Lo Zecchino d’Oro “canta” maceratese:
in finale il brano sul cambiamento climatico
firmato Gianluca Buresta e Giorgio Iommi

MUSICA - "Ci vorrebbe un ventaglio" racconta come la cicala e la formica di Esopo boccheggiano sotto un "sole malato". La canzone, dalle sonorità reggae, è stata composta a Pioraco e sarà cantata da Aurora, 9 anni, originaria di Tolentino che vive a Civitanova. Secondo brano "creato" nella nostra provincia dopo quello di Piero Romitelli

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di Laura Boccanera

Una fiaba in musica che parla di cambiamento climatico, con protagonisti la cicala e la formica di Esopo che boccheggiano sotto un “sole malato” e una terra che non ce la fa. Questa è “Ci vorrebbe un ventaglio”, canzone finalista dello Zecchino d’oro e che parla “maceratese”.

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Gianluca Buresta

Mai come quest’anno alla 66esima edizione dello Zecchino la nostra provincia è così ben rappresentata. Oltre alla canzone firmata infatti da Piero Romitelli “Ci pensa mamma” (leggi l’articolo), anche “Ci vorrebbe un ventaglio” è la sintesi del lavoro di due musicisti del territorio: Gianluca Buresta e Giorgio Iommi.

La musica, dalle sonorità reggae, è stata composta a Pioraco nello studio di registrazione di Iommi “Atelier della musica”, mentre Gianluca vive e lavora a Tolentino. Ma non basta: ad interpretarla infatti sarà la piccola Aurora, 9 anni originaria di Tolentino e che vive ora a Civitanova con i genitori.

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Giorgio Iommi

Una soddisfazione per i due musicisti anche perché il brano è frutto di una bella e fortunata collaborazione: «E’ una bellissima opportunità e un contesto arricchente – racconta Gianluca Buresta, 37 anni, musicista con all’attivo due album e la scrittura di musica per artisti esordienti –  è una canzone venuta fuori quasi per gioco. Insegno anche nelle scuole e un mio allievo un giorno mi ha fatto ascoltare una canzone dello Zecchino d’oro del 2016 che aveva un testo che mi ha colpito fino alla commozione. Le parole erano di Emilio Di Stefano. Così gli scrivo una mail e nasce, nonostante non ci siamo mai incontrati, una bella amicizia. Quando abbiamo deciso con Giorgio Iommi con cui collaboro di pensare una musica per una canzone dello Zecchino d’oro ci è sembrato naturale rivolgerci a lui per il testo. E’ venuto tutto molto spontaneo. Poi un giorno mi chiama e mi legge il testo di “Ci vorrebbe un ventaglio” ed è stato subito un sì.

Parla di tematiche importanti, di cambiamento climatico, e lo fa con due personaggi simbolo delle favole, la cicala e la formica di Esopo. E’ un tema che riguarda tutti noi. Anche l’arrangiamento che abbiamo realizzato è rimasto quasi immutato dalla supervisione del gruppo di lavoro dello Zecchino d’oro. E’ l’unica canzone che ha sonorità reggae. Abbiamo poi stretto contatto anche con i familiari di Aurora che guarda caso è originaria proprio di Tolentino. Insomma tante belle coincidenze che spero ci portino fortuna».

 

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Emilio Di Stefano


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