Canile, la verità della Meridiana:
«Danneggiati per aver vinto un bando
Così impossibile stabilizzare i dipendenti»

QUERELLE - I vertici della cooperativa sulla vicenda del trasferimento di cani da Ascoli al nostro capoluogo: «Ora il Comune nega quanto già autorizzato a gennaio del 2020, asserendo, per la prima volta, che non possiamo ospitare cani di altri comuni in numero superiore a quelli di Macerata. Per noi è un danno economico e morale»
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Barbara Vittori e Marco Scrivani

di Luca Patrassi

Il comune di Macerata ha appena approvato una delibera che muta la denominazione dell’Ufficio Ambiente aggiungendovi il Benessere animale ma, sul fronte un pochettino più concreto dell’assistenza e della lotta al randagismo, il clima appare leggermente teso.

Questa mattina ad intervenire sulla questione dei cani randagi che dovrebbero arrivare da Ascoli è stata la cooperativa Meridiana che ha in gestione il canile municipale di Macerata e che un paio di anni fa ha vinto l’appalto da circa 900mila euro bandito dal Comune di Ascoli Piceno. L’aggiudicazione dell’appalto ascolano era stato oggetto di un ricorso al Tar, poi respinto, ed ora c’è un ricorso al Tar contro Comune e Meridiana per la proroga della gestione del canile di Macerata.

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Marco Scrivani e Giuseppe Speranzoni durante la conferenza stampa

Il vertice di Meridiana – c’erano il presidente Marco Scrivani, la direttrice Barbara Vittori e il consigliere delegato Giuseppe Spernanzoni e la presidente dell’associazione di volontariato Argo Alexandra Florescu – ha illustrato la situazione. Nel particolare i vertici della Meridiana hanno più volte fatto presente il fatto che il non aver dato seguito al contratto ha provocato danni e continua a farlo. «Danneggiati e attaccati – rileva Barbara Vittori – per aver vinto, in modo regolare, un bando pubblico per la gestione di un pubblico servizio. Meridiana cooperativa sociale, a gennaio 2020, in qualità di gestore del canile comunale di Macerata, partecipa ad una gara europea per l’affidamento di un contratto avente ad oggetto il servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi del comune di Ascoli del valore di 895mila euro più Iva. In base alla convenzione vigente con il comune di Macerata, la cooperativa è autorizzata, infatti, ad effettuare il ricovero di cani randagi provenienti da altri comuni, previa autorizzazione.

Il comune di Macerata autorizza la cooperativa con l’unica prescrizione di rispettare il numero complessivo di cani ospitabili (276) e la garanzia del ricovero dei cani facenti capo al comune di Macerata in ogni momento. A luglio 2020 viene comunicato l’esito del bando del comune di Ascoli; la migliore offerta risulta essere quella della Meridiana». Appalto vinto ma l’esecuzione non arriva: «Il comune di Ascoli, avvia, però, una serie di richieste di giustificazioni dell’offerta che si protraggono da luglio 2020 sino a luglio 2021, quando, finalmente, aggiudica il servizio. A settembre 2021, l’Associazione animalista Appa, proprietaria di una struttura privata dove sono ricoverati la maggior parte dei cani in carico al comune di Ascoli, propone ricorso al Tar contro la delibera di aggiudicazione; ricorso che viene respinto a dicembre 2021».

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Alexandra Florescu

Nel frattempo «sono trascorsi due anni dalla pubblicazione del bando e la cooperativa, in tutto questo tempo, ha pazientemente e responsabilmente atteso la stipula del contratto, pur subendo gravi danni, in quanto il bando prevedeva la disponibilità di 180 posti cane; prescrizione, che ha ostacolato la possibilità per Meridiana di poter assumere impegni con altri enti. Quasi 200 posti cane, sono restati inutilizzati e tali sono ancora oggi, con conseguenti disagi gestionali e soprattutto, con la conseguente riduzione dei contratti di lavoro del personale regolarmente assunto per lo svolgimento del servizio; criticità maggiore per una cooperativa sociale, che ha come mission l’inserimento e la stabilizzazione di persone nel mondo del lavoro, in particolare, di quello ad alto rischio di emarginazione sociale».

L’azione della Meridiana comunque prosegue: «Ciò nonostante, Meridiana non ha esitato a ridurre ugualmente e costantemente i propri proventi economici, a vantaggio del benessere animale, e infatti, attraverso una costante attività di sensibilizzazione e comunicazione, in collaborazione con i volontari dell’Associazione Argo, prosegue negli affidi dei pochi cani presenti in struttura, nonostante i limiti della pandemia in atto.

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Barbara Vittori

I cani del comune di Macerata, infatti, durante questo biennio di attesa e pandemia, scendono da 80 a 50. Un risparmio per la spesa pubblica a carico dei cittadini di Macerata che, per ogni cane in meno presente in canile, considerando 12 anni di vita media di un cane, ottiene una diminuzione di spesa di circa 10mila euro». Si arriva ai giorni nostri, sempre nel racconto dei vertici della Meridiana: «A gennaio 2022 Meridiana e il comune di Ascoli sottoscrivono, finalmente, il contratto e si avviano le formalità per il trasferimento a Macerata dei cani, mentre gli attuali gestori vengono invitati, dai competenti uffici del comune di Ascoli, a prestare la massima collaborazione a Meridiana». Collaborazione che Meridiana dice di non aver avuto, anzi cancelli chiusi in un primo sopralluogo, preannunciato dal Comune stesso. «Meridiana – sottolinea la Vittori -, da gestore di un canile, comprende il lato emotivo della vicenda, ha offerto tutte le garanzie a tutela del benessere animale».

