Stalking ai vicini di casa, condannato un 69enne di Macerata. L’uomo era accusato di aver estirpato o spostato i fiori piantati dal vicino, di aver gettato sterpaglie nella sua proprietà e di aver deturpato la strada vicino al cancello dell’abitazione.
La sentenza ieri al tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, l’uomo tra il 24 aprile del 2020 e il 30 agosto di quello stesso anno avrebbe preso di mira una coppia di vicini di casa. E lo avrebbe fatto, continua l’accusa, deturpando ripetutamente il manto stradale adiacente il cancello della casa. E poi avrebbe estirpato o spostato ripetutamente – prosegue il pm Francesca D’Arienzo – i fiori piantati dai vicini nei pressi dell’ingresso della proprietà. E ancora, avrebbe gettato sterpaglie all’interno della proprietà dei vicini. Il pm ha chiesto la condanna ad un anno per l’imputato. Il giudice ha accolto la richiesta e condannato a un anno il 69enne, difeso dall’avvocato Silvia Montemarani.
«Ci si trova di fronte ad una pronuncia sicuramente all’avanguardia in termini di diritto in quanto riconosce ai danneggiamenti ripetuti carattere persecutorio – dice l’avvocato Paolo Giustozzi, legale dei vicini dell’imputato, che si sono costituiti parte civile al processo -. Si tratta, infatti, di una vicenda grottesca che ha visto una famiglia bersagliata dal vicino che, ripetutamente, deturpava e danneggiava la strada di ingresso della loro proprietà. Sono stati costretti a munirsi di un sistema di videosorveglianza che ha consentito di accertare i fatti. Innegabili le gravi ripercussioni sulle abitudini di vita delle persone offese con ovvie ricadute sul loro stato emotivo».
(Gian. Gin.)
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