stati spesi tre miliardi e mezzo. Cifra che, pro capite, è pari a 1.888 euro. Inoltre risulta che sono Sarnano e Morrovalle i centri in cui si spende nell’azzardo più del doppio di altri Comuni. Sono dati forniti dall’Agenzia monopoli e dogane. La preoccupazione maggiore è per il fatto che in questo fenomeno sono sempre più coinvolti giovani e giovanissimi. Ciò è tanto più grave perchè l’azzardo spesso risulta essere la porta di ingresso per altre patologie.
Per i giovani e i giovanissimi altro problema è costituito dalla sessualità. «La pornografia – ha detto Rosalba Zannini, psicologa e psicoterapeuta, dirigente del Consultorio della Ast di Macerata – spesso è il primo approccio alla sessualità per molti adolescenti, alimentando false aspettative e insicurezze».

Andrea Nobili, presidente della Camera minorile di Ancona
Da ciò emerge la necessità di intensificare gli interventi educativi e di supporto ai ragazzi. Anche Katia Marilungo, presidente dell’Ordine degli psicologi delle Marche, ha sottolineato che «molti ragazzi entrano in contatto con la pornografia già a partire dai 12 anni trovando in essa la prima fonte di informazione sulla sessualità. Questo approccio precoce e problematico offre una visione distorta, violenta e fuorviante della realtà con conseguenze negative sul loro sviluppo».
Da ciò sorge la necessità di una educazione sessuale nella scuola iniziando dalle medie. Si tratta di una educazione indispensabile anche per Federica Guercio, delegata per l’Ordine sulla psicologia scolastica perché «gli stereotipi di genere tra i giovani restano radicati. Molti ragazzi vivono de relazioni affettive con un’idea di possesso, mentre le ragazze spesso accettano compromessi per compiacere il partner».
Ma anche i giovani che hanno superato l’adolescenza e affrontano gli studi universitari presentano dei problemi, tanto da dover ricorrere ad una consulenza psicologica. Si tratta di stati d’ansia e tristezza prima di sostenere gli esami, il che può portare a demotivarsi e quindi a bloccare il corso di studi. Ma c’è anche il fenomeno di coloro che si impegnano al massimo nell’approfondire la materia di esame dedicandovi tutto il loro tempo al fine di non deludere i genitori. E questo li porta ad uno stress insostenibile. È proprio per far fronte a questi stati d’ansia, di mancanza di autostima, di senso di inadeguatezza che l’Università di Macerata si è dotata di un servizio di consulenza, al quale il rettore ha incaricato la docente Alessandra Fermani che si occupa dell’organizzazione mentre la psicologa Cinzia Governatori si confronta direttamente con gli studenti. In occasione della pandemia del 2020/2021 furono 143 gli studenti che si sono rivolti a questo servizio.
Le molteplici difficoltà in cui si trovano le nuove generazioni sono state esaminate da un particolare punto di vista da Roberto Danovaro, ecologo docente all’Università politecnica delle Marche e presidente della fondazione “Patto con il mare per la terra”. Egli sostiene che nelle nuove generazioni si sta registrando un particolare aumento dello stress. Dopo il Covid si è creata un’altra forma di ansia: l’ansia ambientale creata dalla percepita consapevolezza del cambiamento climatico. I ricercatori descrivono l’eco-ansia come una “costellazione di emozioni negative”. In dieci Paesi è stata fatta un’indagine tra 10.000 ragazzi dai 16 ai 25 anni. E’ emerso che la maggior parte di essi avvertiva forti preoccupazioni per la crisi climatica e riferiva di provare ansia, tristezza, rabbia, impotenza, vulnerabilità e senso di colpa per questa situazione.
Abbiamo fin qui esaminato tutte le ipotesi possibili e immaginabili per cercare di capire le complesse problematiche che attanagliano da alcuni anni il mondo giovanile. Purtroppo ci siamo resi conto che per capire cosa sta accadendo dobbiamo risalire indietro nel tempo. La storia ci dice che nel XIX secolo nella composizione sociale della nostra gente si era creata una “Classe media” che si interponeva tra l’aristocrazia e il proletariato. Erano famiglie benestanti che vivevano del loro lavoro come professionisti, commercianti, artigiani di alta specializzazione, docenti, titolari di aziende ecc. Bastava il reddito del capofamiglia per far vivere molto bene la consorte e fino a due o quattro figli. Il periodo più bello per la classe media è stato quando si verificò il boom economico dal 1958 al 1963. Ovviamente la famiglia era guidata dal genitore con l’aiuto della moglie che si dedicava alla cura dei figli anche quando andavano a scuola. A pranzo e a cena (salvo imprevisti) ci si ritrovava tutti alla stessa ora e la conversazione era sempre viva perché si affrontavano i problemi dei figli a scuola, delle figlie che esponevano le loro esigenze ecc.ecc. comprese le spese da fare per qualche vestito o per le scarpe, ma anche per la casa.
