di Francesca Marsili
La multinazionale norvegese Fred Olsen Renewables sceglie ancora il vento che soffia sui nostri Sibillini per produrre energia da fonti rinnovabili. Dopo il progetto di 12 pale eoliche di 200 metri nel territorio di Caldarola denominato “Energia Caldarola”, ne spunta un altro: “Energia Monte San Pacifico” con altri 7 aerogeneratori della stessa altezza che, qualora andasse in porto, sorgerebbero a circa 3,6 km a sud-ovest del centro abitato di San Severino, a circa 3,2 km a nord-ovest del centro abitato di Serrapetrona, nei pressi del monte San Pacifico e del monte Colleluce. Il sito interessa i comuni di San Severino e Serrapetrona per quel che riguarda la localizzazione delle pale eoliche e Camerino e Castelraimondo per ciò che concerne la restante parte del cavidotto di evacuazione, la stazione utente di trasformazione, la stazione elettrica di smistamento e l’elettrodotto interrato.

Il progetto, come dicevamo, prevede l’installazione di 7 aerogeneratori con rotore tripala del diametro di 162 metri, di un’altezza appunto intorno ai 200 metri e della potenza nominale di 6 megawatt depotenziati a 5,14 megawatt, per una potenza complessiva installata di 36 megawatt, e delle opere accessorie per il collegamento alla rete elettrica nazionale. «Tuttavia – si legge nel progetto – non si esclude la possibilità di ricorrere ad alcune varianti progettuali per incrementare la produttività dell’impianto, anche in funzione dei futuri sviluppi di mercato».

Il sindaco di Caldarola Luca Maria Giuspetti con Mirco Albertini all’assemblea di ieri sera
Due progetti per la produzione di energia elettrica da fonte eolica da parte della multinazionale con sede anche in Italia per i quali è stata avviato il procedimento di valutazione per l’impatto ambientale. Ma mentre per “Energia Monte San Pacifico” non si è ancora manifestato un dibattito pubblico, per “Energia Caldarola” la discussione si è accesa già da alcune settimane, da quando il sindaco di Caldarola Luca Maria Giuseppetti ha scelto di portare a conoscenza i cittadini di quanto finito sulla sua scrivania. Nei giorni scorsi ha inoltrato al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica una lunga lista di osservazioni ed è in attesa di un incontro con il governatore Francesco Acquaroli per capire l’orientamento della Regione a cui spetta l’ultima parola. Giuseppetti è pronto a dare battaglia alla realizzazione del mega parco eolico “Energia Caldarola”, che confina con il Parco nazionale dei Monti Sibillini. «Non siamo contro l’eolico – ha sottolineato nei giorni scorsi il primo cittadino – ma il progetto è sovradimensionato e incompatibile col contesto ambientale. Avrebbe un impatto devastante oltre al fatto che mancano le garanzie ambientali».

Roberto Paoloni
Dopo il summit di inizio aprile con i sindaci dei comuni limitrofi e l’Unione montana dei Monti Azzurri (dove la sindaca di San Severino Rosa Piermattei non era presente), ieri sera, nella sala Tonelli del Comune di Caldarola, è stata la volta dei cittadini che in una assemblea pubblica hanno detto la loro. Ne è emersa la volontà di costituire un comitato per fare fronte comune contro il progetto del maxi parco eolico. Mirco Albertini, di Caldarola, è un cittadino che ieri sera ha preso il microfono per dare voce a quelle che secondo lui sono le motivazioni per cui il progetto del parco eolico non andrebbe realizzato. «Dietro questi progetti – ha detto – c’è un bel po’ di denaro e la preoccupazione è che si tratti di una speculazione. Dal punto di vista visivo sarà un eterna cava, una volta fatte le opere, in montagna, non si rimettere a posto nulla. Per produrre energia pulita devastano una montagna per un progetto che durerà 25-30 anni e che poi dovrà essere smantellato». Il primo cittadino di Caldarola ha ribadito il suo punto di vista: «Bisogna andare incontro all’energia green, ne siano consapevoli. Ma abbiamo espresso parere negativo a queste pale eoliche perché crediamo che la nostra zona, per quanto riguarda l’energia elettrica, ha dato a sufficienza: c’è un progetto nella centrale di Valcimarra da parte di Enel di circa 60 milioni di euro che se andrà in porto servirà per produrre ancora più energia. Il progetto della Olsen prevede l’uso di 200 ettari di territorio che verrà a mancarci, con scavi di oltre 25 metri per sostenere le 12 pale che si vedranno anche dalla superstrada. Sarà una zona praticamente cementificata. Le cose che non ci vanno bene sono tantissime – ha ribadito – tra esse una serie di valutazioni che non sono state fatte».

Presente in sala anche Roberto Paoloni, ex sindaco di Belforte del Chienti e ambientalista da sempre. «Non c’è alcun ristoro per ripagare la ferita che si verrebbe a creare – ha premesso -. L’eolico, in questo progetto, ha una valenza puramente speculativa che va in funzione solo di pochi. Quando parliamo di ripartenza post sisma mi chiedo chi comprerebbe una casa che ha vicino pale di 200 metri». Anche secondo Paoloni, il progetto del maxi parco di Caldarola «è sproporzionato».

