Stroncato da un ictus a 58 anni
il commercialista Raffaele Pallotto.
Donati gli organi, ultimo gesto d’amore

MACERATA - Era stato colpito due giorni fa da un ictus ed era arrivato in ospedale in condizioni disperate, oggi si è spento nel reparto di Rianimazione. La salma sarà composta domani nel centro funerario della Croce Verde a Sforzacosta. Il ricordo di due amici

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Raffaele Pallotto

Un ictus lo aveva colpito l’altro ieri, immediatamente erano scattati i soccorsi e il ricovero in ospedale a Macerata dove purtroppo i medici avevano subito avuto modo di verificarne le condizioni disperate: oggi nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Macerata si è spento Raffaele Pallotto, maceratese di 58 anni, molto noto per la professione svolta che era quella di commercialista e di revisore contabile esercitata al servizio di molti Enti locali anche maceratesi. Grande l’impressione in provincia per la scomparsa del professionista maceratese: Raffaele Pallotto era contitolare di uno studio in contrada Montedoro di Urbisaglia ed abitava con la moglie Paola Giorgini in una casa di via Martiri della Libertà. Un ictus che non gli ha lasciato scampo, nessun segnale premonitore, peraltro il commercialista maceratese viene descritto dai tanti amici come uno sportivo. Domani la salma sarà composta nel centro funerario di borgo Sforzacosta della Croce Verde di Macerata. La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi, un gesto di amore e di solidarietà per ricordare Raffaele Pallotto, un gesto che simboleggia anche l’attenzione che il commercialista maceratese ha sempre rivolto agli altri, sia nella professione che in termini di impegno civico.

Il ricordo dell’assessore Riccardo Sacchi, suo grande amico: «Un fulmine che ci coglie a ciel sereno, sono basito e addolorato. Ci lascia la sua grandissima capacità di approfondimento, il suo rigore culturale e intellettuale abbinato a una grandissima capacità di sdrammatizzare e alla sua profonda e divertentissima ironia».

Questo invece il ricordo di un altro amico, Massimo Raparo: «Raffaele era un amico e un gran signore. Raf ti ricorderemo sempre così “duro e puro” come piaceva a te».

(l. pat.)



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