Notte dell’Opera, inizio soft
poi i giovani riempiono il centro (FOTO)

MACERATA - Presenze ridotte alla tradizionale festa celebrativa della stagione lirica con il centro che prende vita solo quando scatta l'orario della movida studentesca. Frequentati bar e aperitivi ma i numeri sono lontani dalle passate edizioni. Il piatto forte in piazza Mazzini con i cantanti del festival. Spettacolo finale poco coinvolgente in una piazza della Libertà blindata
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Lo Sferisterio dorato durante la Notte dell’Opera 2021

 

di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)

Più giovedì studentesco che Notte dell’Opera. Ci aveva abituato a strade piene di persone e spettacoli affollati l’ormai tradizionale serata dedicata alla stagione lirica maceratese, quest’anno però, nella prima edizione della nuova amministrazione Parcaroli, qualcosa sembra aver contenuto la partecipazione dei cittadini e la festa non è decollata.

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Lo spettacolo finale in piazza della Libertà

Almeno fino alle 22,30 circa, orario in cui i giovani maceratesi hanno assaltato, come ogni giovedì, le strade e i bar del centro cittadino arrivando anche dai paesi limitrofi. La consueta movida ha quindi tappato i buchi di una festa dell’opera molto sottotono, anche a confronto della precedente annata anch’essa in piena epoca Covid. La partecipazione più contenuta però, se da un lato rappresenta un bicchiere mezzo vuoto, dall’altro ha sicuramente fatto piacere a chi, a causa dell’allerta Covid, temeva assembramenti e strade affollate.

Sarà per l’assenza della sfilata, sarà per il forte caldo oppure per l’obbligo di prenotazione per tutti gli eventi ma la presenza di pubblico, almeno fino all’orario di inizio degli spettacoli, è sembrata alquanto risicata. Eppure il primo spettacolo in termini temporali, ovvero la Black Aida messa in scena a Palazzo Buonaccorsi alle 19, prometteva bene con le sedie allestite nel cortile del museo totalmente occupate dagli spettatori.

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Bintou Outtara e Petit Solo Diabatè protagonisti di Black Aida

Una rappresentazione affascinante con la bellissima Bintou Outtara a fare da cantastorie in una versione più africana dell’opera verdiana che pur in Africa è ambientata. Alla musica classica sono state sostituite sonorità tipicamente africane, eseguite dall’ottimo Petit Solo Diabatè e la magia del racconto della principessa ha subito rapito i bambini seduti in prima fila ma anche i più adulti. L’evento, che nei prossimi giorni andrà in tournée nella provincia sarà ripetuto anche domenica alle 11 all’Abbazia di Fiastra.

Fuori da palazzo Buonaccorsi però, in un centro che torna ad essere pedonale per permettere finalmente ai presenti di passeggiare liberi dallo smog e dalla coda delle auto, fino alle 22 accade ben poco, con i maceratesi che forse per precauzione hanno deciso di mantenersi un po’ distanti nonostante i molti spettacoli validi disseminati tra Corso Cairoli, Corso Cavour e il centro.

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Metamorfosi, diario di una crisalide

Fuori dagli spazi recintati degli eventi e fuori dai bar e ristoranti che hanno preparato l’aperitivo del giovedì non succede molto anche se la serata, come ogni settimana, attende l’avanzare della notte per riempire gli spazi del centro di giovani e adolescenti. In ogni caso buona affluenza di pubblico in piazza Mazzini dove è stato servito il piatto forte, ovvero gli artisti del Festival che si sono esibiti in arie famosissime, tratte non solo dalle due opere in cartellone. Apprezzato anche lo spettacolo di danza allestito in corso Cairoli con le coreografie classiche, neoclassiche e contemporanee sulle musiche dell’Aida e gli immancabili Pueri Cantori che in piazza Vittorio Veneto hanno messo in scena Rigoletto. In una piazza della Libertà sigillata lo spettacolo Horus ha chiuso definitivamente la nottata mentre folle di adolescenti riempivano i bar, evidentemente più interessati a socializzare che ad assistere alle proposte liriche.

 

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Agnese Mastrangelo nel suo spettacolo in corso Cavour

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In piazza Vittorio Veneto i Pueri Cantori

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L’altra faccia della Traviata, in scena in corso Cairoli

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La direttrice del Macerata Opera Festival Barbara Minghetti

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L’assessore alla cultura Katiuscia Cassetta

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