Fabio Lambertucci
Ha poi lanciato un’idea: «Se vogliamo che questo territorio venga tutelato dobbiamo pensare anche di entrare all’interno del Parco nazionale dei Monti Sibillini, che Caldarola possa diventare la porta dei Sibillini. Magari rinunciando anche a qualcosa – ha sottolineato -, ma sicuramente salviamo un territorio e un paesaggio perché sappiamo bene che in un Parco una cosa del genere non è ammissibile. Questo è un territorio debole dal punto di vista politico e economico, non contiamo nulla, è un territorio dove si viene a fare campagna elettorale e poi si scappa via. Dobbiamo essere coesi e fare squadra in un comitato che non sia solo di Caldarola, ma allargato, perché l’impatto è enorme». Anche l’ex sindaco di Caldarola Fabio Lambertucci ha mostrato tutta la sua contrarietà non solo la mega parco, ma all’eolico in generale. «Di permettere a una multinazionale un simile sfacelo io non lo accetto. Sappiamo bene che dietro c’è il business dei Cerificati verdi. Ho sempre detto: io l’eolico a Caldarola non lo voglio. All’amministrazione, che sta facendo un buon lavoro, chiediamo che non ceda di un millimetro e che non si permetta di rovinare una tra le cose più belle che abbiamo: il paesaggio».
Mega parco eolico a Caldarola, i Comuni pronti a dare battaglia «Mancano le garanzie ambientali»
Mega Parco eolico a Caldarola, «12 pale da 200 metri, impatto devastante»
Ottimo. Speriamo che vada in porto
Come la vogliamo fare la svolta green se non vogliamo neanche 7 pale....
Ma la gente favorevole a questi progetti non credo abbia letto questo articolo, sicuramente non si è informata minimamente sul danno ambientale e soprattutto sul fatto che AI CITTADINI NON PORTERÀ NESSUN BENEFICIO ECONOMICO.
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Cari norvegesi..vi ricordate cosa avete provato a fare con i siti Sami? Bene qui sarà la stessa cosa. Andate a casetta vostra e di corsa.la montagna non si tocca
Stanno piovendo per la provincia maceratese parchi eolici a gogò. Con pale eoliche da 200 m di altezza ( si avete capito bene 200m di altezza .. ) prima nella zona del M. Fiegni a Caldarola ( Mc ) ed ora la “lieta notizia” per la zona di S. Severino ( Mc ). Ma chi decide e chi subirà, purtroppo, la decisione, è informato (..!?.. ) che in estate, per mesi, vi è TOTALE ASSENZA DI VENTO a causa dell’anticiclone africano che genera calma piatta. Le pale eoliche oltre a essere ferme per mancanza di vento si bloccano anche automaticamente, per non danneggiarsi, se il vento supera un certo limite. Non ci sarà nessuna ricaduta per il territorio né con ristori per le amministrazioni che supinamente accettano ne per i cittadini in quanto questa energia assolutamente non sarà fruita, a sconto, dalle popolazioni locali. L’azienda che la istalla otterrà certificazioni verdi su una produzione “ nominale ” mentre la produzione reale sarà tutta da vedere.. Queste pale si vedrebbero da buona parte del entroterra centrale marchigiano e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini con un danno paesaggistico/culturale anche per comuni che non li hanno voluti istallare. Una cementificazione massiccia e selvaggia di zone incontaminate con aperture di strade per il trasporto e la manutenzione di tale scempio. Si dovrebbe sapere che queste pale eoliche hanno un’elica lunga 75m che dovrà essere trasportata integralmente su ruote.. Immaginate le strade di montagna piene di tornanti, dove dovrà passare, quale devastazione subiranno con danni idrogeologici e paesaggistici. I basamenti di queste pale dovranno essere profondi almeno 25m da scavare interamente su roccia.. Questi danni resteranno PER SEMPRE. Quindi tutti i turisti sarebbero a contatto con uno scempio di questo genere che “assassinerebbe” il paesaggio PER SEMPRE .. E i turisti che stanno aumentando esponenzialmente per il nostro paesaggio e la nostra cultura, continueranno a venire per vedere tali monumento di cemento e ferraglia !?!? Se ne sono accorti i nostri amministratori locali e gli operatori turistici ? Personalmente non ho nulla contro le energie alternative, anzi… Ma si mettessero in mare queste pale dove vi è molto più vento utilizzabile, come stanno facendo in tante altre nazioni. Ultimamente li hanno messi, in mare, nello Stretto di Messina.
Non è bastato il terremoto a distruggere il nostro territorio, ora ci si mette anche l’insipienza umana.
Il povero Giacomo Leopardi si rigira nella tomba a sapere dello stupro dei “suoi” Monti Azzurri.