«Unimc perderà il 3,2% dei contributi statali,
serve impegno bipartisan per impedirlo»

MACERATA - La deputata Pd Irene Manzi chiama a raccolta Regione e parlamentari marchigiani per scongiurare la ventilata sforbiciata di 10 milioni contenuta nella legge di bilancio: «Abbiamo degli emendamenti depositati, ma serve un impegno comune»

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Irene Manzi, deputata del Pd

«Nei mesi scorsi avevo denunciato il drammatico impatto che avrebbero avuto i tagli al fondo di finanziamento ordinario sulle università marchigiane, che perderanno complessivamente quasi 10 milioni di euro. La sforbiciata al fondo, infatti, produrrà nella regione una riduzione media di oltre il 3% con Macerata e Urbino che perderanno il 3,2% circa. Si tratta di un taglio che come sottolineato da John McCourt, rettore di Unimc, avrà conseguenze negative anche per chi ha bilanci solidi».

E’ quanto denuncia la deputata marchigiana del Pd, Irene Manzi, che invita la Regione e i colleghi marchigiani, anche quelli della maggioranza, a sostenere gli emendamenti alla legge di bilancio che ripristinerebbero la situazione.

«Condividiamo da mesi le preoccupazioni espresse dalla Crui: rispetto al 2023 ci sarà un taglio di quasi 800 milioni – continua Manzi – è del tutto evidente che ci potranno essere ricadute pesanti anche per il nostro territorio che si sta faticosamente rialzando dopo il sisma del 2016 oltre che per la tutela del diritto allo studio perché potrebbero aumentare le tasse universitarie. Peraltro, in città universitarie come le nostre gli effetti negativi a catena potrebbero essere davvero significativi.

Ribadisco che è necessario un impegno comune della Regione e dei colleghi marchigiani di maggioranza per il recupero dei tagli. Abbiamo degli emendamenti depositati in legge di bilancio che, tra le altre cose, chiedono proprio il ripristino dei fondi sottratti alle università e al fondo di finanziamento ordinario, la soppressione del limite alle assunzioni al 75% del turnover per il 2025 e che sia lo Stato e non i bilanci universitari a farsi carico dell’adeguamento Istat degli stipendi di docenti e ricercatori. Sono emendamenti condivisi da tutte le altre forze di opposizione: uno sforzo unitario che riteniamo necessario in una fase così delicata per il mondo accademico e della ricerca. Chiediamo al governo un’inversione di rotta immediata».

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