«Al lavoro per oltre 15 ore
e senza giornata di riposo»,
imprenditore a giudizio per caporalato

IN AULA - Pier Giorgio Loddo, 54 anni, residente a Matelica, e tre aziende agricole di cui era amministratore unico erano imputati davanti al gup del tribunale di Macerata (le società per presunti illeciti amministrativi). Il processo si aprirà il 3 novembre del 2022. A denunciare i fatti erano stati i lavoratori, assistiti dalla Cgil (che si è costituita parte civile)
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Due dei lavoratori che hanno fatto denuncia

 

di Gianluca Ginella

Lavoratori agricoli impiegati come pastori anche per oltre 15 ore di lavoro al giorno e senza riposo settimanale, imprenditore rinviato a giudizio per caporalato. A giudizio anche tre aziende, per presunti illeciti amministrativi, di cui l’imprenditore, Pier Giorgio Loddo, 54 anni, residente a Matelica, era amministratore di fatto. Oggi sono costituiti parte civile il sindacato Cgil, lavoratori che avevano sporto denuncia, la cooperativa sociale On the road. «Le accuse riguardano l’impiego di lavoratori agricoli come pastori anche per oltre 15 ore di lavoro al giorno – spiega la Cgil in una nota -, senza riposo settimanale e con gravissime irregolarità contrattuali, in assenza di dispositivi di protezione individuali, senza essere sottoposti a visita medica e la permanenza in alloggi privi dell’idoneità igienico sanitarie, senza la possibilità di uscire nemmeno per comprare generi alimentari e la privazione dei loro documenti».

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Una stanza dove erano ospitati i lavoratori

Il sindacato spiega che «Nel maggio 2019 siamo stati contattati da un funzionario dell’ambasciata romena che ci esponeva una situazione critica riguardo alcuni lavoratori romeni, chiedendo un possibile intervento immediato, abbiamo così prelevato i cittadini romeni fornendo loro una prima assistenza e collocandoli al sicuro. Successivamente, oltre un’iniziale fornitura di generi di prima necessità, preso atto delle pessime condizioni igieniche sanitarie, delle condizioni di estremo disagio e dello stato di prostrazione fisica in cui versavano, sono stati accompagnati a sottoporsi a visita medica dove veniva emessa una diagnosi di possibile scabbia e la relativa profilassi terapeutica, che è stata prontamente effettuata». Il sindacato ha poi avviato, tramite la Flai di Macerata, che si occupa dei lavoratori agricoli della Cgil, le pratiche per la tutela dei diritti dei lavoratori «e visto il protrarsi della situazione e degli accertamenti da effettuare abbiamo contattato la cooperativa On the road, con cui collaboriamo in quanto specializzata nei casi di “tratta e sfruttamento degli esseri umani”, per fare in modo che i lavoratori venissero inseriti nel loro programma di protezione. Successivamente sono stati recuperati altri lavoratori, anche fuori provincia, tutti nelle medesime condizioni degli altri, ed a cui abbiamo dato la medesima assistenza e tutti sono stati alloggiati in una residenza protetta a Macerata individuata tramite l’associazione On the road che li aveva presi in carico». I lavoratori sono stati poi a fare denuncia. Le indagini sono state condotte dai comando carabinieri Tutela del lavoro di Macerata, diretto dal maresciallo Martino Di Biase, che, oltre ai rinvii a giudizio hanno portato al controllo giudiziario (ancora in corso) per le tre aziende.

Oggi si è svolta l’udienza davanti al gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Imputati Loddo, per l’accusa di caporalato, e le aziende Aga società agricola di Penna San Giovanni, Sibilla società agricola di Montemonaco, Loddo family società agricola di Matelica, per illeciti amministrativi legati all’accusa di caporalato. Il giudice ha deciso il rinvio a giudizio per tutti, il processo si aprirà il 3 novembre del 2022. Loddo è difeso dall’avvocato Francesco De Minicis, le aziende sono assistite, tra gli altri, dall’avvocato Marco Massei. La Cgil è parte civile, assistita dall’avvocato Elena Ardito, la cooperativa on the road è tutelata dal legale Guido Talarico.

 

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