Borghi del solco,
Serravalle nel circuito italiano
per il tradizionale rito

ECCELLENZA - La tracciatura del solco è una pratica contadina inserita dal Ministero delle politiche agricole nel “Registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze territoriali di interesse storico”

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Serravalle entra a far parte dei “Borghi del solco”. Si tratta di una delle piccole eccellenze del Paese. La tracciatura del solco è una pratica contadina inserita dal Ministero delle politiche agricole nel “Registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze territoriali di interesse storico”. Grazie, inoltre, alla collaborazione con l’Università del Sannio, questa pratica è candidata a essere riconosciuta patrimonio dell’Unesco come bene immateriale. E’ una modalità antichissima di devozione rituale diffusa nel centro Italia, che prevede la realizzazione di un solco lunghissimo e rettilineo, tracciato con vecchi aratri trainati da buoi.
solco_01-325x244A Serravalle di Chienti il rito è attestato e tutt’ora praticato nella Parrocchia di San Lorenzo in Dignano, in occasione delle feste triennali che si svolgono per venerare il Santissimo Crocifisso. La tradizione vuole che questo crocifisso sia stato rinvenuto intorno al ‘500 mentre dei buoi trascinavano l’aratro sopra un campo che nascondeva le macerie di abitazioni distrutte da uno dei tanti terremoti che nel tempo hanno colpito il territorio tra Marche ed Umbria.
Il riconoscimento si aggiunge ad altri fattori d’interesse turistico dell’area, a cominciare dalla Botte dei Varano e dal Condotto Romano e un motivo in più per scoprire queste terre straordinarie che, oltre a regalare al visitatore la bellezza del paesaggio e la bontà delle produzioni tipiche, prime fra tutte farro, lenticchie e patate, custodiscono aspetti del folclore e della tradizione che meritano di essere salvaguardati e conosciuti.

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