Sono anni densi di nubi tanto che la classe media, “quella che mandava avanti il Paese”, è entrata in crisi profonda, fin quasi a scomparire. E ciò ha provocato la crisi della famiglia. Così adesso, quando ci si sposa, si ritiene indispensabile che oltre allo stipendio del marito ci sia anche quello della moglie. Ma prima bisogna terminare gli studi e poi trovare un decente posto di lavoro. Così i due sposi arrivano a pensare ai figli quando hanno almeno sui 30/35 anni. E a quel punto spesso ci si ferma perchè prima bisogna far crescere il primogenito, che quindi resterà l’unico in famiglia. Quando questo comincerà ad andare a scuola, ma soprattutto alle medie, gli orari dei genitori che lavorano in uffici o aziende diverse, non coincideranno più né tra loro né con il figlio per cui la famiglia non si ritroverà più riunita a tavola se non la domenica. E poi chi aiuterà i ragazzi a fare i compiti de quindi anche le loro confidenze? Da qui sorgono le difficoltà nel fornire ai propri figli una sana educazione. Tra l’altro anche quando tutta la famiglia si ritrova riunita in casa è noto che, per lo più, sono quasi tutti i componenti sono assorbiti o dal colloquiare al cellulare con amici “vicini e lontani” o dal collegamento al computer con “chissà chi”. E allora perché ci sorprendiamo se la droga si diffonde anche tra giovanissimi, se si comincia a fumare appena superate le medie, se si cerca la pornografia al computer, se gli alcolici si bevono in eccesso nelle cene tra compagni di scuola, se per sentirsi più forti si creano delle piccole bande di ragazzini che poi si scontrano anche in pieno giorno e spesso compaiono anche dei coltelli?
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Genitori inesistenti ed uso sconsiderato dei social.
Ansia ambientale?! ...questa proprio potevate risparmiervela
Comunque se ci fossimo impegnati tutti, come abbiamo fatto con i vaccini tra chi è a favore e chi no, contro l'uso di droghe, sarebbe un mondo migliore. Se poi c'è chi dice che le droghe non sono un problema, bè allora stategli lontano. Perché prima si comincia con l'alcol, poi si passa allo spinello, e alla fine si finisce con le droghe pesanti.
Michele Scoponi Questa teoria del passaggio e' una vulgata smentita da ormai 81 anni (Rapporto La Guardia) che ogni tanto riemerge come la , ma l'accenno novax del commento non lascia dubbi su dove possano arrivare certe idee. La verità e' che se sei incline alla dipendenza (gioco,alcool,fumo ecc ecc) passare dall una all alta e' estremamente più semplice, soprattutto tra i teenager.
Michele Scoponi Me l'ho prese le sbornie ma non me so mai drogato.
Tutto ciò ha un solo colpevole, anzi due. I genitori. Non inventatevi scuse, tutto parte dal loro, dalla famiglia. Anche i social hanno dato una mano.
Il discorso è molto complesso, brevissimamente, c'è stata una perdita dei valori fondamentali, la perdita del ruolo di genitori, l'esperimento governativo dei vaccini e delle chiusure che hanno indotto una depressione in tutti, ma soprattutto nei ragazzi, i governi che hanno tradito i giovani, negando loro la prospettiva di un lavoro degno
Maria Cristina Pallotta aooooo,i bisnonni di questi ragazzi hanno fatto la guerra,i loro figli non avevano un cacchio e vivevano con il terrore delle bombe,dei rastrellamenti. Vero che non hanno avuto una vera infanzia ma quelli di oggi sono pappamolle,tirati su da altrettanti pappamolle.
Maria Gabriella Giorgi esattamente
La connessione con la classe media ed il suo crollo? Un po' fantasiosa. Una ricostruzine sociologica pretenziosa e senza basi. Sembra un colpo di fantasia
Mauro Vecchietti Le unica cosa oggettiva, sono le famiglie piu' piccole, quindi niente fratelli,cugini e spesso genitori separati,quindi o conosci qualcuno a scuola o in strada , sport non pervenuto visto che in certi spogliatoi avviene il peggio del peggio a livello educativo.
