Tolentino si ferma per Nicola,
tribuna piena allo stadio
«Sciscio sempre nei nostri cuori»

TRAGEDIA - Circa 1.500 persone all'ultimo saluto del 12enne morto domenica pomeriggio. I compagni hanno scritto ognuno un proprio ricordo. La lettera di Paolo: «Daremo un senso all’amicizia che ci hai donato». L’amico del cuore, Matteo: «Per me eri come un fratello». Il messaggio degli scout che sono entrati nell'impianto portando il feretro del compagno: «Sarai sempre in ogni caccia, in ogni campo e nei nostri cuori». Il dolore del parroco don Vito: «spero di raggiungere nella vita la stessa pienezza che Nicola ha raggiunto a 12 anni»
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Un clima irreale allo stadio Della Vittoria per l'ultimo saluto a Nicola
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Un momento del funerale. Gli scout portano a spalla il feretro

 

di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)

«In questi giorni noi compagni ci siamo sentiti persi, brancolanti in un buio che nessuno di noi conosceva. Daremo un senso all’amicizia che ci hai donato, perché è unica, come te. Tu ci sei Sciscio, sei qui e ci aiuterai a diventare grandi uomini e grandi donne», questa parte della lettera letta da Paolo compagno di scuola di Nicola Scisciani, il dodicenne morto domenica pomeriggio in un incidente stradale a Urbisaglia.

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Nicola Scisciani

Parole pronunciate questo pomeriggio, allo stadio Della Vittoria, davanti a circa 15o0 persone che hanno partecipato al funerale di Nicola. Un lungo applauso ha accolto il feretro del 12enne, portato a spalle dai boy scout in divisa e poggiato a terra sul prato del Della Vittoria luogo scelto nella tarda serata di ieri per celebrare la funzione inizialmente prevista nella chiesa dello Spirito Santo non più adatta a contenere tutti coloro che hanno scelto di dare l’ultimo saluto al piccolo Nicola. Il feretro, firmato da tutti i compagni di classe e gli amici, è stato posto a terra (a simboleggiare il modo di sedere degli scout). Intorno fiori bianchi, come bianca la veste scelta dai sacerdoti per la funzione, il colore dell’innocenza e della purezza. Seduti sul campo i familiari e, a terra, tutto il gruppo degli Scout Tolentino 1 a cui il dodicenne era affezionato come una seconda famiglia.

Scisciani_Funerali_FF-9-650x434Commovente la lettera di Paolo, che ha ricordato il suo grande amico Nicola: «In questi giorni ci siamo sentiti persi, brancolanti nel buio, un buio che nessuno conosceva. L’entusiasmo che avevamo il primo giorno di scuola, quando ci siamo raccontati tutto ciò che avremmo voluto fare in questo anno scolastico ha lasciato spazio al silenzio. È come se senza di te avessimo perso la nostra identità. Abbiamo deciso di provare a realizzare i nostri sogni credendoci fino in fondo e con una forza che prima non avevamo: quella forza Nicola sei tu. Dedicheremo a te ogni nostro successo e cercheremo in te la consolazione nei nostri momenti di sconforto». Prima di lui ha letto una lettera l’amico del cuore, Matteo: «Non so come potrò vivere senza di te, a te confidavo tutti i miei segreti. Eravamo legati da molto più di una amicizia, per me eri come un fratello».

Scisciani_Funerali_FF-11-650x434Un addio composto quello di oggi pomeriggio al piccolo Nicola Scisciani, fatto di testimonianze di tutti coloro che lo hanno conosciuto. L’impegno come boy scout, la sua più grande passione: «Sono passati sette anni da quando la tua famiglia ha scelto di affidarci ciò che era loro più caro, tu Nicola – ha detto Caterina Semini del Gruppo scout Tolentino 1 – quando sei entrato con quegli occhi celesti che scrutavano ogni dettaglio abbiamo capito che eri un bambino che voleva tanto e tanto avrebbe dato. Sei stato prima lupetto e poi esploratore, a dodici anni avevi capito il significato di essere al servizio degli altri. Sarai sempre in ogni caccia, in ogni campo e nei nostri cuori». E poi i compagni di classe Lavinia e Paolo (che ha anche letto una sua lettera) che con la voce interrotta più volte dalla commozione si sono fatti interpreti di una serie di pensieri, quelli che non gli avevano mai detto, uno per ogni alunno della classe 3C, quella che ora è orfana di Nicola: «io Lavinia, volevo dirti che sarai per sempre nel mio cuore e che essendo nato 30 minuti dopo di me sei stato il bambino che è stato sempre accanto a me. Io, Matteo, vorrei dirti che con te mi sono divertito tantissimo. Io, Ilaria vorrei dirti che ci ritroveremo lassù per ridere e scherzare insieme. Io, Nicole, vorrei dirti che mi facevi sentire a mio agio» e così via fino ad un lungo interminabile applauso. Ricordi e lacrime in un pomeriggio che prova a dare un significato a qualcosa di atrocemente difficile da accettare.

funerale-nicola-2-650x488«Non ci eravamo mai accorti di avere un angelo fino a quando non hai spiccato il volo – ha detto Cinzia Pucciarelli, amica di famiglia di Silvano e Luisa, i genitori di Nicola straziati dal dolore – ti prometto che non lasceremo sola tua famiglia e tuo fratello Alessandro. In questo immenso dolore ci faremo guidare da te». Di Fronte al feretro di Nicola accanto alla sua famiglia, la giunta comunale. Provato il sindaco Giuseppe Pezzanesi: «la famiglia di Nicola ha dimostrato una fede e un coraggio irraggiungibili. Guardando le foto di quel terribile incidente, a bordo di quella strada c’era una sola pianta e questi ragazzi hanno avuto la sfortuna di impattare con quella pianta. Occorre fare un balzo in avanti per cercare di dare un senso a questa tragedia». Al termine della funzione, probabilmente grazie a tanta dimostrazione d’affetto don Vito, il parroco della parrocchia Spirito Santo di Tolentino che ospita il gruppo degli Scout Tolentino 1, che non si era sentito di celebrare la funzione per il forte legame che aveva con Nicola (al suo posto ha celebrato Gabriele Pedicino) ha trovato il coraggio per prendere la parola e lo ha fatto con una frase che il sacerdote afferma affollare la sua testa fin da domenica sera, quando il suo telefono ha squillato per comunicargli la più terribile delle notizie «quando sono arrivato alla parrocchia Spirito santo di Tolentino con Nicola insegnavamo ai boy scout di quinta elementare e mi diceva sempre “non ti preoccupare don Vito, ci penso io”. Pur avendo avuto la vocazione di sacerdote, per la prima volta ho capito che cosa vuol dire essere padre. Mi sono sentito padre di Nicola. Io spero nella mia vita di raggiungere la stessa pienezza che Nicola ha raggiunto a 12 anni». Alla fine della celebrazione i presenti hanno dedicato un lungo applauso che ha accompagnato il feretro, portato dagli scout, fino all’uscita dello stadio. I compagni di classe si sono tenuti abbracciati tutti insieme e hanno lasciato volare dei palloncini bianchi.

(Ultimo aggiornamento alle 20,50)

 

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Il sindaco Giuseppe Pezzanesi

 

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