«Basta aggressioni agli operatori»,
i sindacati raccolgono firme:
obiettivo una nuova legge

PROTESTA - Episodi di violenza avvengono ogni tre ore in Italia, vittime sono esponenti delle forze dell'ordine e delle helping professions
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«Basta vili aggressioni e ai pestaggi che sono costretti a subire gli operatori», questo, dicono i sindacati Unarma, Siulp, Fns Cisl, Sinafi, Siamo esercito, si aspetterebbero di sentir dire «dalla classe politica, vista l’escalation di aggressioni (una ogni 3 ore), spesso cruente, ai danni degli agenti, dei carabinieri, dei finanzieri e dei militari che operano nelle città, nonché degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria che vivono drammi quotidiani nei penitenziari sovraffollati e di tutte le helping professions. Operatori della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico, al servizio dello Stato che, con “strumenti vecchi e spuntati”, cercano di difendere e tutelare l’essenza stessa dello Stato, di una nazione». Ultimo episodio che segnalano i sindacati quello «che ha visto protagonisti diversi carabinieri, chiamati a difendere la meritoria e coraggiosa denuncia del giornalista Vittorio Brumotti, accerchiati da spacciatori e fiancheggiatori, rispetto ai quali sono apparsi inermi difronte alla furia degli aggressori. Per non parlare delle continue aggressioni, molte delle quali con atti di violenza inaudita nei confronti di poliziotti, finanzieri e militari che giornalmente sono impiegati nel controllo delle città e presso i centri di accoglienza, nonché contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso gli istituti di detenzione. Sono tantissime le “denunce” e le testimonianze provenienti da coloro che non ci stanno più a convivere in questo ingarbugliato e triste habitat, con poche regole e scarse certezze e che non tollerano più questo sistema ormai giunto al capolinea, i cui limiti sono stati messi ancora più in evidenza dalla pandemia e dall’aggravarsi delle quotidiane difficoltà a cui i cittadini, di ogni ceto sociale, devono comunque far fronte. Basta con le vili aggressioni infarcite di violenza, ai danni degli operatori di polizia, centinaia da inizio anno, sino al triste primato di averne una ogni 3 ore, considerata la totale certezza di assoluta impunità garantita dall’attuale sistema». I sindacati continuano parlando di «completa inadeguatezza della legge per la definizione delle prerogative sindacali del personale militare, attualmente all’esame della Commissione Difesa del Senato, da emanarsi in aderenza alla Sentenza della Corte Costituzionale 120/18 e che consegnerà loro un modello sindacale non in grado di tutelare coloro che rischiano ogni giorno la propria vita per il Paese». Da qui la decisione di una raccolta di firme «per una legge ad iniziativa popolare che intervenga in merito assicurando che chiunque aggredisce un appartenente alle Forze di polizia o a qualsiasi helping professions deve scontare la reclusione o l’affidamento ai lavori socialmente utili».



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