Ormai il fallimento del ruolo genitoriale degli adolescenti nella società contemporanea è lapalissiano. L'errore più grave dei genitori degli adolescenti di oggi è quello di voler essere amici dei figli, rinunciando al ruolo di guide autorevoli. Unamicizia che rischia di trasformarsi in debolezza, incapacità di porre limiti, di trasmettere valori solidi e di educare l'educazione civica di cui ce n'è tanta penuria.
Alessandro Battistelli Esatto!!! I figli si formano attraverso l'esempio che diamo!!!
L'ansia ambientale non se pò sentì !!!
Ce credo hanno messo la "patata" all'ultimo posto!!!! Forse neanche li......
Tonino Caporicci dicono che è colpa anche delle famiglie in difficoltà Le nostre famiglie come erano ? e allora?
Colpa dei genitori, la vite se la poti,cresce bene..... E dritta .
Paolo Martinelli basta dare sempre la colpa ai genitori! È una lotta contro i mulini a vento cari miei! Tu gli insegni cosa è giusto e cosa sbagliato,li segui , dai regole .... Bla bla bla. Poi questi escono fuori e la fuori c'è di tutto e tu combatti contro la loro nuova realtà fatta di gente che si chiama frate' tra loro!!! E poi dentro casa pensi ok qui sta a casa ...no. dentro casa c'è la play e c'è Internet fatto di violenza e di cattiveria. Allora la soluzione? Niente play , niente telefono, niente uscite ??? Per favore.....predicare bene è facile ma siamo in un periodo in cui fare i genitori è tanto ma tanto difficile!
Simonetta Casagrande il troppo strozza, niente internet,poca plleistescon, e più sesso .....non virtuale, concreto......
Paolo Martinelli tanta teoria.....la pratica è altra cosa! Chi ha figli adolescenti sa di cosa parlo. Se lei è riuscito chapeau...poi però bisognerebbe vedere a lungo termine i risultati.
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tutto dipende da una crisi generale di valori che ha reso sterile la socialità.Abbiamo legato l’esistenza solo al denaro,che,in fondo come sempre è stato,è privilegio di pochi,onde il forte senso di insicurezza e pure il crollo di ritegni ad evitare certi comportamenti.Indispensabile una significativa svolta per tutti.
La maggior parte dei giovani è normale, quelli che deviano dalla retta via sembrano tanti perché fanno tanto, tanto rumore.
…signor Iacobini, mi perdoni, ma io non ne sarei tanto sicuro!!! gv
Magari se se iniziasse ad inserire i giovani nel mondo del lavoro e offrire loro un minimo per farsi una vita le persone non si butterebbero nella droga. È la società ed il profitto che creano queste situazioni
I giovani tossici sono in aumento perché gli adulti tossici sono in aumento. Addirittura gente in pensione che non ha mai avuto a che fare con le droghe inizia a usare cocaina, coinvolgendo anche altri novizi, rendendoli dipendenti e spacciatori. Viene inondata regolarmente la città di cocaina con una facilità che in passato c’era, ad oggi la pratica più diffusa è fumare coca con la bottiglia, senza o quasi impedimenti.
Ovunque li tormentano innumerevoli e incommensurabili sofferenze, essi però sono privi di dolore, non sono raggiungibili dall’essenza del dolore…
…tutto vero, signor Carbonari, e anche di più! gv
Certo gran parte dei problemi vengono dalle famiglie assenti.Però vogliamo anche parlare dei messaggi che quotidianamente provengono dal mondo della politica.dove ( e questo lo vedono anche i giovani ) puoi essere il politico più osceno di questo mondo ma a te viene permesso di tutto..Arricchirti non si sa come-fare affari con le varie camorre-mafie etc etc–Essere inquisito e giudicato colpevole anche in cassazione perchè con i soldi di noi tutti andava a comprare vibratori-riviste porno profumi e altri ammennicoli vari.. però nonostante tutto-poi ti si rivede a fare magari da portavoce a qualche ministro. o ad abbaiare come un cane in qualche tv come ospite…ma tanto alla fine riesci sempre a venirne fuori perchè non conviene a nessuno di loro metterti dentro-sai troppe cose -Poi ti danno a bere che non sono ricattabili e per istupidirti ancor di più bastano solo 5 minuti scivolosi quando hai appena finito di fare cena…E questo è potere assoluto che i giovani vedono poi lo trasferiscono al potere che loro si creano assoldandosi in bande e banducce quando hanno solo 13/14 anni…le così dette baby gang..Della droga ne vogliamo parlare,,,cosa cavolo si pretende quando si viene a sapere che nel palazzo hanno votato tutti contro il controllo antidroga ai parlamentari..O magari qualche deficiente chiamato da altri par suo..ti viene a dire in qualche teatro che la droga è buona..Tempo fa c’era un famoso senatore che se ne faceva portare in senato a etti–non a grammi…
Poi parliamo di disagio giovanile…???E come dovrebbero essere i nostri giovani dopo tutto questo se non disagiati…
E la chiudo qui…
Ottimo articolo, come sempre sono quelli di Ugo Bellesi.
