«Gravi casi di violenza con il lockdown,
in aumento le vittime giovanissime»

25 NOVEMBRE - Egle Asciutti, legale del Centro antiviolenza di Macerata. «Tra le vittime anche minori, con madri che per difenderli denunciano gli uomini. I mezzi di comunicazione e la scuola hanno aiutato a interpretare e riconoscere che determinati comportamenti sono violenti»
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Egle Asciutti, legale del Centro antiviolenza Sos donna

 

di Leonardo Giorgi

«Nei primi due mesi della pandemia in provincia c’è stato quasi il silenzio, zero richieste di aiuto. Poi c’è stato un aggravamento, tra convivenza forzata e problemi economici sono aumentate le violenze familiari. Abbiamo affrontato casi molto gravi, anche di violenza sui minori, con madri che denunciano gli uomini per tutelare i figli». Egle Asciutti, legale del Centro antiviolenza Sos Donna di Macerata (dell’Ambito territoriale sociale 15, gestito dalla cooperativa Il Faro), fa il punto della situazione sugli abusi sulle donne nel territorio provinciale, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nonostante l’aggravamento delle violenze in seguito ai vari lockdown, l’avvocato Asciutti sottolinea l’aumento di consapevolezza (in particolare nelle donne più giovani) nel riconoscere e segnalare tutte le forme di abuso. «Il Covid ha influito in primis sulle richieste di consulenza, supporto psicologico e accoglienza – spiega Asciutti -. Il centro ha svolto chiamate anche tramite i canali online. Dopo un momento di stallo nei primi due mesi di lockdown, le situazioni si sono destabilizzate e aggravate. Come tipologia di utenza c’è stato un aumento di segnalazioni da parte di ragazze giovanissime, tra i 18 e i 25 anni. I mezzi di comunicazione hanno aiutato a interpretare, a trovare i canali giusti, a riconoscere che determinati comportamenti sono violenti. Questo è dovuto anche al lavoro di sensibilizzazione che è stato fatto sulle scuole dalle nostre operatrici. Il centro ha dato supporto psicologico per affrontare le situazioni vissute dalle donne in difficoltà, a dare il contatto necessario. E questo è già un primo passo importante».

Tra le persone che negli ultimi 12 mesi si erano rivolte telefonicamente al centro Sos Donna di Macerata, anche Rosina Carsetti, la 78enne uccisa la sera dello scorso 24 dicembre nella sua abitazione a Montecassiano. Come spiegato dall’avvocatessa Asciutti, sarebbe stata proprio lei a doverla incontrare il 29 dicembre per una consulenza. «Il caso Rosina non è classificabile come femminicidio» precisa l’avvocatessa, «ma abbiamo affrontato casi molto gravi. Ovviamente non possiamo sapere se siamo riuscite a sventare le conseguenze più tragiche, ma abbiamo avuto a che fare con casi di violenza fisica, anche su minori. Donne che ci contattano per tutelare minori, che possono essere vittime di abusi, stalking e violenze di diverso tipo. In generale, abbiamo una casistica ampia». Casi diversi tra loro, per tipo di modalità e possibili soluzioni. «Una situazione magari si può risolvere con una separazione, altre situazioni sono più difficili, dove magari le violenze hanno raggiunto picchi più alti». Come ricordato dalla legale Asciutti, il primo passo per uscire da situazioni di abuso e violenza (di ogni tipo: fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking) è stabilire un contatto. Quello del Centro antiviolenza Sos Donna è lo 0733 1990133, o in alternativa il contatto mail cavsosdonna@comune.macerata.it. I servizi che offre il centro sono: colloqui di accoglienza e ascolto; colloqui di supporto psicologico; colloqui informativi di carattere legale; gruppi di parola; accompagnamento nella fruizione di servizi pubblici e privati; attività di sensibilizzazione in collaborazione con le istituzioni e le associazioni presenti nel territorio. Il centro opera con personale esclusivamente femminile e garantisce la totale riservatezza, oltre ad essere completamente gratuito.

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