
Da sinistra, i consiglieri Claudia Spadoni, Alessandro Maccioni e Raffaele Consalvi
di Leonardo Giorgi
«Nella nostra mozione non c’era un intento politico, avevamo solo chiesto di dire basta alla discarica e non lo hanno fatto. La verità è che senza l’indennizzo per la discarica, l’amministrazione non sa come andare avanti. Lotteremo per evitare che Cingoli diventi l’immondezzaio». Alessandro Maccioni, capogruppo di opposizione in Consiglio comunale a Cingoli, commenta così la bocciatura della maggioranza alla mozione presentata nell’ultimo consiglio comunale dove i consiglieri – si legge nell’atto – “impegnano il Consiglio comunale, la giunta e il sindaco, a che venga negato qualsiasi ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia in quanto” (leggi l’articolo).
«Questo argomento – commenta Claudia Spadoni, consigliera di minoranza – lo abbiamo affrontato spesso in tutta la campagna elettorale, in tutti i comizi. Abbiamo presentato una mozione lunedì sera che è stata respinta. Chiedevamo che l’amministrazione potesse prendere una posizione chiara e decisa contro l’espansione della discarica. Non siamo rimasti sorpresi che la mozione non sia stata appoggiata. Questo può far parte del normale rapporto tra maggioranza e minoranza. Siamo però delusi dall’arroganza con cui l’amministrazione ha preso in considerazione le nostre proposte. Si sono autodefiniti l’amministrazione più efficiente di sempre a Cingoli, ma a questa affermazione non corrisponde alcuna azione. Nel tema della discarica, vediamo solo il loro immobilismo nell’attesa degli eventi. Chiediamo loro di essere attivi e proattivi nei tavoli che contano. Inoltre, non abbiamo ancora un rappresentante all’interno del Cosmari e la nostra richiesta a questo proposito non è mai stata accolta. Ci tengo poi a sottolineare una cosa, ossia che l’amministrazione è molto restia a tenere conto dell’esperienza dei cittadini e ad ascoltare le persone, soprattutto su un tema così importante che incide sulla vita, sul lavoro e sull’ambiente. Per questo invitiamo l’amministrazione a rivendicare la forza che sostengono di avere».
Le fa eco anche il consigliere Raffaele Consalvi, che attacca in particolare le motivazioni dell’amministrazione in carica. «Volevo concentrarmi sulle bugie che questa amministrazione propaga da 15 anni – accusa Consalvi -. Spesso, in effetti, se dici una bugia per 15 anni, diventa una verità. E qual è la narrazione che hanno portato avanti anche nell’ultimo consiglio? “Noi non c’entriamo niente con la discarica, è stata fatta sotto Silenzi in Provincia, per cui non c’entriamo nulla.” Hanno fatto campagne elettorali su questa bugia. Ma io sono andato a cercare gli atti amministrativi per capire come è nata la discarica di Cingoli e le carte non mentono. La giunta provinciale di Macerata ha recepito nel 2001 uno studio dell’Università Politecnica di Ancona, identificando 9 possibili siti a Macerata, tra cui Cingoli. Nel 2008 la scelta è poi spettata al Cosmari, non alla Provincia. Nel consiglio d’amministrazione, erano rappresentate tutte le forze politiche, da sinistra a destra, con 9 persone. Il Cosmari ha deciso di collocarla a Cingoli il 24 maggio 2008. Tutti votarono a favore. La Provincia entra in gioco solo nel 2011 per approvare definitivamente il progetto in modo tecnico, non politico. Nel frattempo c’era Saltamartini e se la questione gli stava veramente a cuore, poteva protestare, poteva mobilitare i cittadini. Non è stato fatto nulla. C’erano tre anni di tempo per bloccare la valutazione ambientale definitiva. Ci sono stati dei ricorsi in seguito che si basavano su due elementi: che nel 2008 il Cosmari non poteva essere l’ente delegato a scegliere il sito di Cingoli e che Cingoli, tra le 9 posizioni individuate dall’Università di Ancona, fosse solo al sesto posto. Ma sia il Tar che il Consiglio di Stato nel 2013 hanno respinto le opposizioni, stabilendo che il Cosmari poteva fare quella scelta e che Cingoli non era in una posizione inferiore rispetto agli altri siti scelti, semplicemente era una lista di siti equivalenti. Adesso basta con le bugie che hanno permesso loro anche di vincere campagne elettorali».