A me sembra che, per le varie forme di dipendenza che colpiscono i giovani, il problema principale (ma non certo l’unico, pesano molto anche la scuola, le istituzioni carenti, le difficili collocazioni lavorative) sia la insufficiente presenza della famiglia, che dovrebbe essere l’agenzia educativa primaria e fondamentale.
La famiglia oggi manifesta una scarsa tenuta, testimoniata dal numero crescente delle separazioni e dei divorzi, e anche quando riesce a mantenersi unita, non svolge comunque quel ruolo di formazione del carattere e di sostegno autentico dei figli, ruolo che dovrebbe essere svolto sin dalla loro primissima età.
Al contrario, i genitori tendono a soddisfare ogni desiderio dei figli, ad alleviarli da ogni e qualsiasi sacrificio, a farli credere destinatari di un futuro meraviglioso perchè ad essi spetta tutto, peraltro senza che debbano fare la fatica di doversi guadagnare un posto al sole.
Poi c’è l’impatto con la realtà, che è dura e selettiva, a volte spietata, e qui inizia a manifestarsi l’insoddisfazione, la frustrazione, l’incapacità di soddisfare le proprie aspirazioni, la noia. Tutti sentimenti negativi, ben lontani dalla sana abitudine di un tempo di tirarsi su le maniche e impegnarsi nel mondo della scuola e poi del lavoro, con la conseguenza che i ragazzi iniziano a cercare un mondo artificiale, fatto di apparenze, di alterazione della realtà, di fuga dal mondo vero per inserirsi in un mondo falso e pericoloso sotto molteplici aspetti. Ed ecco l’incontro con le droghe, che aiutano i ragazzi a costruirsi una falsa immagine di se stessi e che a poco a poco portano in situazioni ancora più difficili e frustranti, situazioni di dipendenza pericolosissime anche per la loro salute mentale e fisica.
E – questa è una novità degli ultimi anni – mentre sino a poco tempo fa le famiglie dei ragazzi passati dall’abuso alla dipendenza, erano disposte a lottare insieme al figlio e a mettersi in discussione, a partecipare allo sforzo collettivo per aiutare il ragazzo ad uscire dalla schiavitù della droga, dell’alcol o del gioco d’azzardo, oggi le famiglie portano i ragazzi presso il Sert o presso le associazioni di volontariato, lasciano il “pacchetto” e pretendono che il problema venga risolto da queste strutture, senza il minimo loro coinvolgimento.
Ma così non funziona, e i ragazzi si trovano ancora una volta soli e abbandonati a se stessi, sempre più portati verso falsi miti e verso false soluzioni ai loro problemi.
Anche la sigaretta può generare dipendenza eccome, ma qui è lo Stato, che ne ha il monopolio, che ci guadagna.
Veramente la medicina ha reclamato e ottenuto la signoria e il governo del benessere. Pretendere che degli avviliti genitori, già depressi per conto loro, educhino e assistano i figli difettosi non ha senso. Con quali strumenti? Con quali competenze? E’ giusto e doveroso affidarsi agli esperti, alla prodigiosa, fantastica soteriologia della farmacopea. Chi non ha fede nella Scienza non può far parte del consorzio umano.
Portare o segnalare i propri figli TOSSICI al Dipartimento Dipendenze Patologiche di Macerata è già una grandissima conquista. Ma i GENITORI che sono al corrente che i propri figli sono DIPENDENTI da Sostanze Stupefacenti, vanno a Segnalare?????????
…signor Carbonari mi perdoni, ma il fatto è che oggi molti genitori si dovrebbero innanzitutto, credo, segnalare da soli!!! gv