Una folla per dire addio a Giacomo:
«Sei stato un ragazzo
alla ricerca della felicità»

SAN SEVERINO - In centinaia al funerale del 33enne morto giovedì in un incidente stradale a Matelica. Sul feretro una maglia con il numero 24 della squadra di basket Evergreen. I ricordi degli amici Giorgia («continua a proteggerci») e Leonardo («ti ho voluto un mondo di bene»). La cerimonia celebrata dal cardinale Edoardo Menichelli
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Il funerale di Giacomo Bonci

 

di Francesca Marsili

«L’importante nella vita non è fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare». E’ il messaggio dedicato a Giacomo Bonci nel giorno più straziante, quello suo funerale, da sua madre Catia che lacerata dal dolore ha affidato alla voce di Lisa, un’amica di famiglia, tutto l’amore di una mamma. Questa mattina il santuario della Madonna dei Lumi di San Severino non è riuscito a contenere tutti coloro (almeno 300 persone) che si sono stretti attorno al feretro del giovane settempedano, tragicamente scomparso a 33 anni a seguito di un incidente stradale giovedì scorso, per porgergli l’ultimo saluto. Fuori dalla chiesa, dove i tantissimi concittadini che non hanno trovato posto all’interno hanno assistito alla funzione a porte aperte, le note delle canzoni di Vasco Rossi, quelle che Giacomo amava tanto ascoltare con i suoi amici che oggi erano tutti lì0 per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.

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Il cardinale Edoardo Menichelli durante la funzione

Adagiata sul feretro bianco la sua maglia, della squadra di basket, la Evergreen di San Severino, col numero 24: «era il tuo numero ed è giusto che nessuno lo indossi più» avevano scritto ieri sera nella loro pagina social. «Tu che con la tua immensa bontà ti sei sempre prodigato per aiutare tutti – ha aggiunto Lisa, l’amica di famiglia – ora aiuta noi, a distanza, ad avere il cuore aperto». Stretti attorno alla bara i suoi migliori amici che non hanno mai smesso di piangere, quelli con cui Giacomo condivideva le sue tante passioni: la moto da cross, il softair, il basket, ma soprattutto l’amore per la vita vissuta intensamente. «Jake, amico, fratello, ora che non ci sei più tutto sarà diverso. Chi mi chiamerà cento volte al giorno? Con chi mi troverò per andare per forchette stellate? Con chi mi sfogherò adesso? – ha detto dal leggio con la voce rotta dal pianto Leonardo, il suo migliore amico – non so se te l’ho mai detto, ma ti voglio un mondo di bene». E ancora Giorgia «Sei stato un ragazzo alla ricerca della felicità tra le cose belle della vita: la fratellanza, l’amicizia, l’amore, l’arte, la musica.

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Giacomo Bonci

Continua a proteggerci, coccolandoci fino al prossimo abbraccio». A celebrare la funzione il cardinale Edoardo Menichelli che durante l’omelia funebre, dopo la lettura di un passo del Vangelo – pur sottolineando di non conoscere la famiglia del giovane ragazzo, cercando di dare conforto – ha scelto di andare oltre il suggerimento della preghiera come ancora di salvataggio per accettare la morte e di raccontare la propria esperienza umana, un dolore simile a quello per la morte del giovane Giacomo Bonci pur sottolineando di non conoscere personalmente la sua famiglia. «Sono 71 anni che chiedo a Dio perchè mia madre e mio padre sono morti a 28 e 30 anni, e lui non mi ha mai risposto. Questa inquietudine io ce l’ho nel cuore da più di settant’anni ma guardate che fine ho fatto, mi sono inginocchiato a Dio. Non so perchè siamo entrati in una cultura così stupida che ti fa sciupare la vita, non te la fa amare e ti fa piangere la vita. Non serve non andare a ballare, non rasarsi i capelli a zero, non mettersi piercing, l’importante è rendersi conto che tutto questo è un dono.

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La maglia numero 24

Il ricordo di Giacomo è fondamentale». Al funerale oltre agli amici, a centinaia di concittadini, anche il sindaco di San Severino Rosa Piermattei e anche molti tolentinati che hanno conosciuto Giacomo nel periodo in cui ha lavorato al centro commerciale La Rancia di Tolentino. Giacomo Bonci ha perso la vita lo scorso giovedì notte mentre stava rientrando dopo una serata trascorsa in un locale di Matelica (con lui c’era un amico che è rimasto ferito ed è stato portato all’ospedale di Torrette, per fortuna in condizioni non gravi). Nipote di Mario Bonci, storico fondatore dell’omonima azienda che produce caminetti e arredo per la casa, era un ragazzo conosciutissimo anche per via del suo carattere socievole.

 

 

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