Maccioni torna all’ultimo Consiglio comunale, dove la mozione dell’opposizione è stata respinta. «In questo consiglio, il terzo dell’amministrazione, è dovuto intervenire Filippo Saltamartini perché i “ragazzini” Vittori e Giovagnetti nella discussione si sono incartati. Saltamartini, con la sua esperienza, ha fatto un intervento politico. Nella nostra mozione non c’era un intento politico, avevamo solo chiesto di dire basta alla discarica. Ma se anche fosse stata colpa di qualcun altro per davvero e se anche fosse stata della sinistra o di chiunque altro la colpa della nascita della discarica, dobbiamo dire tutti insieme “No” alla provincia oggi e invitarli a trovare un altro sito, cosa che non è stata ancora fatta. Saltamartini invece ha detto che non bisogna fare giuramenti in politica, ha ribadito che hanno vinto le elezioni e va bene così. Ma nel loro patto con i cittadini hanno detto che avrebbero chiuso la discarica. A questo punto, penso proprio di no».
In realtà, secondo Maccioni, «Cingoli ha un potere enorme: la non concessione edilizia per la costruzione della terza vasca. La verità però è che senza l’indennizzo per la discarica, loro non sanno come andare avanti e prendere i soldi per pagare le rate dei mutui. Dal punto di vista politico, poi, dobbiamo sottolineare il silenzio dell’assessore Pamela Gigli, che dovrebbe essere più coinvolta, e della consigliera eletta sul territorio, Francioni, che si è limitata a qualche sorriso sarcastico. Merito al senatore Saltamartini di aver ripreso le fila dei suoi con un discorso che, pur non brillante, ha recuperato la situazione. Ma un assessore all’Ambiente che non dice una parola su una questione come questa la dice lunga. Loro mirano ai soli interessi economici e forse politici e partitici, per mire provinciali e regionali».
Su Cingoli, secondo l’ex candidato sindaco, aleggia lo spettro del termovalorizzatore. «La Regione ha individuato la sede dell’unico termovalorizzatore, nello specifico il Comune di Tolentino. Ma voi pensate che un comune di 20.000 abitanti con tutti i danni del terremoto che ha avuto possa accettare di aderire a questa iniziativa? La verità, secondo noi, è che il termovalorizzatore sta arrivando al galoppo a Cingoli. Tra tutti i siti individuati per il termovalorizzatore, se si va a vedere, ci sono solo siti già compromessi da una discarica proprio come Cingoli (leggi l’articolo). Il pericolo imminente e reale è che Cingoli, uno dei borghi più belli d’Italia, ospiti un termovalorizzatore. Noi, intanto, utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per bloccare questa discarica e per evitare che Cingoli diventi l’immondezzaio delle Marche».
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Quando tu ai cittadini abbassi in modo considerevole le tasse poi la discarica o l’inceneritore passano in secondo piano visto e considerato che quello che si mangia è tutto contaminato almeno si da un po’ di sollievo al portafoglio.
Diventerà “La terrazza sulla discarica delle Marche”
Questa non è la prima mozione fatta dalle opposizioni in questi anni. Le Amministrazioni di Cingoli dal 2009 ad oggi (Saltamartini, Saltamartini, Vittori, Vittori) hanmo sempre respinto. Il Sindaco Vittori in Consiglio ha detto che è vicino alle persone residenti nei pressi della discarica. Mi piacerebbe che venisse un po’ più vicino, magari per qualche anno.