
Luca Beatrice
Morto il critico d’arte Luca Beatrice, il ricordo di Popsophia con cui aveva una collaborazione che è andata avanti per diversi anni (l’ultima volta è stato ospite del festival nel 2019. Lucrezia Ercoli, direttrice artistica del festival: «Doveva tornare quest’anno, la sua assenza sarà un vuoto che peserà enormemente». Con Popsophia Beatrice aveva maturato una collaborazione di lunga data nata grazie al suo amore per tutti i fenomeni del mondo contemporaneo, dal cinema alla musica, passando per lo sport.
Torinese, 64 anni, si è spento oggi. Nel 2012 è stato il protagonista a Civitanova con l’inaugurazione della mostra “il Vangelo secondo Steve Jobs” provocatoriamente allestita sugli altari di San Francesco a Civitanova Alta.
Luca Beatrice ha portato il “pop” nel mondo dell’arte, spiegando perché arte, cinema, musica, web e letteratura siano intimamente legati al sentire del proprio tempo. Un’operazione analoga a quella che stava compiendo Popsophia con la filosofia.
L’ultima presenza a Civitanova nel 2019 quando è stato relatore dell’edizione dedicata allo sbarco sulla Luna con l’intervento dal titolo “Fly to the Moon”, un viaggio nella rappresentazione del satellite d’argento del nostro Pianeta attraverso lo sguardo di artisti, pittori e designer. «Ci lascia un caro amico di Popsophia – dice Lucrezia Ercoli – uno studioso con cui il festival aveva una piacevole sintonia di intenti e di narrazione, amante delle provocazioni, sperimentatore, mai banale. Sarebbe dovuto tornare nella prossima edizione, ci avrebbe regalato una sua analisi lucida e personale sul mondo dell’arte ai tempi dell’intelligenza artificiale, la sua assenza sarà un vuoto che peserà enormemente».
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Nota del Comune di Tolentino:
Anche a Tolentino, la notizia dell’improvvisa morte del critico d’arte Luca Beatrice ha destato profondo cordoglio.
Beatrice, infatti,è stato uno dei più importanti collaboratori della Biennale dell’Umorismo e del Miumor.
Come si ricorderà, direttore artistico Andrea Gualandri, aveva curato una importante quanto apprezzata mostra collaterale alla 26° edizione della Biennale del 2011, intitolata “Tra il subime e l’idiota. L’umorismo, nell’arte contemporanea italiana” che raccoglieva opere di importanti ed emergenti artisti che si sono cimentati con l’umorismo nell’arte, interpretando al meglio lo spirito originale della manifestazione tolentinate, con un suggestivo allestimento a Palazzo Parisani Bezzi.
L’anno successivo, nel 2012, anticipando quello che sarebbe divenuto da li a poco un vero e proprio movimento artistico, riconosciuto anche dalla critica, Luca Beatrice aveva curato l’esposizione per Tolentino Humour “Nuvole di Confine” presentando lavori di artisti di tutto il mondo che si stavano affermano nel graphic journalism, ossia l’arte del reportage a fumetti.
Estremamente eclettico, grande conoscitore del mondo dell’arte, scopritore di giovani talenti, Luca Beatrice aveva una straordinaria visione della contemporaneità e ha lasciato un segno indelebile nella storia della Biennale e del Museo dell’Umorismo, realizzando due mostre molto importanti e apprezzate sia dal pubblico che dalla critica che hanno contemporaneamente stupito e fatto conoscere, anche lontano dai grandi centri culturali, l’arte contemporanea altrimenti visibile solo nelle grandi esposizioni.