Stalking tra i volontari, la difesa:
«La sentenza è annullata
per i soli effetti civili»
PORTO RECANATI - Il legale dell'imputato dopo la decisione della Cassazione: «L'assoluzione penale resta. Ancora non sono state depositate le motivazioni»
Stalking in una associazione di volontariato a Porto Recanati, la difesa dell’imputato: «non sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza con la quale la Suprema Corte ha inteso annullare la precedente sentenza di assoluzione in appello: pertanto, assumere che la tesi della parte civile sia stata “totalmente accolta” è dichiarazione quantomeno imprudente». L’avvocato Giacomo Curzi, che assiste l’imputato, aggiunge che «il giudizio davanti alla Suprema Corte è giudizio di legittimità, e non di merito, e le doglianze fatte valere dalla parte civile sono di carattere eminentemente tecnico giuridico, e attengono in gran parte alla completezza della motivazione come redatta dalla Corte di Appello: di fatto, né la procura generale né la procura di Macerata hanno inteso impugnare la sentenza di assoluzione emessa prima dal Tribunale di Macerata (sebbene solo in relazione al reato di diffamazione), poi dalla Corte di appello di Ancona (per il rimanente reato contestato, quello di “atti persecutori”). Sicché, sotto il profilo strettamente penale, l’assoluzione già pronunziata è passata in giudicato e dunque definitiva.
Ad oggi, in attesa del deposito della sentenza emessa dalla Corte di cassazione, la vicenda è ben lontana dalla conclusione, e la Corte di appello che sarà interessata della futura decisione, per i soli effetti civili, dovrà stabilire innanzitutto se vi siano profili di responsabilità (si ripete: esclusivamente civile), e di conseguenza, ma è tutto da vedere, se la parte civile abbia diritto ad un eventuale risarcimento, e nel caso, quantificarlo». I fatti contestati sarebbero iniziati nel 2011 con una donna che era attiva nell’associazione di volontariato che sarebbe stata vittima di stalking da parte di un 55enne che avrebbe fatto appostamenti notturni nelle vicinanze del bar dove la donna lavorava e che a causa di questo in diverse occasioni aveva dovuto chiedere a qualche amico di accompagnarla a casa.
La Cassazione scrive: annulla la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili con rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello, cui rimette anche la liquidazione delle spese tra le parti per questo grado di legittimità. E i legali della donna, gli avvocati Gabriele Cofanelli e Franco Coppi, avevano presentato ricorso proprio ai fini civilistici.
Stalking nell’ente di volontariato, la Cassazione annulla la sentenza