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Il canile

Il colpo di scena «sabato 19 febbraio, partecipano ad un evento organizzato presso il rifugio di proprietà dell’Appa, il sindaco Sandro Parcaroli, l’assessora Laura Laviano e altri membri della giunta di Macerata. Il lunedì successivo, il comune di Ascoli, inspiegabilmente, chiede nuovamente l’autorizzazione del comune di Macerata ad accogliere i cani di altri comuni, nonostante tale documentazione sia già agli atti. La successiva nota del comune di Macerata al comune di Ascoli, con la quale viene comunicato che nessuna autorizzazione è stata rilasciata, apre un nuovo capitolo di questa assurda vicenda. Una sconcertante nuova interpretazione di un articolo della convenzione in atto con il comune di Macerata, che la cooperativa respinge categoricamente, nega quanto già autorizzato a gennaio del 2020, asserendo, per la prima volta, che la cooperativa non può ospitare cani di altri comuni in numero superiore ai cani del comune di Macerata.

barbara-vittori-canileUn danno economico e morale per la cooperativa, ma anche per il comune di Macerata, perché il vincolo così “stranamente” imposto si trasformerà in un freno allo spirito del personale nel sollecitare all’adozione dei cani di Macerata, dal momento che la loro diminuzione blocca l’accoglienza di cani di altri comuni e, di conseguenza, rende impossibile per la cooperativa garantire ai propri dipendenti una stabilità occupazionale». Il fronte dei lavori: «La coop inoltre, sta progettando di realizzare a costo zero per il Comune, degli interventi di riqualificazione energetica per l’edificio del canile, per un valore totale di circa 200mila euro, dopo che la Legge di Bilancio, ha concesso la proroga del Superbonus 110% per le Onlus sino alla data del 31 dicembre 2023; progetto per il quale il Comune ha deliberato anche una proroga della convenzione in scadenza con Meridiana di ulteriori 15 mesi. Ma il nuovo atteggiamento del comune di Macerata mette a rischio l’intero progetto poiché rende impossibile una corretta programmazione aziendale delle attività di gestione del canile». La domanda finale che si pongono i vertici della Meridiana: «Resta da chiedersi perché il comune di Macerata danneggi così una cooperativa che ha contribuito a far nascere e che ha vinto un regolare bando europeo, nonché un ricorso al Tar, a vantaggio di realtà di altri territori e perché il Comune di Ascoli, dopo due anni di richieste di giustificazioni, blocchi la regolare esecuzione di un contratto, i cui atti istruttori erano già stati completati». Alla Meridiana, pur ribadendo di aver subìto dei danni economici importanti, non la vogliono mettere sullo scontro ed anzi infine sottolineano come negli anni della gestione Meridiana il comune di Macerata ha risparmiato tre milioni, frutto delle tantissime adozioni di animali che hanno ridotto di molto il costo ad animale  per le casse pubbliche.

***

LA REPLICA DELL’ENPA

Sulla questione interviene con una replica relativa ad alcune inesattezze comparse in un articolo pubblicato ieri, la sezione di Ascoli dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che puntualizza: «Non abbiamo in corso alcuna lite né con la cooperativa Meridiana nè con il Comune di Macerata. L’Enpa nazionale, e non sezione di Ascoli, ha impugnato innanzi al Tar la delibera della giunta comunale di Macerata di proroga della concessione che assegna la gestione del canile comunale alla cooperativa Meridiana, ritenendo che non ci fossero i presupposti legali per tale proroga. Inoltre l’Enpa ha impugnato la proroga, e non l’attuale affidamento della gestione del canile comunale alla cooperativa Meridiana, che senza la proroga sarebbe scaduto dopo vent’anni il 31 dicembre prossimo. Ancora, né l’Enpa nazionale, né l’Enpa di Ascoli hanno contestato l’affidamento a Meridiana della gestione del canile di Appignano del Tronto”, anche perché tale “affidamento” non è mai avvenuto né poteva avvenire: è noto infatti che il rifugio di Appignano del Tronto è una struttura privata di
proprietà dell’Appa, antica organizzazione di volontariato dell’ascolano, la cui gestione non può certo essere affidata a terzi da chicchessia. E’ altrettanto noto che è stata invece l’Appa a ricorrere al Tar contro il bando pubblicato dall’Amministrazione comunale di Ascoli er l’affidamento del servizio di ricovero e mantenimento dei suoi randagi, da sempre dalla stessa custoditi nel proprio rifugio, e contro la sua successiva aggiudicazione alla cooperativa Meridiana, che ha manifestato l’intenzione di trasferirli tutti, 180 randagi secondo il bando, nel canile di Macerata, che ora ospita solo poche decine di cani. Infine, come si evince chiaramente dalle dichiarazioni ufficiali apparse recentemente sulla stampa rilasciate dall’Amministrazione Comunale di Macerata, la cooperativa Meridiana non ha affatto ottenuto l’autorizzazione a trasferire i 180 cani randagi del Comune di Ascoli nel canile di proprietà del comune di Macerata, probabilmente anche a motivo dell’aggravio dei costi di manutenzione a carico dello stesso Comune che tale trasferimento determinerebbe, con cifre che supererebbero di gran lunga quelle stanziate per resistere in giudizio avverso il ricorso proposto dall’Enpa».

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