Il superbonus 110% lancia l’edilizia,
ma manca la manodopera specializzata:
«Convenzione con le agenzie interinali»

CONFARTIGIANATO annuncia l'accordo raggiunto per risolvere la problematica che sta zavorrando l’apertura di nuovi cantieri. Il segretario Menichelli: «L'età media nei nostri territori è piuttosto alta e se non avvieremo un ricambio rischiamo che entro il 2030 il comparto vada in grande difficoltà»
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I partecipanti alla conferenza promossa da Confartigianato

 

di Mauro Giustozzi

Il settore edile potrebbe cavalcare l’onda della ripresa tramite la ricostruzione post sisma ed i vari bonus, su tutti quello del 110% per le ristrutturazioni, ma rischia di non decollare perché manca manodopera specializzata e non a cui le imprese possano attingere. Per risolvere questa difficile problematica che sta zavorrando l’apertura di nuovi cantieri Confartigianato Macerata, Ascoli e Fermo ha presentato una convenzione con due importanti agenzie del lavoro, un nuovo servizio che vuole supportare le aziende del settore edile nel reperimento di personale da inserire nel proprio organico.

convenzione-confartigianato-agenzie-lavoro-1-325x244Ad illustrare l’accordo i vertici dell’associazione degli artigiani, il presidente Renzo Leonori, il segretario generale Giorgio Menichelli ed il responsabile dell’edilizia Stefano Foresi assieme ai rappresentanti delle due agenzie che collaboreranno Mariateresa Guglielmi e Annalisa Ciamarra, responsabili delle filiali di Macerata e Civitanova Openjobmetis, e Filippo Pettirossi e Giada Fabiani, rispettivamente Area Manager Marche-Abruzzo-Molise e Account Manager per Randstad. Nei loro uffici le imprese potranno usufruire di un particolare piano, che garantirà loro un valido supporto nella ricerca e nella selezione delle professionalità più idonee alle singole esigenze. Non solo. Alle figure individuate verrà garantita una formazione specifica, che trasmetterà conoscenze spendibili immediatamente nella propria occupazione. «L’occasione di una ripartenza in grande stile dell’edilizia è nei fatti – ha ribadito Leonori – ma a scoraggiare molte delle imprese nostre associate è la difficoltà a reperire sul mercato nuova manodopera per ampliare i propri organici e di conseguenza poter lavorare su più cantieri che siano della ricostruzione o per i privati che vogliono sfruttare i diversi bonus dell’edilizia. Un settore la cui ripartenza può trainare dalle 35 alle 40 attività collegate all’artigianato che a loro volta potrebbero beneficiare di questa ripartenza. Le imprese chiedono delle soluzioni per superare questo problema e, attraverso questa convenzione, la Confartigianato prova a dare loro delle risposte adeguate e professionali».

convenzione-confartigianato-agenzie-lavoro-3-325x209Anche il segretario generale dell’associazione ha ricordato come sia importante per tutta la filiera collegata all’edilizia che questo comparto possa marciare il più speditamente possibile. «Il settore, se stimolato come sta accadendo da un lato per la ricostruzione post sisma e dall’altro dal Superbonus 110% e tutti gli altri in campo – ha sottolineato Menichelli – può trainare l’intera economia dei nostri territori. Però la scarsità di manodopera crea problemi sulla velocità in primis della ricostruzione post sisma e poi sugli altri lavori di rigenerazione e riqualificazione urbana che molti enti pubblici, oltre ai privati, vorrebbero realizzare. Questo ha anche un impatto sul turismo, in quanto riqualificare borghi e città significa sia qualità dell’abitare ma anche offrire panorami urbani rigenerati a chi viene per turismo nei nostri centri. E’ importante e decisivo, quindi, far incontrare domanda e offerta: l’accordo con queste due agenzie interinali tende a favorire il reclutamento di questa manodopera indispensabile. Soprattutto è importante rendere appetibile questo settore anche ai giovani in una chiave di ricambio generazionale. Parlo sia di chi è titolare d’impresa che di chi vi lavora. La media età nei nostri territori è piuttosto alta e se non avvieremo questo ricambio rischiamo che entro il 2030 il comparto edilizio vada in grande difficoltà».

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La videoconferenza online

Stefano Foresi ha voluto sottolineare come la difficoltà a reperire manodopera riguardi tutti i ruoli operativi nell’edilizia, dai muratori ai carpentieri agli operai specializzati per arrivare perfino ai semplici manovali. E di come sia importante anche guardare al futuro immediato ad una formazione necessaria in quella forza lavoro magari espulsa da altri settori in crisi che può essere riconvertita nell’edilizia. «Tutto ciò cozza però con la carenza di personale – ha detto-. Quindi ci siamo fatti portatori delle difficoltà delle aziende, ideando uno strumento che fa incontrare domanda e offerta». Per far fronte a questa situazione ecco la convenzione stilata con le due agenzie interinali. «La nostra società – ha detto Filippo Pettirossi di Randstad – ha 170 filiali in Italia e 2300 collaboratori ed è presente nelle Marche con filiali a Civitanova e Ascoli nei territori interessati dal sisma del 2016. La domanda di personale in somministrazione è in costante crescita: a marzo abbiamo registrato una richiesta del +23% e nelle Marche nei mesi di aprile e maggio sono giunte 1200 richieste di personale da impiegare in diversi settori produttivi. Aumenta la richiesta di personale e purtroppo noi abbiamo difficoltà a farci fronte: per restare nell’edilizia ci sono giunte nelle ultime settimane 50 richieste da aziende che avevano bisogno di lavoratori specializzati in questo ambito. Confermo che è importante spingere sulla formazione di questi lavoratori ed in questo il percorso potremmo farlo magari assieme a Confartigianato». Dal canto loro Mariateresa Guglielmi e Annalisa Ciamarra, responsabili di Openjobmetis hanno sottolineato come «ci sia la possibilità di aiutare le aziende associate a Confartigianato nel reperimento di lavoratori per imprese più o meno grandi. La nostra agenzia offre il supporto a chi vuol entrare nel mondo del lavoro cercando di coniugare domanda e offerta. Certo, nel settore edile la situazione è più difficile che in altri comparti anche perché non è semplice intercettare la tipologia di lavoratore che riesce a ricollocarsi in un altro settore produttivo in tempi rapidi e senza un’adeguata formazione professionale che invece è essenziale in particolare nell’edilizia. Ma da parte nostra c’è la ferma volontà di offrire alle imprese di Confartigianato il maggior supporto possibile».



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