
L’esibizione di Alan Stivell
di Monia Orazi
La voce iconica di Alan Stivell, il fautore, l’artista che ha contribuito al rinascimento ed alla riscoperta della musica celtica negli anni Settanta, ha trascinato migliaia di spettatori ieri sera sull’altopiano di Colfiorito per la terza serata del Montelago Celtic Festival. Sono stati lui e la sua immancabile arpa i protagonisti indiscussi della serata di ieri, con un concerto che, a 21 anni dalla prima storica edizione del festival, chiude il cerchio per tanti appassionati di musica celtica che negli anni hanno rincorso il cantautore ed arpista bretone in giro per l’Europa per assistere ad uno dei suoi concerti. Ottant’anni e non sentirli, con la sua musica senza tempo ha entusiasmato il pubblico che ha ringraziato più volte per il calore e l’energia trasmessi.
Il lungo pomeriggio di musica ieri si è aperto con i Valkanorr vincitori dell’European celtic contest al Mortimer pub ed è proseguito sino all’alba. Il palco principale che ha offerto poi l’atmosfera contaminata di hip hop dagli Stati Uniti dei Gangsta Grass che hanno fatto ballare le migliaia di presenti, per poi procedere in tarda serata con il breton folk degli Startijenn, letteralmente pieni di energia come nel significato del loro nome, che con il loro ritmo potente hanno ringraziato più volte il pubblico. La serata è poi proseguita con gli italiani Alzamantes, i meneghini nel Mortimer pub hanno accompagnato il pubblico festante sino alle prime luci dell’alba.
La ventunesima edizione del festival, che ogni anno rende gli Appennini e la piana di Taverne di Serravalle di Chienti un melting pot di culture, con persone provenienti da tutta Italia, da numerosi paesi europei, si sta avviando ormai verso la conclusione. Questa è l’ultima giornata con un ricco programma e anche migliaia di presenze, circa 15mila quelle stimate attualmente con una distesa di auto parcheggiate intorno alla città nomade che si estende per oltre un chilometro. Impeccabile anche quest’anno il servizio di sicurezza, sia grazie al dispositivo delle forze dell’ordine, ma soprattutto alla capillare organizzazione interna con centinaia e centinaia di volontari che sovrintendono vari aspetti organizzativi di questa città effimera che vive sull’altopiano solo pochi giorni l’anno, magica arrivando all’alba o all’inizio della sera, che sembra avvolta dalle nebbie di Avalon. È una città da vivere a tutte le ore, piena di fantasia e suggestioni grazie ai racconti e all’approfondimento culturale della tenda Tolkien e degli altri siti culturali del festival, quella della città nomade di Colfiorito, con le cerimonie celtiche che si sono tenute ieri, i matrimoni e i battesimi, le varie accademie, quella dell’artigianato, con la creazione di amuleti, incensi, tecniche di incastro del legno, costruzione di maschere in cuoio, sacchetti magici, tessitura dei nastri. Immancabile nel mondo druidico l’accademia della natura con la stampa su stoffa, l’accampamento storico che insegna a costruire frecce, esibizione di falconeria, schema antica, mosaico, cucina medievale. Quest’anno di nuovo cinema a cura dell’associazione di Ussita C.a.s.a. Si tengono quotidianamente sessioni di erboristeria, cura degli alberi, riconoscimento delle varie specie, workshop di liuteria, intarsio del legno, lavorazione dell’argilla, del cuoio e tessitura di un mandala. Il tutto è stato unito alla scoperta del territorio con visite guidate in e-bike, parapendio, navetta e laboratori di osservazione del cielo stellato in un’apposita struttura geodetica costruita in una delle aree più buie del festival. Immancabile l’accademia musicale con sessioni di arpa celtica cornamusa scozzese, chitarra acustica, violino organetto. Le sfide per tutta la giornata sono proseguite con i giochi celtici.
Spettacolare la distesa di tende di ogni foggia e dimensione, è il popolo di Montelago a rendere unica e diversa ogni edizione, dai classici celtici in kilt, ai guerrieri in armatura, agli elfi e fate che spuntano qua e là, agli instancabili fan del metal, sull’altopiano si incontrano per dirla con le parole di Cesare Catà performer della tenda Tolkien varie anime: «Il successo e la bellezza di Montelago Celtic Festival risiedono nel fatto che questo non è (solo) un festival: è un’alternativa antropologica; è il concretizzarsi di un transitorio mondo diverso da quello imposto dalla morale, dalle visioni dominanti e concrete dell’esistere, dai meccanismi della storia; è un’evocazione per musica, parole e relazioni della magia dell’antica cultura celtica; è una Woodstock marchigiana del nuovo millennio, una festa mobile, un allegro rito drudico di amicizia collettiva. Per quattro giorni i monti Sibillini li trovate nel Connemara».






Alan Stivell e la sua "Simphonie Celtique". L' ho ascoltata fino allo sfinimento.
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Mi sa che ad incantare gli spettatori sia stata più qualche pasticchetta o roba simile….
…le vendite come sono andate!!? gv